Cristina Longo

Cristina Longo

Bernalda (MT), 1 maggio 2026 – Motori, solidarietà e inclusione tornano protagonisti con la IV edizione di “Bikers per la Vita”, l’evento che unisce la passione per le due ruote a un importante impegno sociale. L’iniziativa è organizzata con il Comune di Bernalda, con il patrocinio del Comune di Montescaglioso e con il supporto di Associazione Viva, commercianti di Bernalda e Metaponto, ASI Settore Mototerapia, Ciclocar S.r.l. Matera, e l’Autofficina Cirigliano.“Bikers per la Vita” nasce come realtà associativa con l’obiettivo di trasformare la passione per le moto in uno strumento concreto di solidarietà. Negli anni, l’associazione si è distinta per l’impegno in iniziative sociali e benefiche, promuovendo inclusione, sensibilizzazione e supporto a progetti rivolti alla comunità, con particolare attenzione alle persone più fragili. Attraverso eventi, motoraduni e attività sul territorio, il gruppo ha costruito una rete partecipata che unisce motociclisti, famiglie e istituzioni nel segno della condivisione e dell’aiuto reciproco.La giornata prenderà il via alle ore 8:30 con la registrazione dei partecipanti al MotoTour presso Giasi Petroli a Bernalda. Alle 10:30 partirà il tour motociclistico che condurrà i bikers fino a Montescaglioso, dove è previsto l’arrivo alle ore 11:30 con saluti istituzionali, aperitivo di benvenuto e benedizione dei caschi, momento simbolico che sottolinea il valore della sicurezza e della comunità.Dopo il rientro a Bernalda, previsto tra le 12:30 e le 13:30, i partecipanti al motogiro potranno usufruire del ristoro presso le strutture ricettive convenzionate tra le 13:30 e le 14:00.Il contributo di partecipazione al motogiro è di 10 euro e comprende iscrizione, gadget, aperitivo, caffè e scorzetta; è riservato esclusivamente ai partecipanti del motogiro. L’evento è gratuito e aperto a tutti. Parte del ricavato sarà devoluto a progetti sociali, confermando la missione solidale dell’iniziativa.Il pomeriggio entrerà nel vivo alle 15:30 con la cerimonia ufficiale di apertura del festival, presso Corso Umberto (angolo via Bradano). A presentare l’evento sarà la giornalista Cristina Longo, affiancata dai saluti istituzionali e da interventi di rilievo, tra cui quelli del Dott. Luca Nuzzo, che illustrerà i primi risultati di un progetto sulla psicomotricità sensoriale in moto, e del Prof. Vincenzo Sonnessa, con un focus su inclusione e sport.Il programma proseguirà con un DJ set, il contest “Equilibrio Estremo” a numero chiuso, attività di intrattenimento per bambini e, in serata, concerti dal vivo con la Tribute Band Mango, Mirko Gisonte e la Ragnatela Folk Band.Per informazioni: 339 68 41 620
Sito web: www.bikersperlavita.com“Insieme per fare del bene” è il messaggio che accompagna anche quest’anno un evento capace di unire passione e responsabilità sociale.

