Il circuito Sardex apre la propria stagione fieristica con Sardex Connect: Expo di Filiera HORECA, il primo grande evento dedicato al business networking tra imprese, in programma martedì 24 marzo nella cornice del Convento di San Giuseppe. Oltre 100 espositori, selezionati all’interno del circuito, daranno vita a una giornata pensata per favorire incontri concreti tra aziende, fornitori e partner commerciali.L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: creare un ambiente strutturato in cui le imprese possano connettersi in modo efficace e generare nuove opportunità di business. Non una fiera tradizionale, ma un vero e proprio acceleratore di scambi, dove domanda e offerta si incontrano all’interno di una rete già profilata. Questa prima edizione è dedicata al mondo dell’Hospitality Business, ma con una visione trasversale che coinvolge diverse filiere produttive.
Dalle 10:00 alle 19:00 sarà attiva l’area espositiva, con spazi dedicati agli incontri B2B tra imprese. Accanto alla parte fieristica si svilupperà il programma Sardex Talk, con interventi e testimonianze su innovazione, sviluppo e competitività. Nel corso della giornata interverranno, tra gli altri, Chiara Mura, Event Manager di Sardex, Luisa Carcangiu, presidente Donne Imprenditrici Fipe Confcommercio Sud Sardegna, e Marco Benucci, presidente del Consiglio comunale di Cagliari per i saluti istituzionali. Seguiranno gli interventi di Maurizio Stella, amministratore di Hoshi Digital, su intelligenza artificiale e PMI; Alessio Salis e Sebastian Pani di Epicoop sulla diagnosi energetica; Pierluigi Desole, coordinatore commerciale Sardex, sui servizi del circuito; Jean Paul Treguer sullo storytelling d’impresa; Giancarlo D’Andrea sulla sicurezza come leva competitiva; Daniela Carta sui finanziamenti agevolati; Alessandra Guigoni sul patrimonio enogastronomico della Sardegna; e Gabriele Littera, amministratore delegato Sardex, sul ruolo degli eventi di networking nello sviluppo delle imprese. Sono inoltre previsti gli interventi di Marcello Spano di Energit e Paolo Pigliacampo di Vistanet Group.La giornata sarà completata da momenti di networking come il Networking Lunch e la Networking Dinner. In questo contesto si inserisce una delle principali innovazioni dell’evento: Eleonora, l’assistente virtuale basata su intelligenza artificiale integrata nell’app ufficiale della fiera. Non si tratta di un semplice chatbot, ma di un sistema progettato per accompagnare il visitatore lungo tutta l’esperienza fieristica, ottimizzando tempo e opportunità. Grazie a un sistema di matching basato su intelligenza artificiale, è inoltre in grado di individuare potenziali connessioni di business tra partecipanti ed espositori. L’assistente si presenta attraverso un avatar 3D con uno stile comunicativo diretto e operativo, pensato per il contesto fieristico. È il cuore di un’applicazione più ampia che consente di consultare gli espositori, costruire un’agenda personalizzata, accedere alla mappa della fiera e gestire il check-in tramite QR code. La tecnologia è stata sviluppata da Hoshi Digital, azienda presente tra gli espositori, e si basa su modelli linguistici avanzati alimentati da una knowledge base costruita sui dati reali delle imprese partecipanti.“Sardex Connect è la concretizzazione di un’esigenza che i nostri iscritti ci hanno manifestato negli anni: creare un momento fisico e mirato per generare business – dichiara Chiara Mura, Event Manager di Sardex –. Vogliamo che sia un acceleratore di scambi, dove la qualità dei contatti diventa il vero valore e si trasforma in opportunità concrete”.Sardex rappresenta oggi il principale circuito europeo di credito commerciale basato su moneta complementare. Il sistema consente alle imprese di scambiarsi beni e servizi, migliorare la liquidità e accedere a una rete strutturata di partner, rafforzando le economie locali.La partecipazione all’Expo è gratuita, ma è richiesta la registrazione (https://shorturl.at/927ue). L’invito è rivolto sia alle aziende già iscritte al circuito sia a quelle che intendono avvicinarsi per la prima volta al modello Sardex.
