Cristina Longo

Cristina Longo

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera esprime le più vive congratulazioni all’ing. Giuseppe Lapacciana, consigliere e vicepresidente dell’Ordine, eletto nel Consiglio Direttivo della Fondazione Inarcassa nel corso della riunione del Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa, svoltasi a Roma lo scorso 3 luglio. Si tratta di un incarico di particolare prestigio e responsabilità, che rappresenta un importante riconoscimento per il percorso professionale e istituzionale dell’ing. Lapacciana e, al tempo stesso, motivo di orgoglio per l’intera comunità degli ingegneri della provincia di Matera.Delegato al Comitato Nazionale di Inarcassa dal 2010, Lapacciana ha ricoperto nel corso degli anni numerosi incarichi di rilievo, tra cui quello di segretario del Comitato Interno Governance nel primo mandato e, successivamente, componente del Comitato Consultivo del Fondo Inarcassa RE Uno. Attualmente è anche referente della Commissione Liberi Professionisti dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera. La Fondazione Inarcassa opera a tutela degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti, promuovendone lo sviluppo, la valorizzazione e la rappresentanza, attraverso iniziative dedicate alla formazione, al welfare, alla cultura professionale e al dialogo con le istituzioni.Nel suo intervento di candidatura, l’ing. Lapacciana ha evidenziato le sfide che attendono la libera professione, sottolineando la necessità di accompagnarne l’evoluzione: «La libera professione è stata da sempre una scelta difficile ma affascinante; oggi è però il momento di adattarla ai nuovi modelli organizzativi del lavoro, alla transizione digitale e all’avvento dell’Intelligenza Artificiale. Solo facendo rete e stando insieme agli altri si potranno raggiungere obiettivi che migliorino le condizioni dell’esercizio della nostra professione».«L’elezione dell’ing. Giuseppe Lapacciana nel Consiglio Direttivo della Fondazione Inarcassa rappresenta un motivo di grande soddisfazione per il nostro Ordine – dichiara la presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera, Teresa Bengiovanni –. Si tratta di un incarico di alto profilo che premia l’impegno, la competenza e il lavoro svolto in questi anni a favore della categoria. In un momento di profonde trasformazioni per il mondo delle professioni, fare rete, condividere esperienze e costruire sinergie tra istituzioni e professionisti è la strada giusta per affrontare le sfide del futuro e valorizzare il ruolo degli ingegneri liberi professionisti. Siamo certi che Giuseppe saprà interpretare questo incarico con competenza, spirito di servizio e visione, rappresentando al meglio le istanze della categoria. A lui rivolgiamo, a nome del Consiglio e di tutti gli iscritti, i migliori auguri di buon lavoro».

La musica torna ad animare l'estate accetturese con uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Venerdì 11 e sabato 12 luglio 2026, alle ore 21:30, l'Anfiteatro di Accettura farà da cornice alla seconda edizione di Accettura Incanto, il concorso canoro dedicato ai cantanti emergenti, nato con l'obiettivo di offrire spazio e visibilità ai giovani talenti che desiderano trasformare la propria passione in un percorso artistico.Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta, diventando un punto di riferimento per tanti interpreti provenienti da diverse realtà e conquistando il favore del pubblico grazie a un format che unisce competizione, spettacolo e musica dal vivo. Accettura Incanto rappresenta oggi molto più di un semplice concorso: è un'occasione di incontro, di condivisione e di promozione culturale, capace di valorizzare il talento e, allo stesso tempo, di animare il territorio con un evento di qualità.I protagonisti saranno i giovani cantanti in gara, chiamati a mettere in mostra tecnica, interpretazione e personalità davanti al pubblico e alla giuria. Ogni esibizione sarà accompagnata da una live band, elemento che conferirà ancora maggiore intensità alle performance e renderà ogni momento dello spettacolo autentico e coinvolgente.A presentare le due serate saranno Dino Paradiso ed Eva Immediato, che accompagneranno il pubblico attraverso