La giornalista Rossella Montemurro racconta la storia di Giovanni Martinelli, per tutti Nonno Nanà, il clown che ogni giorno varca la soglia dell’ospedale per generare sorrisi con una chitarra variopinta tra le mani, un simpatico naso rosso e un trolley pieno di giochi divertenti."La grazia di un sorriso", libro fresco di stampa della giornalista Rossella Montemurro edito per i tipi di Edigrafema, nasce dall’incontro necessario tra un clown, Nonno Nanà (Giovanni Martinelli, brigadiere capo delle Fiamme Gialle in pensione), e il direttore della struttura complessa di Anestesia e rianimazione dell’Azienda sanitaria di Matera, Francesco Massimo Romito. Un sodalizio improbabile tra chi ogni giorno varca la soglia dell’ospedale per generare sorrisi, con una chitarra variopinta tra le mani, un simpatico naso rosso e un trolley pieno di giochi divertenti, e chi gestisce la sofferenza spesso davanti a un monitor multiparametrico. Il diritto d’autore legato all’opera sarà devoluto all'Associazione “Oasi del sorriso” per le sue attività di sostegno e accoglienza dei pazientiIl libro verrà presentato venerdì 17 aprile, alle ore 18, nell’Auditorium ‘G. Moscati’ dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ di Matera. Dopo i saluti del direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo e dell’editrice di Edigrafema Antonella Santarcangelo, l’autrice del libro Rossella Montemurro dialogherà con Nonno Nanà. Previsti gli interventi del direttore della struttura complessa di Anestesia e rianimazione Francesco Massimo Romito e del consigliere regionale Nicola Morea.
Rossella Montemurro, giornalista professionista materana. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha lavorato per numerose testate e dirige quella online TuttoH24. Ha pubblicato per Ediesse Edizioni I giorni di Scanzano (2004); per BMG Editrice Carabinieri a Matera. Tradizione e modernità al servizio dei cittadini (2010); per Altrimedia Edizioni Calci e pugni sul tetto del mondo (2019), Il mio tuffo nei sogni (2020), Galoppando contro vento (2023) e Una famiglia di campioni. I fratelli D’Onofrio, leggenda lucana del karate (2025); per Zoraide Editore Io sono Drago. Giuseppe Colapinto: the Arabian dream (2025).

Un’intera giornata per scoprire l’anima più autentica della Rabatana: il 19 aprile 2026 Tursi ospita un’esperienza immersiva che intreccia cultura, natura e tradizioni locali nel cuore della Basilicata.
La mattina prende vita con un percorso dedicato alla scoperta del suggestivo rione saraceno, un’esperienza curata da Tursi Tour Experience. Il ritrovo è previsto alle ore 9:30, con partenza alle 10:00 insieme a un’esperta d’arte locale che accompagnerà i partecipanti tra storia, segreti e angoli nascosti del borgo. Il percorso si snoda tra i vicoli della Rabatana e include la visita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore e alla sua affascinante cripta, tra i luoghi più rappresentativi del patrimonio storico locale.
A seguire, spazio ai sapori con una degustazione nel cuore del borgo: peperoni cruschi, le rarissime melanzane crusche, sott’oli artigianali su pane casereccio e un calice di vino locale. Il costo dell’esperienza è di 38 euro a persona.
Nel pomeriggio, dalle ore 14:30, il borgo si anima con la terza Festa del Borgo Antico, a cura di Virtus Ingegneria. Il programma prevede l’accoglienza dei partecipanti, una passeggiata guidata per la raccolta e il riconoscimento di erbe e piante spontanee alle ore 15:00, seguita da un laboratorio di trasformazione alle ore 17:00. La giornata si conclude alle 19:00 con un’apericena accompagnata da intrattenimento musicale.
L’evento si svolgerà nel Borgo Antico Rabatana, con ritrovo in Piazzale del Castello, e rappresenta un’occasione unica per vivere il territorio tra natura, convivialità e tradizione. La partecipazione alle attività pomeridiane è gratuita.
L’iniziativa è realizzata con il supporto del Comune di Tursi e della Regione Basilicata.
I posti per l’esperienza mattutina sono limitati ed è richiesta la prenotazione. Per informazioni è possibile contattare Pasquale al 3791207149 o Giuseppe al 3923414991.
Un invito a lasciarsi guidare in un’esperienza che va oltre la semplice visita: la Rabatana non si osserva soltanto, si vive.

Un soffio che attraversa continenti, un suono capace di farsi emozione pura. Sarà il flauto di Jasmine Choi - tra le interpreti più straordinarie della scena internazionale - a illuminare il prossimo concerto che, nella città dei Sassi, unisce virtuosismo, eleganza e grande repertorio sinfonico.