Il corpo della donna come rappresentazione della violenza subita e interiorizzata. È da qui che nasce Freak, l’opera di nudo fotografico dell’artista Amanda Rosi (The Blonde Argonaut), che utilizza il linguaggio del body horror per rappresentare la violenza subita dall'essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata alla dimensione corporea, che come soggetto controllato dalla società.Freak approderà a Roma dal 10 al 19 aprile, negli spazi della Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di via Margutta, dopo un denso percorso espositivo e progettuale che ha segnato negli ultimi mesi l’ingresso e il consolidamento dell’artista in galleria, iniziato il 21 novembre, con la partecipazione alla rassegna collettiva L’arte è donna.In quell’occasione Amanda Rosi ha presentato Animus Anima, grande stampa fotografica (90x120) appartenente all’omonima serie che compone la Trilogia dell’Incomunicabilità, titolo ispirato all’opera cinematografica di Michelangelo Antonioni e incentrato sul corpo come luogo di distanza, isolamento e ricerca esistenziale.
Animus Anima ha segnato l’ingresso ufficiale dell’artista negli spazi di via Margutta, anticipando l’avvio, dal 5 dicembre, di una presenza stabile in galleria. Per sei mesi, fino oggi, otto opere fotografiche in grande formato – tra nudi, ritratti e lavori più astratti – sono state esposte a rotazione, offrendo al pubblico una visione articolata delle diverse fasi della sua produzione e della costante centralità del corpo nella sua ricerca.La mostra personale di aprile rappresenta dunque un momento di maturazione di questo percorso. A differenza di altri lavori, Freak viene presentato per la prima volta in assoluto con dieci grandi stampe della serie in dialogo diretto con il libro fotografico e la video art dedicata, che sviluppa e amplia l’impianto visivo della serie.“Non è stato semplice trovare contesti disposti ad accogliere questo lavoro – spiega l’artista – Proprio per questo ho deciso di aspettare il momento giusto. Seguendo l’evoluzione del linguaggio nelle arti visive e nel cinema, ho avuto la sensazione che oggi i tempi fossero maturi per mostrare a tutti Freak”.Cosa significa Freak
La parola “freak” rimanda a ciò che viene percepito come anomalo e fuori norma. Amanda Rosi ne propone una rilettura contemporanea, che non lesina sull’attingere a storie personali, che in pura autocoscienza, si trasformano in storie collettive.“Se il corpo umano è una prigione, quello della donna è una prigione mostruosa”, afferma Amanda Rosi.“Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”.Il riferimento al body horror, genere cinematografico che mette al centro la trasformazione del corpo, diventa qui uno strumento espressivo per raccontare tensioni interiori e collettive. La mutazione non è spettacolarizzazione, ma metafora. “Con Freak – precisa l’artista – non volevo solo catturare l’attenzione dell’osservatore, ma creare un’iconografia, un personaggio che simboleggia la violenza subita”.Il transumanesimoAll’interno di Freak emerge anche una riflessione legata al transumanesimo, intesa come possibilità di emancipazione. Nella visione di Amanda Rosi, il corpo femminile è ancora oggi fortemente vincolato a un destino biologico e a ruoli sociali che ne limitano l’autodeterminazione. Autodeterminazione che può innestarsi sul superamento della centralità esclusiva della funzione riproduttiva. “Il transumanesimo, per me va inquadrato nell’ambito dell'esaltazione e della liberazione dell’aspetto umano e delle potenzialità inespresse del cervello, a discapito della barriera fallace e problematica rappresentata dal corpo. La possibilità di non essere più prigionieri del corpo non è auspicabile solo quando diventa strumento di controllo, ma deve essere visto come uno dei principali obiettivi dell’essere umano per emanciparsi dal dolore. Immagino un futuro in cui identità e libertà non coincidano in alcun modo con biologia e sacrificio”.L’identità artisticaThe Blonde Argonaut è l’identità artistica con cui Amanda Rosi lavora da cinque anni, un alter ego nato per ricominciare radicalmente, abbandonando i suoi profili precedenti e costruendo un linguaggio basato sulla sperimentazione continua. La sua produzione ruota attorno al nudo e alla video art, rifiutando qualsiasi interpretazione estetizzante o erotica. Il corpo, secondo l’artista, è un materiale da interrogare costantemente. Un territorio complesso, spesso censurato, da sottrarre alle narrazioni che lo imprigionano.La sua formazione visiva arriva dal cinema più che dalla fotografia, e in particolare dall’horror, che considera “il linguaggio artistico più potente, rivoluzionario e politico, ma anche il più femminile”. Nel body horror vede il genere in grado di rappresentare meglio di altri, i sistemi di controllo, di abuso psicologico e di potere.Conclusioni, una riflessione contemporanea sul corpo
“Il corpo femminile – conclude l’artista – è stato raccontato per secoli da uno sguardo esterno. Io provo a restituirgli voce. Non per renderlo accettabile, ma per renderlo autonomo”.Con questa mostra personale, Amanda Rosi porta a via Margutta un progetto che attraverso un’iconografia forte e distinguibile, scuote l’osservatore e veicoli un messaggio in modo chiaro e potente, inserendosi nel dibattito contemporaneo sulla rappresentazione del corpo e sul ruolo dell’arte come strumento di riflessione critica.Appuntamento dunque dal 10 al 19 aprile 2026, negli spazi della Galleria Internazionale Area Contesa Arte&Design di via Margutta 90 per vedere Freak prendere forma.
