Cristina Longo

Cristina Longo

Una giornata dedicata a Gerardo Guerrieri, tra i più importanti intellettuali lucani del Novecento, nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Sabato 29 agosto il Comune di Grottole promuove “Gerardo Guerrieri, Visioni del Sud”, un’iniziativa per ricordare la figura, l’opera e soprattutto il profondo legame con la sua terra d’origine dello scrittore, sceneggiatore, regista, critico teatrale e uomo di cultura nato a Matera il 4 febbraio 1920 e morto a Roma il 24 aprile 1986.Guerrieri, sepolto accanto ai genitori Michele Guerrieri e Margherita Cristalli nel cimitero di Grottole, ha attraversato da protagonista una stagione fondamentale della cultura italiana, lavorando e confrontandosi con alcune delle maggiori personalità del cinema, del teatro e della letteratura del Novecento. Tra le sue collaborazioni quella con Cesare Zavattini per la sceneggiatura di “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica e il lungo lavoro teatrale al fianco di Luchino Visconti. La sua attività rimase profondamente legata anche alla Lucania, ai suoi luoghi, alle persone e ai riti.La giornata del 29 agosto prenderà il via alle ore 12 nel cimitero di Grottole, dove il sindaco Filippo Carretta e la figlia Selene Guerrieri, presidente dell'associazione culturale Gerardo Guerrieri APS, renderanno omaggio alla memoria dell’intellettuale davanti alla sua tomba. Il programma proseguirà alle ore 18 al Castello Sichinulfo, dove il Comune di Grottole, in collaborazione con l’Associazione culturale Gerardo Guerrieri APS, proporrà una serata dedicata all’opera e all’eredità culturale di Guerrieri.«A quarant’anni dalla sua scomparsa, Grottole vuole rendere omaggio a una personalità che ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana e che ha conservato nel tempo un rapporto intenso con la propria terra – afferma il sindaco Filippo Carretta –. Ricordare Gerardo Guerrieri significa non soltanto custodire la memoria di un nostro illustre concittadino, ma permettere soprattutto alle nuove generazioni di conoscerne l’opera, il pensiero e la straordinaria capacità di guardare al Sud come luogo da osservare, raccontare e comprendere. È un patrimonio culturale del quale la nostra comunità deve continuare a prendersi cura».Nel corso della serata sarà proiettato il film “Gerardo Guerrieri. Tutto il mondo è palcoscenico” di Rocco Brancati, in un’edizione aggiornata grazie a materiali inediti donati dalla famiglia Brancati alla Biblioteca Nazionale di Potenza.Dopo i saluti del sindaco Carretta e degli ospiti Raffaello De Ruggieri, presidente della Fondazione Zétema, Rosalba Demetrio, presidente regionale del FAI Basilicata, e Margherita Romaniello, presidente della Lucana Film Commission, Selene Guerrieri e Sebastiano Martelli, dell'Università di Salerno, autore del volume I fuochi di San Pancrazio, dialogheranno sul rapporto tra Gerardo Guerrieri e Rocco Scotellaro, a partire dalla sceneggiatura di un film non realizzato, scritta da Guerrieri insieme a Scotellaro, Carlo Levi e Linuccia Saba.Seguirà un’inedita lettura di racconti e lettere di Guerrieri dedicati al suo rapporto con la Lucania, curata da Selene Guerrieri e interpretata da Emilio Andrisani ed Emilia Fortunato di Hermès Teatro Laboratorio. Le letture saranno accompagnate da fotografie dell’Archivio di famiglia Guerrieri e dagli scatti realizzati per l’occasione da Annaletizia Olivieri, Raffaello Padrone e Alessandra Santarsiere, con il montaggio di Nicola Grande, presidente UILT Basilicata, che collaborerà anche alla realizzazione tecnica della serata.Attraverso testi, immagini e testimonianze emergerà in particolare la “visione del Sud” di Guerrieri. Negli anni Quaranta scrisse da Grottole racconti per “l’Unità”, mentre coltivò negli anni successivi progetti per attraversare e raccontare l’Italia meno conosciuta, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Nel corso dell’incontro saranno ripercorse alcune di queste intuizioni e i rapporti con figure come Zavattini, Visconti e Scotellaro, mostrando quanto la sua attività culturale fosse intrecciata alle origini lucane.L’appuntamento assume un ulteriore significato nell’anno in cui ricorrono anche i dieci anni dalla fondazione della Casa della Creatività Gerardo Guerrieri di Grottole. Negli ultimi anni la figura dell’intellettuale è stata inoltre ricordata dal Comune di Matera con l'intitolazione del CineTeatro Gerardo Guerrieri e di una strada nel centro storico di Matera, e dal FAI Basilicata, con l'inaugurazione del CineTeatro e l'evento per il centenario dalla nascita.L’Amministrazione comunale ringrazia quanti hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa, l’architetto Vito Porcari per la locandina, Slow Food Magna Grecia e l’Associazione Enotria Felix per la collaborazione.