L’evento è in programma martedì 14 aprile, alle ore 21.00, all’Auditorium Gervasio e rientra nella Stagione Eventi Musicali 2025/2026, promossa dall’Associazione Musicale Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia.

Un appuntamento di grande fascino, capace di coniugare la forza espressiva del repertorio romantico con la brillantezza tecnica del virtuosismo solistico. Sul podio il direttore Gianluca Marcianò guiderà l’Orchestra in un programma di intensa suggestione: il Concerto per flauto e orchestra op. 283 di Carl Reinecke e la Sinfonia n. 3 “Renana” di Robert Schumann.

Protagonista assoluta della serata sarà Jasmine Choi, nata a Seul, considerata una delle più celebri flautiste del nostro tempo. Artista dal virtuosismo brillante e dalla musicalità raffinata, ha costruito una carriera globale che abbraccia generi e linguaggi diversi: dalla musica classica – solistica, cameristica e orchestrale – fino a sperimentazioni, jazz e pop. Già primo flauto della Vienna Symphony, si è esibita come solista con alcune delle più importanti orchestre del mondo, tra cui la Vienna Symphony, il Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra di Filadelfia, la Cincinnati Symphony e la Filarmonica di San Pietroburgo, oltre che in prestigiose sale internazionali da Parigi a New York, da Tokyo a Londra. Le sue interpretazioni sono apprezzate per la chiarezza del suono, la precisione tecnica e una spiccata sensibilità espressiva.

Accanto a lei, sul palco, il direttore Gianluca Marcianò, bacchetta italiana di fama internazionale e direttore principale dell’Orchestra ICO della Magna Grecia. La sua carriera, avviata nel 2006 con il debutto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria, si è sviluppata attraverso collaborazioni con importanti teatri e orchestre in Europa, Asia e Medio Oriente, firmando produzioni operistiche di rilievo e consolidando una cifra interpretativa apprezzata per rigore e intensità. Marcianò è inoltre direttore artistico dell’Al Bustan International Festival di Beirut.

Il concerto rappresenta un nuovo tassello della stagione musicale che continua a portare a Matera artisti di rilievo mondiale, rafforzando il ruolo della città come crocevia culturale e musicale di primo piano nel Mezzogiorno e nel contesto internazionale.

La Stagione Concertistica 2025 – 2026 è realizzata dall’Associazione Musicale “Luis Bacalov” in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia, con il sussidio istituzionale del Comune di Matera, Ministero della Cultura, Regione Basilicata e il fondamentale sostegno delle attività economiche e commerciali del territorio: De Angelis Bus, Grieco Abbigliamento, Heidelberg Materials, Bottega Optica, Il Falco Grillaio, IP Fratelli Gaudiano, Farmacia D’Aria.

Informazioni e biglietti
Associazione Luis Bacalov Matera
Via De Viti De Marco, 13
Tel. 0835 1973420