Si è conclusa con grande entusiasmo la prima edizione del Forum dei giovani appassionati di ecocardiografia, un’iniziativa promossa dal Comitato Scientifico composto dai dottori Magnesa, Mazzeo, Carluccio, Bufano e Corbo, grazie alla collaborazione e al supporto dei Presidenti del Congresso, rispettivamente il Professore Stabile e la Dottoressa Bochicchio. L’evento, che si è svolto presso l’ospedale San Pio Da Pietralcina di Villa d’Agri,ha rappresentato un importante momento di incontro, formazione e confronto per giovani cardiologi provenienti da tutta Italia, di cui tantissimi specializzandi provenienti da diverse regioni del sud. I numeri raccontano la grande partecipazione al forum: oltre 50 relatori e più di 100 partecipanti. Nato da un’idea sviluppata nel corso degli ultimi anni attraverso esperienze professionali condivise, il Forum si è posto l’obiettivo di creare uno spazio aperto e inclusivo dedicato ai professionisti in formazione. Un contesto libero da formalismi, in cui la passione per la diagnostica a ultrasuoni potesse tradursi in dialogo, scambio di esperienze e crescita comune.«Abbiamo sentito l’esigenza di costruire un luogo di condivisione per giovani cardiologi, anche non necessariamente esperti di imaging, ma animati da un forte interesse per questa metodica», ha dichiarato il dottore Raffaele Carluccio. «Mettere a disposizione il nostro network nazionale e internazionale è stato un valore aggiunto per tutti i partecipanti». Nel corso delle due giornate si sono svolte sei sessioni scientifiche, con numerosi relatori di rilievo provenienti da diverse realtà italiane. Tra questi significativa la partecipazione del professore Matteo Cameli, Vice Presidente della European Association of Cardiovascular Imaging (EACVI), Società Europea di Cardiologia - Chair of Echocardiography. L’intensità dei contenuti e la qualità degli interventi hanno contribuito a creare un programma ricco e stimolante. «Le aspettative iniziali sono state ampiamente superate ma puntiamo a migliorare ed a rendere ancora più interessante questo evento nelle prossime edizioni», ha commentato il dottore Pietro Mazzeo. «Abbiamo registrato un’attenzione costante da parte del pubblico fino alle ultime sessioni, segno di un reale interesse e coinvolgimento. È per me motivo personale di orgoglio, perché abbiamo dimostrato come anche nelle aree più marginali ed interne, come quella in cui sorge l’ Ospedale San Pio da Pietralcina di Villa d’Agri, possano organizzarsi convegni di rilievo nazionale. Infine ringrazio, a nome di tutto il comitato scientifico, il professore Stabile e la dottoressa Bochicchio, per aver sin da subito creduto in questo progetto di giovani cardiologi, offrendoci tutto il sostegno necessario». Grande soddisfazione anche per la partecipazione, che ha visto sale costantemente piene e un vivace dibattito tra relatori e discenti. Un segnale chiaro della necessità di iniziative di questo tipo nel panorama formativo cardiologico.Guardando al futuro, il Forum è destinato a crescere. «Il bilancio è estremamente positivo», ha sottolineato il dottore Michele Magnesa. «L’obiettivo è rendere questo appuntamento ricorrente e potenzialmente itinerante, coinvolgendo sempre più professionisti e ampliando il confronto anche a livello internazionale».Gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di riproporre il Forum il prossimo anno, con dettagli su data e sede che verranno comunicati a breve. Il successo di questa prima edizione rappresenta un punto di partenza importante per costruire una comunità sempre più coesa e dinamica di giovani cardiologi appassionati di ecocardiografia.