le diverse fasi del concorso con professionalità, entusiasmo e momenti di intrattenimento, contribuendo a creare un'atmosfera di festa e partecipazione.Tra gli appuntamenti più attesi spicca quello di sabato 11 luglio, quando il palco dell'Anfiteatro accoglierà come ospite speciale Raffaello Digilio, giovane talento rivelazione di The Voice Kids e finalista nel team di Clementino. La sua partecipazione impreziosisce il programma della manifestazione e rappresenta un importante messaggio di incoraggiamento per tutti i concorrenti, dimostrando come passione, impegno e determinazione possano trasformarsi in importanti opportunità artistiche.Accettura Incanto si conferma così un appuntamento capace di coniugare spettacolo e valorizzazione dei giovani, offrendo al pubblico due serate ricche di emozioni, musica e condivisione. L'iniziativa testimonia l'impegno degli organizzatori nel promuovere la cultura musicale e nel creare occasioni concrete per far emergere nuove voci, contribuendo allo stesso tempo ad arricchire il calendario degli eventi estivi del paese.L'Anfiteatro di Accettura diventerà ancora una volta il luogo in cui sogni, passione e talento si incontreranno davanti a un pubblico pronto ad applaudire ogni esibizione. Due serate pensate non solo per gli appassionati di musica, ma anche per famiglie, visitatori e curiosi che vorranno vivere un'esperienza fatta di spettacolo, emozioni e divertimento.L'appuntamento è quindi fissato per venerdì 11 e sabato 12 luglio 2026, con inizio alle ore 21:30. Accettura è pronta ad accendere i riflettori sui protagonisti di questa nuova edizione di Accettura Incanto, confermando ancora una volta la propria vocazione a essere palcoscenico di giovani talenti e punto di riferimento per la musica dal vivo.

Le sonorità della tradizione popolare incontrano la forza della musica sinfonica nel nuovo appuntamento del Matera Festival – Museo in Sinfonia, la rassegna giunta alla IX edizione e promossa da Basilicata Circuito Musicale in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia. Domenica 12 luglio, alle 20.30, l’Ex Ospedale San Rocco ospiterà “Campane, Zampogna e Orchestra”, un concerto che mette in dialogo strumenti simbolo della cultura italiana con il linguaggio dell’orchestra. Protagonista della serata sarà l’Orchestra Sinfonica del Molise, diretta dal Maestro Andrea Magnelli, con Giulio Costanzo alle campane e Piero Ricci alla zampogna, in un progetto realizzato in collaborazione con la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, tra le più antiche fonderie di campane al mondo. L’appuntamento si inserisce nel percorso artistico del Matera Festival, che anche quest’anno propone un cartellone capace di valorizzare il dialogo tra linguaggi musicali differenti e di promuovere il patrimonio culturale del territorio attraverso produzioni originali e concerti di respiro nazionale. In questa prospettiva, “Campane, Zampogna e Orchestra” rappresenta uno degli eventi più significativi della rassegna, grazie all’incontro tra strumenti profondamente radicati nella memoria collettiva e il respiro della grande musica sinfonica.Il programma propone musiche di Ottorino Respighi, Giulio Costanzo e Piero Ricci, in un percorso sonoro che attraversa spiritualità, identità e ricerca musicale. Le campane, da sempre simbolo di comunità e raccoglimento, e la zampogna, voce della tradizione pastorale dell’Italia meridionale, diventano protagoniste di una narrazione musicale che supera i confini del folklore per dialogare con l’orchestra in una veste nuova e coinvolgente. Il risultato è un’esperienza capace di emozionare pubblici diversi, mettendo in relazione passato e presente attraverso il linguaggio universale della musica. A impreziosire ulteriormente il concerto è la collaborazione con la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, realtà che custodisce una tradizione secolare riconosciuta a livello internazionale. L’esibizione vedrà inoltre protagonisti un prezioso carillon di campane di due ottave e mezza, realizzato dalla storica fonderia, e la zampogna costruita dallo stesso Piero Ricci, strumenti che contribuiranno a rendere unico l’incontro tra patrimonio artigianale e produzione musicale contemporanea.