Mercoledì 26 agosto, alle ore 18:00, nella sala consiliare di Tursi, si terrà l’incontro istituzionale di presentazione ufficiale della nuova associazione Toursiexperience e della Tavola Rotonda sul patrimonio socio-culturale del Comune di Tursi.L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere una visione condivisa per la valorizzazione e lo sviluppo del territorio, mettendo in rete istituzioni, associazioni, realtà produttive e operatori del settore turistico e culturale.L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali di Maria Anglona Adduci, sindaco di Tursi, e vedrà gli interventi di Beniamino Laurenza, esperto del turismo e delle sinergie locali per la promozione culturale, e di Rocco Franciosa, presidente dell’Epli, che approfondirà il ruolo della rete nazionale nella valorizzazione delle comunità.Seguirà la presentazione ufficiale di Toursiexperience affidata al presidente Giuseppe Vita, che illustrerà la visione, gli obiettivi strategici e i progetti istituzionali dell’associazione.Ampio spazio sarà dedicato alla Tavola Rotonda sul patrimonio socio-culturale, con la partecipazione di Slow Food Magna Grecia, del Parco Letterario Albino Pierro, delle associazioni del territorio e delle cooperative sociali delle aree circostanti.Il confronto rappresenterà un’importante occasione per raccogliere proposte, esigenze e idee, con particolare attenzione alla sostenibilità, all’identità enogastronomica, alla tutela delle tradizioni, alla cultura dialettale e alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di Tursi.A moderare l’incontro sarà Cristina Longo, giornalista.La cittadinanza, le associazioni locali, gli operatori turistici e tutti i soggetti interessati allo sviluppo del territorio sono cordialmente invitati a partecipare.L’iniziativa è promossa da Toursiexperience, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia e partecipata capace di trasformare le risorse del territorio in occasioni concrete di crescita, promozione e sviluppo.Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.toursiexperience.com


Si è conclusa con una significativa partecipazione di pubblico la quinta edizione del Premio Rossetti Montano, che dal 21 al 23 agosto ha trasformato il Teatro Comunale di Corleto Perticara in un luogo di incontro tra musica, cultura, formazione e memoria. Tre giornate dense di appuntamenti, con concerti, laboratori, masterclass, presentazioni editoriali e cerimonie di premiazione, hanno confermato la vocazione della manifestazione: costruire, attraverso la musica e la cultura, un ponte tra il patrimonio della Basilicata e il panorama artistico e culturale nazionale e internazionale. A guidare il pubblico nei diversi momenti della rassegna sono state Adriana Volpe, Eva Immediato e Cristina Longo, che hanno accompagnato con professionalità le tre giornate del Premio. La manifestazione si è aperta il 21 agosto con il concerto dell’Orchestra San Giovanni di Napoli, diretta dal M° K. Goodman. La serata è proseguita con la presentazione del Trend Basilicata Magazine e con la cerimonia di consegna dei Premi Rossetti, dedicati a personalità e percorsi che hanno contribuito alla ricerca, alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio musicale. Il Premio Rossetti per la Ricerca e la Divulgazione del Patrimonio Musicale è stato assegnato ad Alessandra D’Eugenio, mentre il Premio Rossetti per la Ricerca e la Valorizzazione del Patrimonio Musicale Lucano nella Didattica Musicale è andato ad Antonella Pecoraro. Il Premio Rossetti alla Carriera Artistica è stato invece conferito a Checco Pallone. Nel corso della serata sono state inoltre assegnate le Borse di Studio della Scuola di Musica Rossetti-Montano per l’Anno Accademico 2025/2026 ed è stato conferito il Premio Rossetti a Veronika Lemishenko. A chiudere la prima giornata è stato lo spettacolo “Arpiamoci e Partite”, con Dino Paradiso e Antonella Pecoraro, che ha unito musica, ironia e intrattenimento, offrendo al pubblico un finale all’insegna dello spettacolo. La seconda giornata, il 22 agosto, ha posto al centro soprattutto la formazione e la trasmissione dei saperi. Particolare attenzione è stata dedicata al laboratorio didattico archeo-musicale curato da Alessandra D’Eugenio, ai laboratori musicali e alla masterclass di violino tenuta dalla prof.ssa Victoria Sannicandro. Uno dei momenti più significativi della giornata è stato rappresentato dalla cerimonia del Premio Montano e dalla prima edizione del Premio Orlando Montano, una delle principali novità dell’edizione 2026. Istituito a pochi mesi dalla scomparsa di Orlando Montano, il nuovo riconoscimento nasce con l’intento di custodirne la memoria e, soprattutto, di trasformarla in un’occasione concreta per continuare a promuovere quei valori, quell’impegno e quella visione che hanno caratterizzato il suo percorso. Nell’ambito del Premio Musicale di Parità della Regione Basilicata, promosso dalla Consigliera Regionale di Parità Ivana Enrica Pipponzi, sono stati conferiti riconoscimenti a Maria Sarli, direttrice del Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza, e a Myriam Di Noia, del Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera. Il Premio Orlando Montano – I Edizione è stato assegnato al Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari per l’impegno nella valorizzazione del patrimonio dell’arpa popolare. Riconoscimenti