Sabato 21 marzo 2026, a partire dalle ore 10:00 e per l’intera giornata, Castelgrande ospiterà “Equinozio… evento sommamente favorevole”, iniziativa dedicata all’astronomia culturale e alla valorizzazione delle tradizioni locali. L’evento, patrocinato da Regione Basilicata, GAL Percorsi, Comune di Castelgrande e Pro Loco Castelgrande, rientra nel programma regionale dedicato ai “beni intangibili”.La mattinata si aprirà alle ore 10:00 presso la Ludoteca comunale di via Marconi 13 con laboratori ludico-didattici riservati a bambini e ragazzi, finalizzati a un primo approccio ai fenomeni astronomici e alle tradizioni popolari.Il momento centrale della giornata si terrà alle ore 16:30 presso l’Osservatorio astronomico amatoriale “Annibale de Gasparis”, in Contrada Campestre. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Cianci e del vicesindaco di Pescopagano, Francesco Gonnella, i lavori saranno coordinati dal dott. Vincenzo Masi.Nel corso della tavola rotonda, Antonio Zazzerini illustrerà il significato e le origini della “Passata”, mentre Stefania Satriano approfondirà il rito della “Spina” di Baragiano, entrambe manifestazioni identitarie che le associazioni promuovono e tutelano attivamente.Il prof. Luciano Garramone offrirà un’analisi dell’equinozio di primavera in chiave interdisciplinare, collegando scienza, letteratura, musica e arti figurative. A seguire, il prof. Lucio Saggese presenterà una lettura innovativa dei riti tradizionali, proponendo un possibile legame con i fenomeni astronomici e con l’equinozio primaverile.Le conclusioni saranno affidate a Ferdinando De Micco, rappresentante dell’Unione Astrofili Italiani, e a Leonardo Lozito, in rappresentanza dei Gruppi Archeologici d’Italia. I due relatori inquadreranno il patrimonio archeoastronomico lucano all’interno di reti più ampie, evidenziando opportunità di valorizzazione e collegamenti con iniziative nazionali e internazionali, anche in continuità con progettualità legate a Matera.L’iniziativa si propone di restituire dignità culturale a pratiche storiche ed etnografiche spesso considerate marginali, dimostrando come esse possano essere interpretate anche alla luce dell’astronomia culturale. In questo contesto si inserisce l’impegno del Comune di Castelgrande nel recupero dell’Osservatorio “Annibale de Gasparis”, dopo anni di inattività, e nel potenziamento del museo interattivo Astrodomus, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività culturale, educativa e turistica del territorio.
Un viaggio tra musica, danza ed emozione nel segno di Astor Piazzolla, dove il ritmo travolgente del tango incontra la raffinatezza della musica da concerto. Venerdì 20 marzo, alle ore 21.00, l’Auditorium Gervasio di Matera ospiterà “Libertango”, spettacolo che rientra nella Stagione Eventi Musicali 2025/2026, promossa dall’Associazione Musicale Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia.Reduce dall’esibizione alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, protagonista della serata sarà la pianista veneziana Gloria Campaner, affiancata dal bandoneón di Mario Stefano Pietrodarchi. Con loro sul palco Alessandro Carbonare al clarinetto e i ballerini Andrea Vighi e Chiara Benati. Il programma propone alcuni dei più celebri capolavori di Piazzolla, dalle “Quattro Stagioni” a “Oblivion” fino a “Le Grand Tango”, in un percorso musicale che intreccia virtuosismo e passione.In circa trent’anni di carriera Gloria Campaner ha sviluppato un’intensa attività concertistica nei principali festival e stagioni musicali di tutti i continenti. L’artista è considerata una delle interpreti più versatili e trasversali della sua generazione, capace di sperimentare nuovi linguaggi e creare dialoghi tra la musica classica e altre forme artistiche. Ha inciso per importanti etichette discografiche, conquistando pubblico e critica. Direttrice artistica del MAP Festival di Taranto, dell’Associazione Bellini di Messina e del festival friulano “Nei Suoni dei Luoghi”, recentemente Campaner ha ideato “Seven Springs – Il suono della Holden”, la prima avventura musicale della Scuola Holden di Torino, e il progetto “La palestra delle emozioni”, realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica Vecchi Tonelli di Modena.