«Le dichiarazioni del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sul Deposito Nazionale delle scorie radioattive mettono in luce la principale contraddizione della politica energetica italiana. Da una parte il centrodestra sostiene il ritorno del nucleare in Parlamento; dall'altra, quando si tratta di realizzare un'infrastruttura strategica sul proprio territorio, prevale il "non nel mio cortile". Specularmente, il campo largo sostiene la transizione energetica a Roma e poi ostacola gli impianti da fonti rinnovabili nelle Regioni che amministra. Cambiano le tecnologie, ma il riflesso politico resta identico». Lo dichiara Giuseppe Gravela, responsabile nazionale Energia e Ambiente del Partito Liberaldemocratico.«A Bardi va riconosciuto un merito: aver distinto correttamente due questioni che nel dibattito pubblico vengono spesso confuse. Una centrale nucleare produce energia; il Deposito Nazionale serve invece a mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi a bassa e media attività che l'Italia produce già oggi attraverso la medicina nucleare, la ricerca scientifica e l'industria. Quei rifiuti non arriveranno con il Deposito: esistono già e sono oggi distribuiti in decine di depositi temporanei sul territorio nazionale, compreso il centro ITREC di Rotondella. È altrettanto legittimo ricordare che la Basilicata, pur rappresentando appena l'1% della popolazione italiana, ospita da decenni un rilevante carico energetico e ambientale. È una considerazione che merita rispetto. Ma proprio questa esperienza dimostra che il tema non può limitarsi alle compensazioni economiche. In troppi casi le royalties sono state assorbite dalla spesa corrente o da interventi privi di una strategia di sviluppo, mentre continuano a mancare infrastrutture, collegamenti, servizi e investimenti capaci di lasciare benefici permanenti ai territori, dalla costa ionica alla Val d'Agri. Il problema non è ottenere più risorse, ma trasformarle in sviluppo. Qui emerge la vera contraddizione. Se ogni territorio può sostenere di aver già dato abbastanza e rivendicare un diritto di veto sulle opere di interesse nazionale, allora nessuna infrastruttura strategica potrà mai essere realizzata. Vale per il Deposito Nazionale come per gli impianti eolici, il fotovoltaico, gli elettrodotti, i rigassificatori e tutte le infrastrutture necessarie alla sicurezza energetica del Paese».Secondo Gravela, questa logica attraversa gran parte del sistema politico. «La destra sostiene il ritorno del nucleare a livello nazionale, ma respinge il Deposito in Basilicata. La sinistra sostiene gli obiettivi europei di decarbonizzazione, ma nelle Regioni che governa tenta spesso di bloccare le fonti rinnovabili. È accaduto in Sardegna, dove la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le moratorie e i divieti generalizzati introdotti dalla Regione; era già successo in Campania con la moratoria all'eolico, anch'essa bocciata dalla Consulta; e oggi il copione si ripete in Umbria, dove le nuove norme regionali sono finite davanti alla Corte costituzionale e al Governo. Questa logica non appartiene però a un solo schieramento. Coinvolge anche forze che si richiamano a una cultura liberale e riformista che siedono nel nostro consiglio regionale, che, come altre, sostengono convintamente il ritorno del nucleare a livello nazionale, ma in Consiglio regionale della Basilicata esprimono una netta contrarietà al Deposito Nazionale. Il risultato politico non cambia: ciò che viene considerato strategico per il Paese diventa improvvisamente inaccettabile quando riguarda il territorio amministrato. Per descrivere questa dinamica propongo un termine nuovo: NIMPY – Not In My Party's Yard. Non più semplicemente "non nel mio cortile", ma "non nel territorio amministrato dal mio partito". È il NIMBY della politica: le infrastrutture sono considerate strategiche finché riguardano gli altri e diventano improvvisamente un problema quando interessano il proprio consenso elettorale».Da qui Gravela evidenzia come la posizione del Partito Liberaldemocratico si fondi su tre principi. «Il primo è la neutralità tecnologica: nucleare e fonti rinnovabili non sono alternative, ma complementari. Il secondo è il rispetto di regole nazionali certe, fondate su criteri tecnico-scientifici oggettivi, tempi autorizzativi chiari e senza moratorie regionali che la Corte costituzionale continua puntualmente a censurare. Il terzo riguarda le compensazioni: chi ospita un'infrastruttura strategica nazionale deve ricevere benefici concreti, misurabili e duraturi. La transizione energetica richiede coerenza. Se ogni forza politica sostiene le infrastrutture soltanto quando vengono realizzate altrove, continueremo a parlare di sovranità energetica senza costruire le opere indispensabili per renderla possibile».