Biglietti online: Vivaticket

Lavoro, sacrificio, allenamento, professionalità: sono queste, secondo l'horseman Giuseppe Colapinto, le basi per una "relazione a lungo termine", indispensabili per quell'alchimia che permette di realizzare spettacoli con cavalli Arabi in libertà. A lui – classe 1997, originario di Gioia del Colle – la prestigiosa rivista internazionale Arabian Horse Magazine ha dedicato una lunga intervista, L’uomo che parla all’anima del cavallo Arabo, firmata da Sonia Smaldone.
"Le qualità positive degli Arabi sono tantissime", ha affermato. "E anche ciò che può sembrare un difetto può trasformarsi. Non è una razza per tutti, perché il suo ego non perdona. Non è cattivo, ma la sua intelligenza acuta non dimentica gli errori. Ogni Arabo che ho addestrato mi ha insegnato qualcosa. Sono emotivi, sensibili, socievoli, versatili, energici. Si annoiano facilmente e cercano sempre qualcosa da fare".
Responsabile del Centro Equestre DG Arabian Stable di Gioia del Colle (BA), referente Puglia Sef Italia per la doma in libertà, allievo dell'Accademia Gala d'oro di Verona, addestratore di cavalli, mule trainer e liberty freestyle, Colapinto è noto per l'Arabian Dream, performance all'insegna di un dialogo continuo e uno scambio emozionale tra uomo e cavallo: "Oggi, – si legge sull'Arabian Horse Maagzine – attraverso i suoi spettacoli e il lavoro quotidiano, Colapinto ricorda che la vera libertà non è una tecnica. È uno stile di vita. E il cavallo arabo, con la sua saggezza emotiva e il suo spirito nobile, resta il compagno ideale per chi cerca autenticità più che applausi".
Per lavorare con i cavalli Arabi in modo etico e umano, Colapinto suggerisce "di restare affamati (di imparare, scoprire, provare). In un mondo così social e virtuale, le basi della vita si stanno perdendo. I cavalli, soprattutto nel lavoro in libertà, ci costringono a vivere nella realtà, a confrontarci con noi stessi, a scoprire la nostra essenza".
La sua storia è raccontata nel libro Io sono Drago. Giuseppe Colapinto: the Arabian Dream (Zoraide Editore) della giornalista e scrittrice Rossella Montemurro.

Tra le onde del mare, il canto di Velia Immacolata Innecco risuona come eco di coraggio e determinazione. Originaria di Lauria, in provincia di Potenza, Velia è una giovane artista lucana che ha trasformato le sfide della vita in note e melodie. Fin dalla nascita convive con una condizione neurologica che limita i movimenti e la coordinazione di entrambi i lati del corpo, ma ha scoperto nella musica non solo una passione, ma una forza capace di sostenerla, guidarla e darle equilibrio nei momenti più complessi. Fin da bambina, il canto è stato per lei un bisogno naturale e, a soli sette anni, aveva già chiaro il suo sogno: diventare cantante. La musica è diventata così uno spazio di libertà, un luogo in cui esprimersi senza barriere e trasformare ogni esperienza in emozione condivisa.Negli anni si è esibita in contesti amatoriali, dai karaoke alle feste di piazza, portando sempre con sé una determinazione autentica. Dal 2016 studia canto sotto la guida della maestra Antonella Orofino, figura fondamentale nel suo percorso umano e artistico. “Ha sempre creduto in me e nelle mie capacità”, racconta.Il suo mondo musicale è nutrito dalle grandi voci italiane come Mina, Mia Martini, Fiorella Mannoia, Giorgia, Elisa e Laura Pausini, che rappresentano per lei non solo punti di riferimento artistici, ma anche sogni profondamente umani. Velia ha avuto la possibilità di partecipare a due concerti di Laura Pausini, vivendo momenti di intensa emozione, senza però riuscire ad avvicinarla: un desiderio che resta vivo, custodito con delicatezza, simbolo di un cammino che continua e guarda sempre avanti.Un passaggio centrale del suo percorso è legato al brano “Ho imparato a sognare”, nella versione interpretata da Fiorella Mannoia, in cui Velia riconosce la propria storia. “In fondo, come ho sognato quella volta, continuo a farlo e non smetterò mai”, afferma. “Ogni volta che la canto mi rispecchio in ogni parola e torno con la mente a quando ero bambina, a quella giornata al mare, al mio sogno di allora: cantare”.Da questo vissuto nasce anche il videoclip, che diventa racconto e testimonianza, ma soprattutto messaggio sociale. La sua voce si fa strumento per parlare a chi attraversa momenti difficili, a chi si sente fermo, a chi teme di non riuscire a realizzare ciò che desidera. Velia porta avanti un messaggio chiaro e necessario: i limiti non definiscono il valore di una persona, né possono spegnere la forza dei sogni.“Non mi sono mai arresa”, racconta. “Ho sempre cercato una strategia e con forza di volontà, determinazione e audacia ho provato a superare ogni barriera”.La sua è una storia che non chiede pietà, ma ascolto. Non cerca scorciatoie, ma riconoscimento. È la storia di una giovane donna che, attraverso la musica, restituisce senso e bellezza anche alle parti più difficili dell’esistenza. Una voce che diventa testimonianza viva di come l’arte possa essere uno strumento di libertà, inclusione e rinascita.E il suo messaggio arriva diretto a chi leggerà queste parole, a chi l’ascolterà, a chi si riconoscerà anche solo in una parte del suo cammino: “È un invito alla vita, alla luce, ad attraversare tutte le difficoltà e andare oltre ogni confine… perché ci sono onde che non possono portare via ciò che nasce davvero dall’anima”. Per ascoltare il brano: https://m.youtube.com/watch?si=PqpNjCNxY0v23Q6k&v=vsO2_aacAUk&feature=youtu.be