“Libertango” nasce come un incontro artistico travolgente tra il suo pianoforte raffinato e il bandoneón di Mario Stefano Pietrodarchi, protagonisti di un dialogo musicale che attraversa le atmosfere profonde del tango nuevo di Piazzolla. Un percorso sonoro capace di avvolgere il pubblico in un intreccio di ritmo, malinconia e pura energia, dove la musica diventa racconto ed emozione.A rendere ancora più ricco lo spettacolo è la presenza del clarinetto di Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003 e tra i più autorevoli interpreti del suo strumento a livello internazionale. Ha collaborato con alcune delle più importanti orchestre del mondo – dalla Filarmonica di Berlino alla Chicago Symphony fino alla Filarmonica di New York – ed è stato premiato con numerosi riconoscimenti discografici, tra cui un Grammy Award nel 2013.Completano il quadro scenico i ballerini Andrea Vighi e Chiara Benati, coppia artistica dal 2011 e tra i più affermati interpreti del tango argentino a livello internazionale. Campioni del Mondo IDO e vincitori di numerosi titoli e competizioni, hanno calcato i palcoscenici di prestigiosi festival e teatri internazionali distinguendosi per una straordinaria versatilità che unisce la tradizione del tango de pista all’intensità teatrale del tango escenario.La serata promette così un’esperienza artistica coinvolgente, in cui musica e danza si fondono in un racconto scenico di forte impatto emotivo, rendendo omaggio alla genialità di Piazzolla e alla forza universale del tango.Il concerto si terrà nella stessa giornata della cerimonia di apertura di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, contribuendo ad arricchire il clima di festa e di partecipazione che accompagnerà la cittàLo spettacolo “Libertango” è sostenuto dalla Fondazione Banca Popolare di Puglia e Basilicata ETS. La Stagione Concertistica 2025–2026 è realizzata dall’Associazione Musicale “Luis Bacalov” in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia, con il sussidio istituzionale del Comune di Matera, del Ministero della Cultura e della Regione Basilicata. Fondamentale anche il contributo delle attività economiche e commerciali del territorio: De Angelis Bus, Grieco Abbigliamento, Heidelberg Materials, Bottega Optica, Il Falco Grillaio, IP Fratelli Gaudiano, Farmacia D’Aria.
Un momento di incontro culturale e di condivisione che, quest’anno, assume un significato particolare alla luce del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO. È questo lo spirito della Cena Ecumenica, promossa a livello nazionale dall’Accademia Italiana della Cucina, che la Delegazione di Matera celebrerà giovedì 19 marzo, alle ore 20:00, presso Casal Dragone, nella città dei Sassi.Un appuntamento che si svolgerà in contemporanea con tutte le delegazioni dell’Accademia presenti in Italia e all’estero, unite simbolicamente nello stesso momento di convivialità. La partecipazione alla conviviale è riservata agli Accademici e agli invitati della Delegazione.Fondata a Milano il 29 luglio 1953 dal giornalista Orio Vergani, insieme a esponenti del mondo del giornalismo, della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria e della finanza, l’Accademia Italiana della Cucina nasce con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare la tradizione gastronomica italiana come parte integrante del patrimonio culturale del Paese. Nel corso degli anni, l’Accademia è diventata uno dei più autorevoli operatori culturali italiani nel campo della civiltà della tavola. Riconosciuta Istituzione culturale della Repubblica Italiana dal 2003, conta oggi oltre 7.800 accademici nel mondo, 226 delegazioni in Italia e 94 tra delegazioni e legazioni all’estero, presenti in 54 Paesi.Un impegno che, negli ultimi anni, ha contribuito anche a un importante risultato sul piano internazionale: nel dicembre 2025, l’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, certificando che essa rappresenta non soltanto un insieme di ricette, ma uno stile di vita fondato sulla convivialità, sul rispetto degli ingredienti e sulla trasmissione dei saperi tra generazioni. La candidatura, avviata nel 2023, è stata promossa da un comitato formato dall’Accademia Italiana della Cucina, dalla Fondazione Casa Artusi e dalla rivista La Cucina Italiana, con il contributo di studiosi e istituzioni impegnati nella tutela del patrimonio culturale gastronomico.La Cena Ecumenica rappresenta uno degli appuntamenti simbolici della vita accademica: nello stesso giorno e alla stessa ora, le delegazioni dell’Accademia si ritrovano a tavola per celebrare la cultura della convivialità italiana, espressione di identità, tradizione e relazioni sociali.La conviviale organizzata dalla Delegazione di Matera e Provincia si svolge, inoltre, in un anno particolarmente significativo per la città dei Sassi, designata Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, un contesto che richiama il valore del confronto tra culture, tradizioni e comunità del Mediterraneo. In questo scenario, la cultura della tavola diventa occasione per riaffermare il ruolo del cibo, non solo come elemento gastronomico, ma soprattutto come strumento di dialogo, memoria e identità, capace di raccontare territori e storie attraverso le tradizioni culinarie e la convivialità.