La Basilicata si conferma tra i territori più interessanti per lo sviluppo della serialità italiana. È questo il messaggio emerso da "Le stagioni della Basilicata", l'evento promosso ieri, 7 luglio, dalla Lucana Film Commission nell'ambito dell'Italian Global Series Festival di Riccione, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al mondo delle serie televisive. A confermare il rilievo dell'iniziativa è stata la partecipazione di alcuni dei più importanti produttori italiani di serie televisive, insieme a broadcaster, professionisti del settore e numerosi giornalisti della stampa specializzata, anche internazionale.
L'incontro ha rappresentato un'importante occasione per raccontare il percorso compiuto dalla Basilicata nel settore audiovisivo, consolidato dal successo delle cinque stagioni di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore e proiettato verso nuove produzioni. Tra queste Il medico di tutti, la nuova serie televisiva con protagonista Rocco Papaleo, che sarà ambientata a Maratea, confermando la regione come una destinazione sempre più attrattiva per il mondo del cinema e della serialità.
A testimonianza del rilievo nazionale dell'iniziativa hanno preso parte Chiara Sbarigia, presidente di APA e ideatrice dell'Italian Global Series Festival, e la Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni.
«Le oltre cento presenze al nostro evento confermano – dichiara la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello - come il nostro territorio stia registrando una crescente domanda di nuove ambientazioni per storie che la serialità, come genere, predilige. La Lucana Film Commission può contare su luoghi ancora poco utilizzati e proprio questo li rende ideali per narrazioni capaci di creare una sorta di patto di fiducia con il pubblico televisivo. Lo dimostrano il numero di progetti che partecipano alle nostre call e la scelta di storie genuine, capaci di affermare messaggi positivi». Molto gradita dal pubblico anche la performance dell'attore lucano Dino Paradiso e del suo "neorealismo fantasy che solo in Basilicata può trovare la sua perfetta ambientazione"».
La partecipazione all'Italian Global Series Festival conferma la strategia della Lucana Film Commission di rafforzare il posizionamento della Basilicata nei circuiti nazionali e internazionali dell'audiovisivo, promuovendo il territorio come luogo di produzione, innovazione e sviluppo. Un percorso che continua a trasformare il patrimonio culturale e paesaggistico della regione in un motore di crescita, capace di attrarre nuove produzioni, generare opportunità per i professionisti del settore e consolidare l'immagine della Basilicata come una delle realtà più dinamiche del panorama audiovisivo italiano.