Si avvicina l’appuntamento clou del progetto Le Vie della Croce con la storica Via Crucis vivente in programma Sabato Santo 4 aprile, a partire dalle ore 10:30, nelle vie di Rionero in Vulture. Organizzata dalla Confraternita Maria SS del Monte Carmelo con il patrocinio della Città di Rionero e dell’APT Basilicata, questa rappresentazione si conferma come una delle più intense e sentite processioni pasquali della regione.Un corteo composto da circa 200 figuranti, tra comparse, attori e volontari, animerà la città con una serie di tableau vivant che raccontano con minuzia e partecipazione le ultime ore terrene di Cristo. La direzione artistica di Rosa Preziuso Ferrajolo garantisce la cura nei dettagli di ogni scena, accompagnata dalle due antiche statue del Cristo Morto e di Maria Addolorata, conservate nella storica Chiesa di Sant’Antonio Abate, sede della Confraternita.La processione di Rionero, pur mantenendo la sua natura di rievocazione storica, resta saldamente ancorata alle tradizionali caratteristiche delle processioni pasquali del Sud Italia, che rappresentano il momento in cui la fede si fa esperienza viva e condivisa tra la comunità e il sacrificio di Cristo.Personaggi emblematici arricchiscono la narrazione: la Zingara, vestita di nero e oro, simbolo del male e dei peccati dell’uomo; la Tentazione che insegue Giuda, reclamandone l’anima; i Tre Mori, segno di diversità e integrazione; Malco, incappucciato e in flagellazione per espiare la colpa di non aver creduto al miracolo di Cristo.Ad accompagnare il corteo, le note suggestive delle due bande cittadine, che contribuiscono a creare un’atmosfera di mistica intensità. Il momento culminante si svolgerà nel Giardino del Centro Sociale con la drammatizzazione della Crocifissione, della morte di Cristo e della Pietà, scena ispirata alla lauda di Jacopone da Todi, in cui la Madonna perde la sua aurea sacra e si dispera come una madre che perde il figlio.In questo clima di preparazione e attesa, si è svolto ieri, mercoledì 1° aprile, l’appuntamento con “Un Uomo”, la drammatizzazione della Passione di Cristo a Fontana Grande, che ha riscosso un notevole successo di pubblico, anticipando con intensità le emozioni che caratterizzeranno la Via Crucis del 4 aprile.Il progetto Le Vie della Croce continua così a essere un punto di riferimento culturale e spirituale per la comunità lucana, unendo tradizione, fede e identità con grande partecipazione.