La delegazione di Unpli Basilicata ha partecipato alla cerimonia nazionale di consegna dei marchi “Sagra di Qualità” ed “Evento di Qualità”, promossa dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia. Nella due giorni “Sagre ed Eventi di Qualità Pro Loco Unpli” sono intervenuti, nei vari momenti, i conduttori Matilde Brandi e Beppe Convertini, il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina, il senatore questore Antonio De Poli, la presentatrice Giusina Battaglia, i dirigenti nazionali e regionali Unpli, gli ispettori del marchio “Sagra – Evento di Qualità” e i rappresentanti delle Pro Loco e dei Comuni che hanno ricevuto i marchi. All'appuntamento svoltosi domenica 15 marzo all’Hotel Hergife e lunedì 16 marzo presso il Senato della Repubblica, hanno preso parte Vito Sabia, presidente Unpli Basilicata, Pasquale Menchise, direttore musicale nazionale Unpli, Lorenzo Chiacchio, vice sindaco di Maratea, Pierfranco De Marco, presidente della Pro Loco Maratea La Perla, e Antonietta Guarino, scultrice e realizzatrice del “Premio La Perla”.Nel corso della cerimonia è stato conferito il marchio “Evento di Qualità” al Premio La Perla, promosso dalla Pro Loco Maratea La Perla in collaborazione con il Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, presieduto da Luigi Scaglione, e con il Comune di Maratea, con il patrocinio della Regione Basilicata, del Consiglio regionale della Basilicata, dell’Apt Basilicata e dell’Unpli Basilicata.“Siamo profondamente emozionati e soddisfatti per questo riconoscimento – ha dichiarato Pierfranco De Marco, presidente della Pro Loco Maratea La Perla e consigliere nazionale Unpli Basilicata – perché essere Pro Loco significa, prima di tutto, promuovere il territorio. Con il Premio La Perla lo facciamo da circa dieci anni, valorizzando personalità che, con il loro lavoro, portano lustro a Maratea e all’intera Basilicata. Il marchio Evento di Qualità certifica l’impegno e il lavoro attento e costante della nostra Pro Loco. È un risultato che condividiamo con tutti coloro che negli anni hanno creduto in questa manifestazione, in particolare con il presidente Luigi Scaglione, con la giornalista del Tg1 Maria Soave e con tutti i partner che la sostengono. Un sentito ringraziamento va a tutto il mondo Unpli, al presidente nazionale Antonino La Spina e al presidente regionale Vito Sabia per la fiducia, oltre all’amministrazione comunale di Maratea, rappresentata dal vice sindaco Lorenzo Chiacchio, che ci ha accompagnati in queste due giornate indimenticabili”.Proprio nel solco di questo riconoscimento nazionale, è stata annunciata anche la prossima edizione della manifestazione: la X edizione del Premio La Perla si terrà nella serata del 31 luglio 2026 nel suggestivo scenario del Porto di Maratea, confermando un appuntamento che negli anni è diventato un importante momento di promozione culturale e territoriale.Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente regionale Unpli Basilicata, Vito Sabia: “Il riconoscimento assegnato al Premio La Perla rappresenta un motivo di orgoglio per tutto il sistema delle Pro Loco lucane. È la dimostrazione concreta di come il lavoro svolto sui territori, con passione, competenza e spirito di collaborazione, possa raggiungere standard di qualità riconosciuti a livello nazionale. Le Pro Loco della Basilicata continuano a essere protagoniste nella valorizzazione delle tradizioni, della cultura e dell’identità delle nostre comunità”.