La Basilicata torna protagonista nel panorama nazionale della serialità televisiva. Lunedì 7 luglio, dalle 19 alle 20.30, sulla Terrazza City Eye del Palariccione, la Lucana Film Commission parteciperà alla seconda edizione dell’Italian Global Series Festival con l’evento “Le stagioni della Basilicata”, un aperitivo-incontro dedicato al rapporto tra il territorio lucano e il successo delle produzioni seriali, tra esperienze già consolidate e nuovi progetti in arrivo. Il festival rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle serie televisive, con anteprime, incontri e protagonisti dell’industria audiovisiva provenienti dall’Italia e dall’estero.All’evento prenderanno parte anche Chiara Sbarigia, presidente di APA e ideatrice dell’Italian Global Series Festival, e la Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni. L’appuntamento riunirà inoltre i principali protagonisti del comparto audiovisivo, con la presenza della stampa italiana e internazionale, attori e protagonisti delle serie, produttori, broadcaster e rappresentanti delle più importanti società di distribuzione.Negli ultimi anni la Basilicata ha consolidato il proprio ruolo tra le destinazioni più attrattive per il settore audiovisivo italiano. Il successo di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore, giunta alla quinta stagione, insieme alle numerose produzioni cinematografiche e televisive ospitate sul territorio, ha contribuito a rafforzare l’immagine della regione come set naturale e laboratorio creativo, capace di coniugare paesaggi unici, professionalità e una filiera audiovisiva in costante crescita.Nel corso dell’incontro interverrà la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, che illustrerà il percorso intrapreso dalla Fondazione nel settore della serialità e le prospettive delle prossime produzioni sul territorio. «Siamo felici di essere presenti – dichiara Romaniello - anche quest’anno all’Italian Global Series Festival, un’occasione preziosa per condividere il percorso che la Basilicata ha costruito nel mondo della serialità. Arriviamo a Riccione dopo il grande successo delle cinque stagioni di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore e guardiamo già al futuro con una nuova importante produzione, Il medico di tutti, che sarà ambientata nella splendida Maratea, la nostra perla affacciata sul Tirreno, e avrà come protagonista Rocco Papaleo. A raccontare il profondo legame tra la Basilicata, il cinema e la televisione sarà un altro artista lucano, Dino Paradiso, che accompagnerà il pubblico in un viaggio ironico e autentico nel nostro “Lucanian lifestyle”».L’incontro offrirà al pubblico un viaggio tra i successi della serialità lucana e le nuove prospettive dell’audiovisivo in Basilicata. A dare voce al racconto del territorio sarà l’attore e autore lucano Dino Paradiso, protagonista di un intervento ironico e coinvolgente dedicato all’identità, alle tradizioni e al “Lucanian lifestyle”.Con “Le stagioni della Basilicata”, la Lucana Film Commission porterà a Riccione non solo il racconto di una regione sempre più protagonista della serialità italiana, ma anche una visione di sviluppo che mette in relazione cultura, paesaggio, talenti e industria audiovisiva.


Il Partito Liberaldemocratico interviene sulle dichiarazioni del coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Christian Giordano, chiedendo di riportare il dibattito energetico su basi scientifiche e non ideologiche.«Sul nucleare e sul Deposito Nazionale si continua ad alimentare una confusione che non aiuta i cittadini a comprendere i fatti - dichiara Giuseppe Gravela, componente della Segreteria nazionale del PLD con delega a Energia e Ambiente -. Una centrale nucleare produce energia; il Deposito Nazionale serve esclusivamente a custodire in sicurezza i rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Due infrastrutture profondamente diverse per scopi e funzionamento, pur essendo accomunate dallo stesso livello di eccellenza e sicurezza. L’Italia produce già oggi quei rifiuti attraverso la medicina nucleare, la ricerca e l’industria e oggi sono distribuiti sul territorio nazionale in numerosi depositi temporanei, Basilicata compresa. La vera scelta è se continuare a lasciarli sparsi oppure gestirli in un’unica infrastruttura progettata secondo i più rigorosi standard internazionali».Per Gravela «il Partito Liberaldemocratico sostiene il ritorno del nucleare civile e un mix energetico moderno nel quale nucleare e fonti rinnovabili siano complementari. Sulle Comunità Energetiche Rinnovabili si fa un'epica eccessiva: le sosteniamo come strumento di autoconsumo, ma pensare che possano bilanciare il carico della rete di trasmissione nazionale è come pensare di alimentare un'acciaieria con le dinamo delle biciclette. Anche il richiamo alla fragilità geomorfologica della Basilicata viene strumentalizzato in chiave emotiva: intendiamoci, il dissesto è un dato drammaticamente reale per molte aree della nostra regione, ma proprio per questo la procedura esclude preventivamente ogni territorio che presenti rischi geologici, idrogeologici o sismici. La politica ha il dovere di informare, non di alimentare paure».Per Nicola Zaccara, segretario regionale del PLD Basilicata, «la Basilicata merita un confronto serio, trasparente e fondato sui dati. Assistiamo invece, ancora una volta, a un dibattito in cui si mescolano deposito nazionale, nucleare, eolico, agricoltura e paesaggio come se fossero un unico tema. È un’impostazione che genera confusione e alimenta il più classico approccio NIMBY: si invoca la transizione ecologica, ma poi ci si oppone sistematicamente a ogni infrastruttura necessaria per realizzarla. Il deposito unico è qualcosa che i cittadini non devono temere, ma pretendere, come presidio di sicurezza, di trasparenza dei dati, di modernità delle strutture e delle tecnologie».Da qui la posizione finale: «Noi scegliamo una strada diversa - conclude Zaccara -. Sì al nucleare, sì alle energie rinnovabili, sì all’innovazione e alla ricerca. La Basilicata ha bisogno di una politica che abbia il coraggio di decidere e di spiegare ai cittadini la complessità delle scelte, non di rincorrere il consenso attraverso gli slogan».