sono stati inoltre conferiti ai giovani musicisti Giulia Moraca, per l’arpa, e David Stefanovic, per il mandolino. La seconda giornata ha visto anche l’assegnazione del Premio “Impegno Politico” Pietro Paolo Montano a Raffaele De Ruggieri e del Premio Montano 2026 a Sara Simari.A suggellare la giornata è stato il concerto del Quintetto d’archi “L’Altro Novecento”, con Francesco Sacco al primo violino, Ilaria Maggi al secondo violino, Gregorio Giamba alla viola, Piero Dattoli al violoncello e Angelo R. Basile al contrabbasso, accompagnati dal soprano Marilena Notarstefano, con gli arrangiamenti di Angelo R. Basile. La giornata conclusiva, il 23 agosto, si è aperta con la presentazione del volume “Universi sonori. Strumenti, musiche e contesti nel mondo antico” di Alessandra D’Eugenio, ulteriore momento di approfondimento sul rapporto tra ricerca, archeologia musicale e patrimonio culturale. La serata ha quindi riportato al centro i Premi Rossetti-Montano, con il riconoscimento per la Comunicazione e la Cultura assegnato a Valentina Bisti e quello per l’Eccellenza Musicale Internazionale conferito ad Alexander Boldachev, tra le figure più autorevoli del panorama internazionale dell’arpa. Boldachev si è esibito dapprima da solista, per poi interpretare alcuni dei brani più rappresentativi della tradizione musicale lucana insieme all’ensemble di arpe dell’Associazione Arpa Viggianese. Un incontro simbolico e particolarmente significativo tra una grande esperienza internazionale e una delle espressioni più identitarie della tradizione musicale della Basilicata. Nel corso della serata è stato inoltre presentato “Mediterraneo Lucano”, il progetto del chitarrista Mirko Gisonte, che nel mese di settembre porterà la propria musica in un tour nei mercati centrali, proponendo una nuova riflessione sul rapporto tra cultura, identità, tradizione e territorio. Al termine delle tre giornate, il presidente della commissione Antony Gallo ha tracciato un bilancio della manifestazione, sottolineando la crescente capacità del Premio di costruire un progetto culturale articolato: “La quinta edizione del Premio Rossetti Montano ci consegna un bilancio complessivamente molto positivo. Le tre giornate hanno confermato la capacità della manifestazione di costruire un percorso articolato, nel quale musica, cultura, formazione, memoria e valorizzazione del territorio sono riuscite a dialogare tra loro senza perdere la propria identità. Abbiamo scelto di proporre un programma capace di coinvolgere pubblici e sensibilità diverse, alternando concerti, attività formative, presentazioni, momenti di confronto e riconoscimenti. Credo che proprio questa pluralità rappresenti uno degli elementi più importanti della manifestazione: non un semplice contenitore di eventi, ma uno spazio nel quale esperienze, generazioni e linguaggi differenti possono incontrarsi”. Particolare attenzione, secondo il presidente della commissione, è stata riservata alla formazione e alle nuove generazioni. “Investire sulla cultura - afferma - significa anche creare occasioni concrete di crescita e di partecipazione. Allo stesso tempo, abbiamo voluto mantenere forte il legame con la memoria e con il patrimonio musicale e culturale della Basilicata, aprendolo però al confronto con esperienze e professionalità provenienti da contesti più ampi”. Una filosofia che trova riscontro nella stessa articolazione dei riconoscimenti assegnati durante la manifestazione: “Dalla ricerca alla didattica, dalla carriera artistica alla divulgazione, dalla cultura all’impegno civile, fino all’eccellenza musicale e alla valorizzazione delle nostre tradizioni. Ogni premio rappresenta un tassello di un progetto più ampio che punta a riconoscere il valore delle persone e delle realtà che contribuiscono alla crescita del nostro patrimonio culturale”. Tra gli elementi più significativi di questa edizione, un posto particolare spetta alla nascita del Premio Orlando Montano. “Ricordare una persona – sottolinea Gallo – significa soprattutto cercare di mantenere vivi nel tempo i valori, l’impegno e gli ideali che ne hanno caratterizzato il cammino. Abbiamo voluto farlo attraverso un riconoscimento che possa diventare negli anni un ulteriore momento di riflessione e di valorizzazione”. Un’idea di memoria, dunque, non confinata al ricordo, ma capace di tradursi in progettualità e continuità.Il riscontro del pubblico e la partecipazione alle diverse iniziative hanno inoltre evidenziato, secondo gli organizzatori, l’esistenza di un interesse crescente verso proposte culturali capaci di coniugare qualità artistica, identità e territorio. “È un dato che ci responsabilizza e che ci spinge a lavorare per rendere il Premio sempre più strutturato, inclusivo e aperto alla collaborazione evidenziando anche il rafforzamento del rapporto con istituzioni, realtà culturali e musicali e con tutte le professionalità che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. Il risultato che portiamo a casa non è quindi quello di una singola iniziativa, ma quello di una rete di collaborazioni che può rappresentare la base per costruire il futuro”. La quinta edizione del Premio Rossetti Montano si chiude così con un bilancio positivo, ma anche con la consapevolezza della necessità di continuare a crescere. “Vogliamo continuare – conclude - a crescere mantenendo fermo il carattere del Premio: partire dalla nostra storia e dalla nostra cultura per aprirci al confronto, alla contemporaneità e a nuove esperienze”. Un percorso che guarda dunque già alle prossime edizioni, con l’obiettivo di consolidare una manifestazione che, partendo da Corleto Perticara, ambisce a rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale lucano e a proiettare sempre più lontano il patrimonio musicale e identitario della Basilicata. Il ringraziamento finale degli organizzatori va al pubblico, agli artisti, ai relatori, ai musicisti, ai giovani, alle istituzioni, ai partner, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della quinta edizione. Perché il Premio Rossetti Montano non vuole essere soltanto una rassegna di eventi, ma un progetto culturale nel quale musica, memoria e identità diventano strumenti concreti di conoscenza, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Cinquecento partecipanti alla Cena di Comunità, cinquanta volontari impegnati nell’organizzazione e il coinvolgimento di associazioni, attività locali e cittadini. Si è conclusa con una partecipazione oltre le aspettative la prima edizione del Festival delle Virtù Civiche – “Grottole. Comunità che si prende cura”, promosso dal Comune di Grottole e realizzato il 20 e 21 agosto con il contributo della Comunità Organizzatrice.La prima edizione, dedicata a coraggio e gentilezza, è stata concepita come l’avvio di un percorso che punta a rafforzare partecipazione, relazioni e senso di responsabilità all’interno della comunità. Non soltanto una manifestazione inserita nel calendario dell’Estate Grottolese, dunque, ma un progetto costruito attraverso il coinvolgimento diretto del territorio.«Il bilancio di questa prima edizione è estremamente positivo, non soltanto per i numeri raggiunti, ma soprattutto per la partecipazione che si è creata intorno al Festival – afferma il sindaco Filippo Carretta –. Vedere associazioni, volontari, attività, famiglie e cittadini collaborare per un obiettivo comune rappresenta il risultato più importante e ci incoraggia a dare continuità a questo percorso. A nome dell’Amministrazione comunale ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa e, in particolare, la Pro Loco, Mimosa, la Misericordia e le maestre, insieme ai cinquanta volontari e alle realtà associative e commerciali che hanno offerto il proprio contributo. È un patrimonio di partecipazione che abbiamo il compito di valorizzare e far crescere».La Cena di Comunità solidale, ospitata al Castello Sichinulfo, ha rappresentato il momento conclusivo e più partecipato della manifestazione, riunendo circa 500 persone. Un momento pensato per tradurre concretamente il tema della cura attraverso la condivisione e lo stare insieme.Determinante è stato il contributo dei 50 volontari, individuati come “Custodi delle Virtù Civiche”, che hanno affiancato l’organizzazione nell’accoglienza, nella preparazione e nella cura degli spazi e delle persone. A loro si è aggiunto il contributo delle associazioni e delle attività locali, in un modello organizzativo che fin dalla sua prima edizione ha scelto di coinvolgere direttamente la comunità.Il programma delle due giornate ha alternato momenti di riflessione, confronto e partecipazione: dalla passeggiata nel centro storico dedicata a esempi grottolesi di coraggio e gentilezza alle attività rivolte ai bambini, fino agli incontri ospitati nel Castello Sichinulfo. Paolo Borrometi, padrino e testimonial della prima edizione, ha portato la propria testimonianza sui temi della libertà d’informazione, della legalità e della responsabilità personale. Il dialogo pubblico “La forza della gentilezza. Quando una comunità si prende cura” ha invece posto al centro il ruolo delle istituzioni, della solidarietà e della prossimità nella costruzione di comunità capaci di non lasciare indietro nessuno.«Il Festival è un sogno che viene da lontano e nasce con due obiettivi – spiega il direttore artistico Giuseppe Lopergolo –: unire la comunità, provando a ricomporre una frattura sociale che ha cause e responsabilità diverse, e far sì che questa esperienza possa diventare nel tempo un vero rito civile organizzato dalla comunità. Abbiamo chiamato i volontari “Custodi delle Virtù Civiche” proprio per questo: perché i riti e le tradizioni si custodiscono e si tramandano. L’obiettivo è che sia la comunità stessa, sempre di più, a custodire questo Festival».La conclusione della prima edizione apre quindi alla volontà dell’Amministrazione comunale di dare continuità al Festival e al metodo partecipativo sperimentato in questi due giorni, consolidando il coinvolgimento di cittadini, associazioni, volontari e realtà locali.L’“anno zero” lascia così una prima eredità: un Festival nato dalla comunità e con la comunità, con l’obiettivo di trasformare negli anni coraggio, gentilezza, cura e responsabilità in pratiche condivise di cittadinanza.


Dal 28 al 30 agosto 2026 Rionero in Vulture torna a raccontare una delle pagine più controverse della storia del Mezzogiorno con Briganti o Migranti, la manifestazione promossa dalla Pro Loco Rionero in Vulture, con il sostegno della Città di Rionero in Vulture, della Regione Basilicata e dell’APT Basilicata, nell’ambito della rete UNPLI – Pro Loco d’Italia. Il progetto rientra nei beni del patrimonio culturale immateriale della Regione Basilicata ed è finanziato dalla Regione Basilicata.