La tradizione, la fede e la memoria collettiva tornano a intrecciarsi a Rionero in Vulture con “Le vie della croce”, il percorso di appuntamenti dedicato ai riti della Settimana Santa promosso dalla Pro Loco Rionero in Vulture. Tre momenti accompagneranno cittadini e visitatori in un viaggio intenso tra storia, spiritualità e identità comunitaria, valorizzando uno dei patrimoni culturali più profondi del territorio.Il primo appuntamento è in programma domenica 29 marzo alle ore 19.30 presso la Sala Mostre Nino Calice, con la presentazione del libro “Eredi del Sacro” di Cristian Strazza, un racconto che ripercorre la storia e il significato della secolare Via Crucis rionerese. Durante la serata sarà inoltre inaugurata la mostra fotografica “Sebburche”, visitabile fino a sabato 4 aprile.La settimana proseguirà mercoledì santo, 1° aprile, presso Fontana Grande, con “Un uomo”, la drammatizzazione della Passione di Cristo che, attraverso una rappresentazione intensa e suggestiva, rievoca uno dei momenti più profondi della tradizione locale.Il momento culminante sarà sabato santo, 4 aprile, con la storica Via Crucis con personaggi viventi, che partirà alle ore 10.00 dal Centro Sociale e attraverserà le strade della città fino alla Crocifissione nel Giardino del Centro Sociale alle ore 13.00. Il rito, tra i più sentiti dalla comunità rionerese, è organizzato dalla Confraternita Maria SS. del Monte Carmelo, custode di una tradizione secolare profondamente radicata nella storia e nella devozione della città.“Le vie della croce” rappresenta così un percorso condiviso che unisce cultura, spiritualità e partecipazione, offrendo l’occasione per riscoprire il valore dei riti della Settimana Santa e il loro significato per l’identità della città.L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco Rionero in Vulture con il patrocinio di Comune di Rionero in Vulture, Regione Basilicata, Apt Basilicata, Pro Loco Basilicata, Unpli Basilicata e con la collaborazione della Confraternita Maria SS. del Monte Carmelo.A Rionero in Vulture la Settimana Santa diventa così un cammino collettivo tra storia, fede e tradizione.
La comunità di Corleto Perticara si prepara a rinnovare uno dei riti più sentiti della propria tradizione: la Notte del Falò, in programma il 18 e 19 marzo 2026 in occasione della festa di San Giuseppe. Il Falò di San Giuseppe è stato recentemente riconosciuto come bene immateriale della comunità nell’ambito delle azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale promosse dalla Regione Basilicata.L’evento nasce con l’obiettivo di custodire e trasmettere alle nuove generazioni una tradizione antica che unisce rito, memoria collettiva e identità territoriale. Il programma dell’edizione 2026 si articola in due giornate pensate per coinvolgere studenti, associazioni e cittadini, alternando momenti di approfondimento culturale e partecipazione comunitaria.Le attività prenderanno il via il 18 marzo con un incontro divulgativo rivolto agli studenti. Alle ore 10.00, presso la biblioteca dell’Istituto Tecnico Tecnologico di Corleto Perticara, si terrà l’incontro “Il fuoco tra storia e rito”, organizzato dall’associazione culturale La Fenice. Interverranno l’archeologa Federica Fasano e la demoetnoantropologa Anna Teresa Lapenta, che guideranno gli studenti in una riflessione sul valore simbolico del fuoco nelle civiltà antiche e sul significato dei riti legati al passaggio dall’inverno alla primavera.Nel pomeriggio, alle ore 17.00 presso la sede Endas, si terrà “Versi per la festa del Papà”, con letture e poesie declamate dai bambini della comunità. L’iniziativa sarà seguita in diretta da Radio Rigel Basilicata, offrendo uno spazio di espressione alle giovani generazioni e valorizzando la dimensione orale delle tradizioni locali.Il 19 marzo sarà dedicato al momento più identitario della festa. In mattinata, in Piazza Plebiscito, si procederà alla preparazione e all’innalzamento della tradizionale pira con il contributo dei volontari della comunità. Nel pomeriggio, alle ore 17.00 in Piazzetta del Risorgimento, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il Legno e il Cuore”, diretto da Giuseppe Gravallotti e curato dall’associazione Istinto Lucano, seguito da laboratori e una merenda condivisa realizzata con la collaborazione delle associazioni del territorio.Alle ore 18.30 si terrà la Santa Messa nella chiesa di Sant’Antonio. Il momento più atteso arriverà alle ore 19.30 con la benedizione e l’accensione del Falò di San Giuseppe in Piazza Plebiscito, accompagnata dall’iniziativa #Accendilatradizione. La serata proseguirà con intrattenimento musicale a cura della band “Zingari Felici”, e con l’apertura degli stand gastronomici della Pro Loco, con degustazioni di prodotti tipici e delle tradizionali zeppole.Il Falò di San Giuseppe è un rito collettivo che ogni anno riunisce la comunità attorno al fuoco, rinnovando un legame profondo con memoria, tradizione e identità del territorio. L’evento è organizzato dalla Pro Loco Corletana APS insieme a UNPLI Basilicata, con il patrocinio della Regione Basilicata e del Comune di Corleto Perticara, e si realizza grazie alla collaborazione di diverse realtà associative e culturali locali, tra cui l’associazione culturale La Fenice, l’associazione Istinto Lucano, l’associazione Amici per la Coda, Kerigma Società Cooperativa, Endas Basilicata e Radio Rigel Basilicata, che contribuiscono alla realizzazione delle attività e alla valorizzazione di una tradizione profondamente radicata nella storia della comunità.