La Basilicata è stata protagonista nel cuore di Roma grazie all'impegno dell'Unpli Basilicata e delle Pro Loco RotondaEventi e Castelsaraceno APS, che hanno rappresentato la regione alla XIII Infiorata delle Pro Loco d'Italia e all'Infiorata Storica di Roma, promosse dall'Unpli nazionale in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Un appuntamento che ha visto centinaia di volontari provenienti da tutta Italia trasformare Piazza San Pietro e via della Conciliazione in un grande museo a cielo aperto, attraverso tappeti floreali e opere di arte effimera dedicate quest'anno al tema «Verso una pace disarmata e disarmante».Anche la Basilicata ha dato il proprio contributo con due opere di grande impatto simbolico: «L'Amore è disarmante», realizzata dalla Pro Loco RotondaEventi, e «Un ponte di pace», firmata dalla Pro Loco Castelsaraceno APS. Due creazioni che hanno saputo raccontare il territorio lucano attraverso immagini, simboli e materiali naturali, trasmettendo un messaggio universale di speranza, dialogo e fraternità.«Un sentito plauso alle Pro Loco RotondaEventi e Castelsaraceno per la straordinaria partecipazione a un evento che ha saputo trasformare l'arte effimera in un potente messaggio di pace. Le loro opere testimoniano non solo l'altissima qualità artigianale e creativa delle nostre comunità, ma anche la capacità della Basilicata di farsi interprete di valori universali attraverso simboli che parlano al cuore», ha dichiarato il presidente dell'Unpli Basilicata, Vito Sabia. «Ancora una volta il movimento delle Pro Loco si conferma un presidio vivo di cultura, tradizione e impegno civile. Un ringraziamento va ai presidenti Massimo Desiderio e Feliciana De Lorenzo e a tutti i volontari che hanno portato con orgoglio il nome della Basilicata sul palcoscenico nazionale di Roma.»Grande emozione anche nelle parole della presidente della Pro Loco Castelsaraceno APS, Feliciana De Lorenzo, alla prima partecipazione dell'associazione all'evento romano: «Portare la nostra opera a San Pietro è stato un momento che ci ha riempito il cuore. L'opera «Un ponte di pace» raffigura San Francesco in preghiera mentre una colomba porta un ramoscello d'ulivo sopra la Terra. Al centro il ponte tibetano di Castelsaraceno unisce due montagne, diventando metafora dell'incontro, del dialogo e della fraternità tra i popoli.» Un'esperienza che, come sottolineato dalla presidente, ha rappresentato anche un'importante occasione di crescita: «Abbiamo scoperto un altro modo di fare cultura e valorizzare il nostro territorio, riprendendo e custodendo l'antica tradizione delle infiorate. Quando l'unione fa davvero la differenza.»Soddisfazione anche da parte del presidente della Pro Loco RotondaEventi, Massimo Desiderio: «Partecipare all'Infiorata Storica di Roma è stato ancora una volta un onore. Abbiamo voluto portare nella Capitale un messaggio semplice ma forte: l'amore può disarmare l'odio e la violenza. Ringrazio l'ideatrice del bozzetto, i 34 soci volontari che hanno realizzato il tappeto di sale, il Comune di Rotonda e l'Unpli Basilicata per il sostegno ricevuto.»La partecipazione delle due Pro Loco lucane conferma il ruolo fondamentale dell'Unpli Basilicata nel promuovere e valorizzare le tradizioni locali, sostenendo le comunità impegnate nella tutela del patrimonio culturale immateriale. Attraverso il lavoro dei volontari, la passione delle associazioni e la forza dei valori condivisi, la Basilicata ha saputo offrire un contributo significativo a una manifestazione che ogni anno unisce territori diversi nel segno della cultura, della bellezza e della pace.