Il tema scelto per questa edizione è “Redenzione o ribellione? La Chiesa nel dramma del brigantaggio”, un percorso di riflessione sul complesso rapporto tra mondo ecclesiastico, potere politico e fenomeno brigantesco dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie.
Tre giornate dedicate alla storia e alla cultura del territorio, attraverso convegni, teatro, musica popolare, enogastronomia e momenti di approfondimento. L’obiettivo è restituire la complessità del brigantaggio postunitario, andando oltre la tradizionale contrapposizione tra eroi e criminali e mettendo in luce le diverse interpretazioni e posizioni maturate nel Mezzogiorno dell’epoca.
Particolare attenzione sarà riservata al ruolo della Chiesa e alle differenti scelte del mondo ecclesiastico di fronte ai profondi cambiamenti politici e sociali seguiti all’Unità d’Italia. Fede, legittimismo, consenso e conflitto diventano così le chiavi attraverso cui rileggere una stagione segnata da tensioni e contraddizioni.
A fare da cornice alla manifestazione saranno gli stand enogastronomici e “L’Enoteca del Brigante”, spazio dedicato alle produzioni vitivinicole del territorio e al rapporto tra vino, Vulture e memoria locale.
Cuore spettacolare dell’evento sarà “La Parata dei Briganti”, il teatro itinerante che porterà la storia direttamente nelle strade del centro di Rionero. Vicoli, piazze e scorci del paese diventeranno lo scenario di una narrazione affidata ad attori, musicisti e figuranti, che accompagneranno il pubblico alla scoperta di personaggi ed episodi legati al brigantaggio.
Le partenze, da Via Matteotti, saranno organizzate in gruppi di massimo 50 partecipanti, con un intervallo di 30 minuti tra una partenza e l’altra. Per prendere parte alla Parata è consigliata la prenotazione, possibile tramite WhatsApp al 377 346 5887 o attraverso il sito ufficiale della manifestazione.
Il programma prenderà il via venerdì 28 agosto alle ore 20 con l’apertura degli stand. A seguire, la prima serata della Parata dei Briganti e il concerto di musica popolare di Bruno Galeone e Daria Falcone.
Sabato 29 agosto sarà dedicato all’approfondimento storico con il convegno sul brigantaggio, seguito dalla Parata. In serata, spazio alla musica con il concerto degli Agotrance Group con Mimmo Epifani e, a seguire, il DJ Set Jamming.
La giornata conclusiva, domenica 30 agosto, proporrà la presentazione di un libro dedicato a Ninco Nanco, prima dell’appuntamento con la Parata e del concerto di Stefano De Dominicis e Giuseppe Volpe.
Le attività convegnistiche e musicali del sabato sono realizzate in collaborazione con l’Associazione Terramara.
Con Briganti o Migranti 2026, Rionero in Vulture propone tre giorni per conoscere, ascoltare e rileggere una vicenda storica ancora capace di interrogare il presente. Una storia fatta di scelte, conflitti e contraddizioni, dove il confine tra fede e politica, tra redenzione e ribellione, resta tutt’altro che semplice da tracciare.


Grande partecipazione di pubblico per il terzo appuntamento della rassegna “Fantastico Cinema – immagini e musica dal Medioevo in Basilicata”, che mercoledì 20 agosto ha fatto tappa nel suggestivo scenario del Castello Pirro del Balzo di Venosa, intrecciando ancora una volta musica, cinema e patrimonio culturale.La rassegna, curata dalla Lucana Film Commission in collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019, rientra nel progetto “Fantastico Medioevo”, promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019.Ad aprire la serata è stato il concerto degli Anonima Frottolisti. Ghironda, cornetto e ribeca hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nelle sonorità del Medioevo, trovando nel Castello Pirro del Balzo una cornice capace di amplificare il dialogo tra musica, storia e luoghi.La seconda parte dell’appuntamento è stata dedicata al cinema con la proiezione de “Il leone d’inverno” (1968) di Anthony Harvey. Ambientato nel XII secolo, il film racconta gli intrighi politici e familiari alla corte di Enrico II d’Inghilterra e la lotta per la successione al trono, riportando sul grande schermo atmosfere e conflitti dell’Europa medievale.