Grande partecipazione e vivo interesse hanno caratterizzato i primi due appuntamenti de “Le Vie della Croce”, il percorso culturale e spirituale promosso dalla Pro Loco di Rionero in Vulture dedicato ai riti della Settimana Santa.La presentazione del volume “Eredi del sacro: la Passione e la Settimana Santa tra memoria e rito” di Cristian Strazza e l’inaugurazione della mostra fotografica “Sebburche”, ospitate presso Palazzo Fortunato, hanno richiamato un pubblico numeroso e attento. Un segnale forte della centralità che queste tradizioni continuano ad avere nella vita della comunità.L’incontro è stato moderato da Fortunata Libutti.Nel corso dell’incontro, l’autore ha guidato i presenti in una riflessione profonda sul significato dei riti pasquali, partendo da una domanda essenziale: cosa spinge ancora oggi intere comunità a farsi “carne e silenzio” per rivivere il dramma del Calvario? In un tempo segnato dall’immaterialità digitale, le sacre rappresentazioni lucane emergono come espressione autentica di quella che può essere definita la “solidità dell’effimero”.Il volume si configura come un intenso viaggio antropologico e spirituale nel cuore della Basilicata, con particolare attenzione alla tradizione secolare di Barile. Attraverso l’analisi dei riti e delle loro strutture simboliche, Strazza evidenzia come il sacro continui a plasmare l’identità collettiva, trasformando ogni spazio urbano in un palcoscenico della memoria condivisa. Figure emblematiche come la “Zingara” e i simboli della processione diventano chiavi di lettura di un patrimonio culturale che unisce passato e presente, fede e responsabilità.Numerosi gli interventi istituzionali e culturali che hanno arricchito la serata: Paola Appiano per Unilaboro, l’assessore al Turismo Maria Sena Grieco, il sindaco Mario Di Nitto e il presidente regionale Unpli Vito Sabia, che hanno sottolineato il valore del progetto “Le Vie della Croce” come strumento di valorizzazione territoriale e identitaria.Significativa anche la testimonianza dell’editore Giovanni Marino, che ha condiviso la sua esperienza tra editoria, fotografia e partecipazione diretta alla tradizione rionerese, mettendo in luce le peculiarità locali rispetto ad altri contesti. La prof.ssa Montemurro ha inoltre presentato i risultati di un’importante indagine etnografica condotta nell’ambito del progetto “SMART LAND. Culture, Sostenibilità e Territori”, realizzato in collaborazione con le Università di Foggia e della Basilicata.Le conclusioni, affidate al vescovo della diocesi di Melfi, hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di preservare l’autenticità dei riti, mantenendo saldo il loro fondamento cristiano-cattolico. A chiudere la serata, l’intensa interpretazione dell’attrice e regista Lea Di Mauro, che ha emozionato il pubblico con la lauda “Compianto della Madonna” di Jacopone da Todi.Dopo il successo dei primi due appuntamenti, “Le Vie della Croce” prosegue con il terzo momento in programma:
mercoledì 1° aprile, presso Fontana Grande, andrà in scena “Un Uomo”, la drammatizzazione della Passione di Cristo, un’esperienza suggestiva e coinvolgente che rievoca uno dei momenti più profondi della tradizione rionerese.Un nuovo invito alla comunità e ai visitatori a partecipare a un cammino condiviso tra fede, memoria e identità.