La forza del flamenco incontra l'eleganza dell'orchestra sinfonica in un viaggio musicale che attraversa emozioni, tradizioni e culture del Mediterraneo. Venerdì 3 luglio, alle 20.30, la Terrazza Lanfranchi ospiterà "Symphonic Flamenco", nuovo appuntamento del Matera Festival – Museo in Sinfonia, la rassegna giunta alla IX edizione e promossa da Basilicata Circuito Musicale in collaborazione con l'Orchestra ICO Magna Grecia.Protagonista della serata sarà il celebre chitarrista spagnolo Carlos Piñana, tra i più autorevoli interpreti del flamenco contemporaneo, affiancato dall'Orchestra ICO Magna Grecia diretta dal maestro Paolo Ponziano Ciardi e dal percussionista Miguel Ángel Orengo. Un progetto che porta sul palcoscenico una delle espressioni artistiche più rappresentative della cultura spagnola, riletta attraverso il linguaggio della musica sinfonica."Symphonic Flamenco" è un percorso che esplora l'essenza del flamenco attraverso i suoi grandi dualismi: gioia e tristezza, amore e odio, vita e morte. Un dialogo continuo tra materia e spirito, corpo e anima, nel quale la musica diventa il filo conduttore di un racconto capace di superare ogni confine culturale.Il progetto propone una rilettura contemporanea del flamenco senza tradirne l'identità più autentica. La musica e la danza, il ritmo e il sentimento, il gesto e il suono diventano gli elementi di un linguaggio universale che racconta la profondità dell'esperienza umana attraverso una continua alternanza di contrasti ed emozioni.Al centro della scena c'è la chitarra di Carlos Piñana, che interpreta il flamenco con uno stile personale e profondamente espressivo. La presenza delle percussioni di Miguel Ángel Orengo contribuisce ad arricchire il tessuto sonoro, restituendo tutta l'intensità e la vitalità di una tradizione musicale che trova nella contaminazione nuove possibilità espressive.Con "Symphonic Flamenco", il Matera Festival conferma la propria vocazione internazionale, ospitando artisti capaci di mettere in dialogo culture e linguaggi differenti, nel segno della grande musica e della contaminazione artistica.La IX edizione del Matera Festival – Museo in Sinfonia è realizzata da Basilicata Circuito Musicale in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia, con il sussidio istituzionale del Comune di Matera, Ministero della Cultura, Regione Basilicata, Musei nazionali di Matera - Palazzo Lanfranchi e il fondamentale sostegno delle attività economiche e commerciali del territorio: Grieco Abbigliamento, De Angelis Bus, Farmacia D’Aria, IP Fratelli Gaudiano, Heidelberg Materials, Bottega Optica, Il Falco Grillaio.