«La serata di Venosa conferma la forza di un percorso che sta riuscendo a mettere in relazione il cinema con luoghi, storie e linguaggi diversi – sottolinea la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello –. La musica degli Anonima Frottolisti e le immagini de “Il leone d’inverno”, all’interno di un luogo così ricco di storia come il Castello Pirro del Balzo, hanno permesso al pubblico di vivere il Medioevo attraverso un’esperienza coinvolgente. È proprio questa la sfida di Fantastico Cinema: utilizzare il cinema come strumento per riscoprire e valorizzare il nostro patrimonio, creando occasioni culturali capaci di mettere in dialogo passato e presente».Quello di Venosa è stato il terzo appuntamento di un itinerario iniziato il 12 luglio al Castello di Lagopesole con “Lux Mundi. La musica a corte di Federico II” e la proiezione de “Il destino di un cavaliere”. Il 19 luglio, invece, il Castello di Monteserico di Genzano di Lucania ha ospitato il cineconcerto “Mirabile Visione”, con il film muto del 1921 accompagnato dal vivo dal Maestro Claudio Brizi e dalla narrazione di Carlo Cristofaro.“Fantastico Cinema” si prepara ora al suo ultimo appuntamento. Martedì 26 agosto, alle 20.30, il Castello di Palazzo San Gervasio ospiterà “Da Giullare a poverello”, dedicato al modo in cui il cinema ha raccontato la vita, le opere e il messaggio di San Francesco, in occasione degli 800 anni dalla morte.Protagonista dell’incontro sarà Frate Simone Gastaldi, con incursioni nelle sequenze dei film di Roberto Rossellini, Franco Zeffirelli e Liliana Cavani e l’accompagnamento musicale di arpa e flauto. A seguire sarà proiettato “Francesco, giullare di Dio” (1950) di Roberto Rossellini.La direzione musicale della rassegna è affidata al Maestro Pasquale Menchise. L’ultimo appuntamento è a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

«L’impegno cambia le cose. La gentilezza cambia il modo in cui le cambiamo». È il messaggio della prima edizione del Festival delle Virtù Civiche – “Grottole. Comunità che si prende cura”, in programma il 20 e 21 agosto nell’ambito dell’Estate Grottolese 2026.Un “anno zero” che vuole inaugurare un percorso, trasformando coraggio, gentilezza, cura e responsabilità in gesti concreti. Il coraggio come scelta di esserci, assumersi una responsabilità e non voltarsi dall’altra parte; la gentilezza come forza pubblica capace di attraversare le differenze senza spezzare i legami. Cinque i verbi che accompagneranno il Festival: ricordare, ascoltare, prendersi cura, donare e stare insieme.Il Festival è promosso dal Comune di Grottole, ma costruito con il supporto della Comunità Organizzatrice: associazioni, volontari, attività locali, giovani, famiglie, cittadini e cittadine. Non un appuntamento organizzato soltanto per il paese, dunque, ma con il paese. Ne sono parte anche i Custodi delle Virtù Civiche, impegnati nell’accoglienza, nella preparazione e nella cura degli spazi e delle persone. Perché il Festival comincia prima del programma ufficiale: ogni volta che qualcuno sceglie di mettere tempo, energie e cura a disposizione della comunità.Un’impostazione che assume un significato particolare nelle aree interne, dove i legami hanno bisogno di essere continuamente alimentati. Grottole parte dall’idea che le relazioni siano un’infrastruttura pubblica, importante quanto opere e servizi, e prova a mettere insieme chi è rimasto, chi è partito e torna, giovani, anziani e famiglie.Si parte oggi, 20 agosto, alle 18, con una passeggiata nel centro storico, da piazza Vittoria, alla riscoperta di quattro esempi grottolesi di coraggio e gentilezza. Alle 20, al Castello Sichinulfo, l’incontro con Paolo Borrometi, padrino e testimonial della prima edizione, dal titolo “Il coraggio dell’impegno, quando scegliere di esserci cambia le cose”: una testimonianza dedicata a libertà d’informazione, legalità, responsabilità personale e rifiuto dell’indifferenza. Alle 22.30 il Planetario curato dall’associazione Intensamente chiuderà la prima giornata.Il 21 agosto alle 16.30, al Centro Guerrieri, spazio ai bambini fino a 13 anni con il laboratorio sulla gentilezza e il coraggio. Alle 19, al Castello Sichinulfo, il dialogo pubblico “La forza della gentilezza. Quando una comunità si prende cura”. Al centro una domanda: come può una comunità prendersi cura di sé senza chiudersi, frammentarsi o lasciare indietro nessuno?Interverranno Paolo Borrometi, Angelo Chiorazzo, Pasquale Pepe, Francesco Mancini, don Antonio Polidoro e Matteo Lepore, con la moderazione di Margherita Agata. Esperienze differenti per affrontare la cura come responsabilità delle istituzioni, solidarietà, prossimità, servizi e capacità di tenere insieme comunità e territori.Alle 21.30, infine, la Cena di Comunità solidale al Castello Sichinulfo. Non una semplice appendice conviviale, ma il momento in cui, dopo aver parlato di cura, la comunità prova a praticarla sedendosi alla stessa tavola. La partecipazione gratuita, con una capienza massima di 300 persone e iscrizioni già chiuse, testimonia il desiderio di stare insieme.La prima edizione vuole essere soprattutto l’inizio di un metodo da far crescere negli anni: non un Festival soltanto da vivere, ma una comunità da costruire e di cui prendersi cura.