Riportare al centro dell’attenzione internazionale la grave crisi umanitaria in corso nel Paese africano e avviare una concreta iniziativa di solidarietà attraverso una raccolta fondi nazionale. Questi i temi affrontati ieri nella Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti”, dove è andato in scena l’evento “Uniti per il Sudan”, promosso da ASI Nazionale tramite l’Area Cultura, presieduta dal Responsabile Nazionale, il dottor Michele Cioffi, e del Settore Nazionale ASI sul multilateralismo umanitario e sociale, presieduto dalla dottoressa Elisabetta Pamela Petrolati. L’incontro ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e culturale, riunendo rappresentanti del mondo politico, diplomatico, accademico e del terzo settore. A moderare l’evento l’esperto di relazioni internazionali, Francesco Anghellone. Presenti, tra gli altri, oltre a Michele Cioffi ed Elisabetta Pamela Petrolati, l’onorevole Federico Mollicone, presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, monsignor Marco Malizia, in prima linea sul territorio sudanese, l’Ambasciatore del Sudan in Italia, Emadeldin Mirghani Abdelhamid Althoamy, la presidente di Emergency, la dottoressa Rossella Miccio e il presidente di ASI Nazionale e Sottosegretario all’Ambiente, il senatore Claudio Barbaro.L’evento - Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione culturale e scientifica, con l’intervento del professor Eugenio Fantusati, che ha illustrato lo stato di grave vulnerabilità del patrimonio archeologico sudanese, e alla narrazione artistica, attraverso le opere digitali sudanesi e dell’artista Corrado Veneziano, quale strumento di sensibilizzazione con un’opera realizzata per l’evento dal titolo “Un’altra prospettiva è possibile”. La seconda sessione ha posto un forte accento sulla dimensione sociale e umanitaria, evidenziando il ruolo fondamentale delle organizzazioni attive sul campo. In particolare, è stato sottolineato l’impegno di Emergency, che ha portato una testimonianza diretta e concreta delle condizioni della popolazione civile.Le dichiarazioni - "Siamo qui - ha spiegato il presidente Mollicone - per accendere i riflettori su una realtà drammatica che troppo spesso rimane ai margini del racconto mediatico globale. Con quasi 12 milioni di sfollati e un bilancio di oltre 150.000 vittime, la crisi in Sudan rappresenta un’emergenza assoluta che interroga le nostre coscienze. L’Italia è in prima linea nella risposta umanitaria con un impegno di 125 milioni di euro e programmi strutturati come ‘Italy for Sudan’. L’iniziativa di ASI Cultura è un tassello fondamentale di questo impegno: trasforma la sensibilità culturale in atti concreti di solidarietà nazionale". “Sono molto grato per l’organizzazione di questo incontro - ha dichiarato l’ambasciatore Emadeldin Mirghani Abdelhamid Althoamy - perché tra Italia e Sudan ci sono relazioni storiche. Il nostro Paese sta attraversando un periodo difficile, per una guerra dimenticata e senza precedenti nella sua storia. Oggi affrontiamo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con undici province occupate, 150mila cittadini uccisi, 12 milioni di rifugiati e un grave collasso nella situazione umanitaria. Anche il patrimonio culturale è devastato: esorto il governo italiano a fare del tutto per lavorare anche in questa direzione”. “Sono particolarmente orgoglioso che ASI - spiega il senatore Barbaro - sia oggi tra i promotori di questa iniziativa. È importante accendere i riflettori su quanto stanno vivendo oggi i sudanesi e mettere in moto iniziative concrete, come quella del crowdfunding lanciata oggi. ASI, in questo percorso, sarà protagonista insieme alle altre associazioni impegnate in questa causa”.“Non esistono guerre di serie A e guerre di serie B, per questo parlare di Sudan oggi è anche un modo per restituire dignità ai sudanesi. Ormai tre anni dopo lo scoppio della guerra la situazione che vediamo in Sudan è ancora gravissima - commenta Rossella Miccio, presidente di Emergency - Nel nostro Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum e nei nostri centri pediatrici a Khartoum, Port Sudan e Nyala, vediamo arrivare pazienti in condizioni tragiche date dall’impossibilità di spostarsi liberamente per ricevere le cure di cui necessitavano in questi anni di conflitto, e da una situazione sanitaria ancora estremamente precaria nel Paese. Anche nella capitale, dove gli scontri sono terminati, la vita fatica a riprendere normalmente. Emergency non ha mai lasciato il Sudan e ha continuato sempre la sua attività, superando anche enormi difficoltà, per restare al fianco di colleghi e pazienti. Ciò che chiediamo sono sforzi concreti per una pace duratura che porti il Paese fuori dalla tragedia della guerra”.“Oggi è una giornata storica. Asi da sempre - hanno spiegato Cioffi e Petrolati - lavora sui fattori culturali e questo evento rappresenta per noi un ulteriore punto di partenza per far sì che la cultura sia vettore di umanità e speranza. Forse mai come in questo caso l’attenzione di tutti noi, ognuno per il proprio campo, può essere decisiva per far sì che il nostro aiuto si concretizzi in favore di chi affronta un conflitto che sta distruggendo un Paese”. “È prioritario - ha spiegato il professor Eugenio Fantusati, studioso di Antichità nubiane nel presentare i suoi interventi sul territorio - ridare ai sudanesi il proprio passato, soltanto così si potrà lavorare sul futuro. La sfida che abbiamo di fronte è enorme, visto che il patrimonio culturale sudanese è anche patrimonio mondiale: il recupero delle tessere culturali del Sudan sarà così un successo non solo per il Paese e per il suo popolo, ma per ciascuno di noi”. A completare il momento di riflessione, il contributo artistico del tenore Francesco Malpena, che ha sottolineato il legame profondo tra arte musicale e solidarietà, proiettando inoltre una delle sue performance canore particolarmente apprezzate dai presenti. ASI Nazionale, ASI Cultura e il Settore Multilateralismo Umanitario e Sociale proseguiranno nelle prossime settimane con iniziative dedicate e con il lancio operativo della campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di offrire un contributo tangibile alle popolazioni colpite.