Ci sono artisti che lasciano un segno. E poi ci sono musicisti che diventano parte della storia di un luogo. Sabato 7 marzo, alle ore 21, il Rosetta Jazz Club di Matera riabbraccia uno di questi protagonisti: il grande sassofonista newyorkese Jerry Weldon, ospite speciale di una serata che celebra un ritorno carico di significato.Proprio Weldon, infatti, fu il musicista che inaugurò l’avventura del Rosetta Jazz Club con il primo concerto mai organizzato. A distanza di anni, il suo ritorno rappresenta molto più di un evento musicale: è un cerchio che si chiude e, allo stesso tempo, una nuova pagina che si apre nel segno del grande jazz internazionale.La storia musicale di Jerry Weldon inizia quasi come una rivelazione: quando aveva quattordici anni suo padre lo portò ad ascoltare Stan Getz al Village Vanguard di New York. Da quel momento capì che la sua vita sarebbe stata nella musica. Nato nella “grande Mela”, Weldon diventa presto una presenza stabile della scena jazz della città. Nel 1981 entra nella leggendaria orchestra di Lionel Hampton, esperienza che segna l’inizio di una lunga carriera internazionale. Nel corso di oltre 45 anni di attività si è affermato come uno dei più autorevoli interpreti del sax tenore contemporaneo. Nel suo percorso artistico ha collaborato con giganti del jazz e della musica internazionale come Jack McDuff, Jimmy McGriff, Joey DeFrancesco, George Benson, Roy Haynes, Jimmy Cobb e Harry Connick Jr., con il quale è stato membro fondatore e solista della sua big band. Jerry Weldon ha calcato i palchi di Stati Uniti, Europa, Asia e Australia, arrivando fino a Broadway e alla televisione nazionale americana. Quando non è in tournée, si esibisce stabilmente allo storico Showman’s Jazz Club di Harlem ed è presenza costante anche al celebre Birdland di Midtown Manhattan.Il suo suono è inconfondibile: caldo, potente, avvolgente. Capace di ruggire come un temporale o accarezzare come una brezza estiva. Con otto album da leader e un’energia live che va vissuta dal vivo, Jerry Weldon trascina il pubblico in un viaggio sonoro intenso e condiviso.In questa tappa materana sarà accompagnato da Giuseppe Venezia al contrabbasso e da Elio Coppola alla batteria.«Riportare Jerry Weldon sul palco del Rosetta Jazz Club è qualcosa di profondamente simbolico – sottolinea Giuseppe Venezia, presidente del Rosetta Jazz Club –. Con lui è iniziata la storia del nostro club. Personalmente negli anni abbiamo avuto anche il privilegio di condividere diversi concerti insieme, sia in Italia sia negli Stati Uniti, anche a New York. Jerry è uno dei grandi protagonisti del sax tenore contemporaneo: un musicista storico della scena jazz americana, con un suono straordinario e un’energia sul palco davvero travolgente».L’evento, patrocinato dal Comune di Matera, si terrà al Rosetta Jazz Club, nel recinto Marconi presso il Commerciale Le Botteghe della Città dei Sassi. Il biglietto di ingresso è di €15. Prenotazione consigliata al 350 166 0573.