Una rete permanente tra chi è partito, chi è tornato e chi è rimasto, per continuare a costruire insieme il futuro di Grottole. È il progetto nato da “Radici in Movimento”, l’iniziativa che ieri, 18 agosto, ha registrato una grande partecipazione e posto le basi per la nascita della Rete dei Fuorisede.L’evento è il risultato di un percorso di co-progettazione sostenuto dall’Amministrazione comunale e portato avanti da un gruppo di ragazze e ragazzi che nei mesi scorsi ha messo in relazione idee ed esperienze maturate tra Grottole e diverse città italiane. Un lavoro condiviso che ha coinvolto anche Tornanza GL e Ritornati.Durante la serata è stato presentato il documento programmatico “Radici in Movimento – Capitolo 1”, punto di partenza di un progetto destinato a crescere con il contributo di chi vi prenderà parte. L’idea è mettere in relazione chi vive fuori per studio o lavoro, chi ha scelto di tornare a Grottole e chi non è mai andato via. Al termine della presentazione, il sindaco Filippo Carretta e gli amministratori comunali hanno sottoscritto il documento, assumendo l’impegno a portarlo all’attenzione del Consiglio comunale. Un passaggio che punta a dare continuità istituzionale al percorso avviato e a trasformare le idee emerse dalla co-progettazione in una progettualità stabile per Grottole.A dare forza all’incontro sono state anche le testimonianze dei grottolesi che vivono o hanno vissuto lontano dal paese. Interventi accorati hanno raccontato partenze, ritorni e legami mai interrotti con Grottole, facendo emergere un obiettivo comune: non chiedere a chi parte di tornare a ogni costo, ma creare le condizioni affinché il ritorno possa diventare una scelta concretamente percorribile e chi continua a vivere fuori possa restare parte attiva della comunità.Una sfida che parte anche dai numeri. Nel 2001 Grottole contava 2.606 residenti, scesi a 1.958 alla fine del 2024: 648 abitanti in meno in poco più di vent’anni, quasi uno su quattro. Una perdita che non riguarda soltanto la popolazione, ma anche competenze, relazioni ed energie che possono continuare a generare valore per il territorio.Per questo “Radici in Movimento” vuole andare oltre la dimensione di una festa o di un appuntamento estivo e diventare una progettualità stabile durante tutto l’anno. Tra i primi obiettivi ci sono la mappatura dei grottolesi che vivono fuori e delle loro competenze e la creazione di una piattaforma digitale per mettere in relazione fuorisede, persone rientrate, residenti e imprese, favorendo collaborazioni, opportunità e nuovi progetti per il paese.«La partecipazione e le testimonianze che abbiamo ascoltato ci confermano che fuori dai confini di Grottole esiste una parte della nostra comunità che continua a sentirsi profondamente legata al paese – afferma il sindaco Filippo Carretta –. Non possiamo pensare di fermare con un progetto fenomeni complessi come lo spopolamento, né vogliamo trasformare il ritorno in un obbligo. Possiamo però lavorare perché tornare diventi una scelta percorribile e perché partire non significhi smettere di essere parte di Grottole. La firma del documento non è un gesto simbolico: è l’impegno dell’Amministrazione a portare questo percorso in Consiglio comunale e a dargli continuità. Vogliamo costruire un rapporto stabile tra chi parte, chi torna e chi resta, trasformando competenze, idee e legami in opportunità per il paese».Da Grottole arriva così l’idea di una provincia che non vuole limitarsi a subire lo spopolamento e l’allontanamento delle nuove generazioni, ma prova a reagire attraverso nuove forme di partecipazione e coinvolgimento capaci di mantenerla viva.È questa l’ambizione della Rete: fare in modo che partire non significhi scomparire, restare non significhi rassegnarsi e tornare possa avere nuovamente senso.


Dal 21 al 23 agosto Corleto Perticara celebra il Centenario della nascita di Rocco Rossetti, la memoria di  Pietro Paolo e Orlando Montano.                                                                                                                                Si è svolta questa mattina, 19 agosto alle ore 11.00, presso il Polo Bibliotecario di Potenza, la conferenza stampa di presentazione della V edizione del Premio Rossetti-Montano, in programma a Corleto Perticara dal 21 al 23 agosto 2026. L’edizione di quest’anno assume un valore speciale in occasione del Centenario della nascita di Rocco Rossetti e nel ricordo di Orlando Montano, figure centrali del percorso culturale e identitario del Premio.Tre giornate dedicate a musica, cultura, ricerca, formazione e valorizzazione del patrimonio animeranno Corleto Perticara, con la partecipazione di artisti, musicisti, studiosi, istituzioni e personalità del mondo della cultura.A illustrare il programma dell’edizione 2026 sono intervenuti Antony Gallo, Presidente della Commissione Premio; Rocco Potenza, Assessore del Comune di Corleto Perticara; Alfonso Ambrosio, Consigliere comunale con delega alle Attività produttive; Rocco D’Amato, Amministratore unico della Fondazione Lacava; Ivana Enrica Pipponzi, Consigliera di Parità effettiva della Basilicata; Antonio Saluzzi, scultore bronzista della Fonderia Saluzzi; e Maria Ierardi, Presidente ENDAS Basilicata e componente della Commissione del Premio.L’incontro è stato moderato dalla giornalista Cristina Longo.Il programma prenderà il via venerdì 21 agosto, alle ore 19.00 presso il Teatro Comunale di Corleto Perticara, con il concerto inaugurale dell’Orchestra San