Tre giorni di cinema, inclusione e cultura a Venosa. Premiato "L’ultimo ingrediente", si consolida la rete tra i principali festival cinematografici italianiSi chiude con il trionfo del cortometraggio “L’ultimo ingrediente” la IV Edizione del Venusia Special Festival, tre giorni che hanno trasformato il Castello Aragonese di Venosa in un luogo di incontro tra cinema, cultura e inclusione. Un’edizione che segna la definitiva maturità della manifestazione, capace di richiamare artisti, professionisti del settore e partner di rilievo nazionale, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più originali del panorama lucano.A conquistare la giuria del concorso internazionale “Venusia Special Festival In Short” è stato “L’ultimo ingrediente” (regia Lorenzo Cioglia) proclamato miglior cortometraggio dell’edizione 2026 tra le dieci opere finaliste selezionate da una rosa di 89 cortometraggi provenienti da 26 Paesi del mondo. Il riconoscimento sarà consegnato ufficialmente nell’ambito del Marateale – Premio Internazionale Basilicata, consolidando il legame tra le due manifestazioni.Nel corso delle tre giornate il Festival ha proposto proiezioni, incontri, talk, momenti di confronto e spettacoli, ospitando attori, registi, produttori e professionisti del cinema. Tra gli ospiti Antonia Liskova, Ivan Franek, Antonella Carone, Nando Irene, Pierluigi Di Lallo, Pierluigi Martire, Alessandra Relmi (presidente di Giuria), Michele Miglionico e Modna, insieme ai rappresentanti di Lucana Film Commission, Apt Basilicata, Giffoni Film Festival, Marateale, Matera Film Festival e Moscerine Film Festival. Uno dei momenti più significativi è stata la sfilata d’alta moda firmata da Michele Miglionico, che ha trasformato in abiti i disegni realizzati dai ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down – Sezione “Talucci Myriam Vulture”, dando forma a un messaggio di inclusione attraverso la creatività.«Anche quest’anno abbiamo dimostrato che l’inclusione non è un concetto astratto, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno attraverso la cultura e la partecipazione – dichiara il presidente dell’AIPD Vulture, Raffaele Talucci –. Vedere arrivare a Venosa opere da tutto il mondo, professionisti del cinema e partner di così alto profilo ci conferma che il percorso intrapreso è quello giusto. Il nostro grazie va ai ragazzi, alle famiglie, ai volontari, agli ospiti e a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto. Da domani ricominceremo a lavorare perché il Venusia Special Festival continui a crescere.»Soddisfatta anche la direttrice artistica Ester Pantano, che sottolinea il valore umano dell’esperienza vissuta. «Il Venusia Special Festival è un luogo in cui il cinema ritrova la sua funzione più autentica: mettere le persone nelle condizioni di incontrarsi davvero. In questi tre giorni ho visto accadere qualcosa di raro. Ho visto artisti, volontari, istituzioni, famiglie, professionisti e ragazzi scegliersi ogni giorno, ascoltarsi con rispetto, lavorare insieme con un’onestà emotiva che oggi è sempre più difficile trovare. Ognuno ha portato il proprio talento, ma soprattutto la propria umanità. Desidero ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo Festival: i ragazzi e le loro famiglie, i volontari, gli artisti, gli ospiti, le istituzioni, i partner, chi è salito sul palco e chi ha lavorato dietro le quinte, chi ha accolto, organizzato, ascoltato e risolto problemi nel silenzio. Ognuno ha dedicato tempo, energie e cura a un progetto che appartiene a tutti. È grazie a questa sinergia che il Festival è diventato molto più di una rassegna cinematografica: è diventato una comunità. Porto con me gli sguardi, gli abbracci, le conversazioni nate in questi giorni e la certezza che il cinema, quando è vissuto con autenticità, possa ancora creare legami veri e lasciare un segno nelle persone. Abbiamo organizzato un Festival che è durato tre giorni. Senza accorgercene, però, abbiamo firmato qualcosa di molto più grande: un patto d’amore. Certi patti, quando nascono, possono durare una vita».L’edizione 2026 lascia in eredità numeri importanti, una crescente partecipazione di pubblico e una rete di collaborazioni sempre più solida. Ma soprattutto conferma una visione: quella di un Festival che utilizza il cinema non solo come spettacolo, ma come strumento di dialogo, inclusione e valorizzazione del territorio.Per tre giorni Venosa è stata il luogo in cui le differenze sono diventate ricchezza, le storie hanno unito persone provenienti da mondi diversi e il cinema ha dimostrato, ancora una volta, di poter essere un linguaggio universale capace di abbattere ogni barriera. È da qui che il Venusia Special Festival riparte, con lo sguardo già rivolto alla sua quinta edizione.25

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