L’astronomia come chiave di lettura di antichi riti popolari. È quanto emerso dalla tavola rotonda “Evento sommamente favorevole”, svoltasi il 21 marzo 2026 presso l’Osservatorio amatoriale “Annibale de Gasparis”, con il patrocinio di Regione, Comune, Pro Loco e GAL Percorsi.Ad aprire i lavori è stato il sindaco Francesco Cianci, che ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel valorizzare il turismo astronomico. A seguire, Stefania Satriano, presidente dell’associazione culturale “La Spina” di Baragiano, ha illustrato il rito della Spina, praticato nel giorno di Pasquetta, mentre il vicesindaco di Pescopagano, Francesco Gonnella, ne ha descritto la variante locale, evidenziando il crescente coinvolgimento della popolazione.L’approfondimento scientifico è stato introdotto da uno sketch dedicato a Dante, in omaggio al Dantedì del 25 marzo: attraverso versi del Paradiso è stato richiamato il valore simbolico dell’equinozio. Il moderatore Vincenzo Masi ha evidenziato il significato dell’iniziativa. Il prof. Luciano Garramone (ASI Matera) ha quindi illustrato la geometria celeste degli equinozi, spiegando l’intersezione tra orizzonte, equatore, eclittica e coluro equinoziale, con riferimenti anche all’arte e alla musica legate alla primavera.Il prof. Lucio Saggese, astrofisico e socio della Società Italiana di Archeoastronomia, ha proposto un’interpretazione innovativa: i riti della Passata e della Spina rappresenterebbero una riproduzione simbolica della configurazione celeste dell’equinozio. Come il Sole attraversa l’equatore portando luce e calore, così il passaggio del bambino sotto un arco diventa augurio di salute e benessere. Anche la scelta delle date, tra Annunziata e lunedì di Pasqua, e il movimento antiorario richiamerebbero il moto solare. Riti antichissimi, dunque, destinati ai bambini maschi, per ricreare una condizione ritenuta favorevole.Le conclusioni sono state affidate a Ferdinando De Micco (Unione Astrofili Italiani) e Leonardo Lozito (Gruppi Archeologici d’Italia), che hanno inserito questi esempi nel più ampio filone di studi sui legami tra cultura e osservazione del cielo. Lozito ha richiamato pratiche analoghe, mentre De Micco ha sottolineato le potenzialità dell’astronomia come leva di sviluppo culturale e turistico del territorio.

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