Giovanni di Napoli, diretta dal M° K. Goodman, e la cerimonia di conferimento del Premio Rossetti.Tra i riconoscimenti dell’edizione 2026 figurano il Premio per la ricerca e la divulgazione del patrimonio musicale ad Alessandra D’Eugenio, quello per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio musicale lucano nella didattica musicale ad Antonella Pecoraro, il Premio alla carriera artistica a Checco Pallone e il riconoscimento a Veronika Lemnishenko. Nel corso della serata. presentata da Adriana Volpe e Eva Immediato, saranno inoltre consegnate le borse di studio della Scuola di Musica Rossetti-Montano per l’anno accademico 2025/2026.La prima giornata si concluderà con lo spettacolo “Arpìamoci e Partite”, con Dino Paradiso e Antonella Pecoraro.Sabato 22 agosto sarà dedicato alla formazione e alla musica, con il Laboratorio didattico Archeo-Musicale, a cura di Alessandra D’Eugenio, e i laboratori musicali e masterclass di violino con la prof.ssa Victoria Sannicandro.In serata, alle ore 19.00 presso il Teatro Comunale, sarà protagonista il Premio Montano, con il conferimento del Premio Musicale di Parità della Regione Basilicata, a cura della Consigliera regionale di Parità Ivana Enrica Pipponzi, e i riconoscimenti a Maria Sarli e Myriam Di Noia, rispettivamente del Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza e del Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera.Particolare rilievo avrà la prima edizione del Premio Orlando Montano, assegnato al Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari per l’impegno nella valorizzazione del patrimonio dell’arpa popolare. Saranno inoltre premiati i giovani musicisti Giulia Moraca, arpista, e David Stefanovic, mandolinista.Il programma proseguirà con il Premio “Impegno Politico” Pietro Paolo Montano, conferito a Raffaele De Ruggieri, e con il Premio Montano 2026, assegnato a Sara Simari.A chiudere la seconda giornata, guidata da Eva Immediato, sarà il concerto del Quintetto d’archi “L’Altro Novecento”. La giornata conclusiva di domenica 23 agosto, condotta dalla giornalista Cristina Longo, sarà dedicata alla presentazione del volume “Universi sonori. Strumenti, musiche e contesti nel mondo antico” di Alessandra D’Eugenio e alla cerimonia finale di conferimento dei premi.Tra i riconoscimenti conclusivi spiccano il Premio Rossetti-Montano per la Comunicazione e la Cultura, conferito alla giornalista Valentina Bisti, e il Premio Rossetti-Montano per l’Eccellenza Musicale Internazionale, assegnato ad Alexander Boldachev, arpista di fama internazionale e tra i più autorevoli interpreti contemporanei dello strumento.La manifestazione si concluderà con la presentazione del progetto “Mediterraneo Lucano”, a cura di Mirko Gisonte Tour, dedicato alla valorizzazione e alla promozione dei Mercati Centrali.«Celebrare Rocco Rossetti significa trasformare la memoria in futuro condiviso», ha dichiarato Antony Gallo, Presidente della Commissione Premio. «La V edizione del Premio Rossetti-Montano nasce dalla volontà di custodire una storia e, allo stesso tempo, di renderla viva attraverso la musica, la ricerca, la formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Ricordare Rossetti e Montano significa riaffermare il valore di una comunità che attraverso la cultura costruisce il proprio futuro».Il Premio Rossetti-Montano si conferma così non soltanto una manifestazione dedicata alle eccellenze artistiche, ma un progetto culturale permanente, capace di mettere in relazione territorio, istituzioni, artisti, giovani, ricerca e formazione, valorizzando il patrimonio culturale e musicale della Basilicata.La conferenza stampa svoltasi questa mattina al Polo Bibliotecario di Potenza ha rappresentato il momento ufficiale di presentazione alla Basilicata dell’edizione 2026, aprendo il percorso verso le tre giornate di appuntamenti che si svolgeranno a Corleto Perticara.Il Premio Rossetti-Montano 2026 è promosso dalla Pro Loco Corletana APS, con il sostegno e la collaborazione di istituzioni, enti e partner del territorio.Appuntamento a Corleto Perticara dal 21 al 23 agosto 2026.

Lunedì, 17 Agosto 2026 10:59

Domenico Grittani firma la Franco Selvaggi

Un altro innesto di esperienza e qualità per la nuova prima squadra della Franco Selvaggi. Domenico Grittani, classe 1995, è un nuovo calciatore biancazzurro e sarà a disposizione di mister Pasquale Resta per il prossimo campionato di Seconda Categoria.Un curriculum importante per Grittani, che ha maturato esperienze in categorie ben superiori: due stagioni con il Real Metapontino tra Eccellenza e Serie D, quindi Gravina e Latenza in Promozione pugliese, Sporting Matera in Promozione, due stagioni con il Montescaglioso in Eccellenza e tre con il Pomarico, sempre in Eccellenza. Nel suo percorso anche le esperienze con Città dei Sassi in Promozione e Invicta Matera.Un profilo che rispecchia perfettamente l’idea alla base della nostra prima squadra: affiancare ai tanti giovani del vivaio calciatori di esperienza capaci di alzare il livello e diventare punti di riferimento dentro e fuori dal campo. E per Domenico la nuova avventura avrà una doppia veste. In possesso della licenza UEFA C, entrerà infatti anche nello staff tecnico dell’Under 17, mettendo competenze ed esperienza a disposizione dei nostri ragazzi.Esperienza in campo, competenza in panchina: Domenico ha sposato il progetto della Franco Selvaggi per intraprendere una nuova carriera da tecnico.

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