Cristina Longo

Cristina Longo

La tradizione, la fede e la memoria collettiva tornano a intrecciarsi a Rionero in Vulture con “Le vie della croce”, il percorso di appuntamenti dedicato ai riti della Settimana Santa promosso dalla Pro Loco Rionero in Vulture. Tre momenti accompagneranno cittadini e visitatori in un viaggio intenso tra storia, spiritualità e identità comunitaria, valorizzando uno dei patrimoni culturali più profondi del territorio.Il primo appuntamento è in programma domenica 29 marzo alle ore 19.30 presso la Sala Mostre Nino Calice, con la presentazione del libro “Eredi del Sacro” di Cristian Strazza, un racconto che ripercorre la storia e il significato della secolare Via Crucis rionerese. Durante la serata sarà inoltre inaugurata la mostra fotografica “Sebburche”, visitabile fino a sabato 4 aprile.La settimana proseguirà mercoledì santo, 1° aprile, presso Fontana Grande, con “Un uomo”, la drammatizzazione della Passione di Cristo che, attraverso una rappresentazione intensa e suggestiva, rievoca uno dei momenti più profondi della tradizione locale.Il momento culminante sarà sabato santo, 4 aprile, con la storica Via Crucis con personaggi viventi, che partirà alle ore 10.00 dal Centro Sociale e attraverserà le strade della città fino alla Crocifissione nel Giardino del Centro Sociale alle ore 13.00. Il rito, tra i più sentiti dalla comunità rionerese, è organizzato dalla Confraternita Maria SS. del Monte Carmelo, custode di una tradizione secolare profondamente radicata nella storia e nella devozione della città.“Le vie della croce” rappresenta così un percorso condiviso che unisce cultura, spiritualità e partecipazione, offrendo l’occasione per riscoprire il valore dei riti della Settimana Santa e il loro significato per l’identità della città.L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco Rionero in Vulture con il patrocinio di Comune di Rionero in Vulture, Regione Basilicata, Apt Basilicata, Pro Loco Basilicata, Unpli Basilicata e con la collaborazione della Confraternita Maria SS. del Monte Carmelo.A Rionero in Vulture la Settimana Santa diventa così un cammino collettivo tra storia, fede e tradizione.

La comunità di Corleto Perticara si prepara a rinnovare uno dei riti più sentiti della propria tradizione: la Notte del Falò, in programma il 18 e 19 marzo 2026 in occasione della festa di San Giuseppe. Il Falò di San Giuseppe è stato recentemente riconosciuto come bene immateriale della comunità nell’ambito delle azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale promosse dalla Regione Basilicata.L’evento nasce con l’obiettivo di custodire e trasmettere alle nuove generazioni una tradizione antica che unisce rito, memoria collettiva e identità territoriale. Il programma dell’edizione 2026 si articola in due giornate pensate per coinvolgere studenti, associazioni e cittadini, alternando momenti di approfondimento culturale e partecipazione comunitaria.Le attività prenderanno il via il 18 marzo con un incontro divulgativo rivolto agli studenti. Alle ore 10.00, presso la biblioteca dell’Istituto Tecnico Tecnologico di Corleto Perticara, si terrà l’incontro “Il fuoco tra storia e rito”, organizzato dall’associazione culturale La Fenice. Interverranno l’archeologa Federica Fasano e la demoetnoantropologa Anna Teresa Lapenta, che guideranno gli studenti in una riflessione sul valore simbolico del fuoco nelle civiltà antiche e sul significato dei riti legati al passaggio dall’inverno alla primavera.Nel pomeriggio, alle ore 17.00 presso la sede Endas, si terrà “Versi per la festa del Papà”, con letture e poesie declamate dai bambini della comunità. L’iniziativa sarà seguita in diretta da Radio Rigel Basilicata, offrendo uno spazio di espressione alle giovani generazioni e valorizzando la dimensione orale delle tradizioni locali.Il 19 marzo sarà dedicato al momento più identitario della festa. In mattinata, in Piazza Plebiscito, si procederà alla preparazione e all’innalzamento della tradizionale pira con il contributo dei volontari della comunità. Nel pomeriggio, alle ore 17.00 in Piazzetta del Risorgimento, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Il Legno e il Cuore”, diretto da Giuseppe Gravallotti e curato dall’associazione Istinto Lucano, seguito da laboratori e una merenda condivisa realizzata con la collaborazione delle associazioni del territorio.Alle ore 18.30 si terrà la Santa Messa nella chiesa di Sant’Antonio. Il momento più atteso arriverà alle ore 19.30 con la benedizione e l’accensione del Falò di San Giuseppe in Piazza Plebiscito, accompagnata dall’iniziativa #Accendilatradizione. La serata proseguirà con intrattenimento musicale a cura della band “Zingari Felici”, e con l’apertura degli stand gastronomici della Pro Loco, con degustazioni di prodotti tipici e delle tradizionali zeppole.Il Falò di San Giuseppe è un rito collettivo che ogni anno riunisce la comunità attorno al fuoco, rinnovando un legame profondo con memoria, tradizione e identità del territorio. L’evento è organizzato dalla Pro Loco Corletana APS insieme a UNPLI Basilicata, con il patrocinio della Regione Basilicata e del Comune di Corleto Perticara, e si realizza grazie alla collaborazione di diverse realtà associative e culturali locali, tra cui l’associazione culturale La Fenice, l’associazione Istinto Lucano, l’associazione Amici per la Coda, Kerigma Società Cooperativa, Endas Basilicata e Radio Rigel Basilicata, che contribuiscono alla realizzazione delle attività e alla valorizzazione di una tradizione profondamente radicata nella storia della comunità.

Ci sono artisti che lasciano un segno. E poi ci sono musicisti che diventano parte della storia di un luogo. Sabato 7 marzo, alle ore 21, il Rosetta Jazz Club di Matera riabbraccia uno di questi protagonisti: il grande sassofonista newyorkese Jerry Weldon, ospite speciale di una serata che celebra un ritorno carico di significato.Proprio Weldon, infatti, fu il musicista che inaugurò l’avventura del Rosetta Jazz Club con il primo concerto mai organizzato. A distanza di anni, il suo ritorno rappresenta molto più di un evento musicale: è un cerchio che si chiude e, allo stesso tempo, una nuova pagina che si apre nel segno del grande jazz internazionale.La storia musicale di Jerry Weldon inizia quasi come una rivelazione: quando aveva quattordici anni suo padre lo portò ad ascoltare Stan Getz al Village Vanguard di New York. Da quel momento capì che la sua vita sarebbe stata nella musica. Nato nella “grande Mela”, Weldon diventa presto una presenza stabile della scena jazz della città. Nel 1981 entra nella leggendaria orchestra di Lionel Hampton, esperienza che segna l’inizio di una lunga carriera internazionale. Nel corso di oltre 45 anni di attività si è affermato come uno dei più autorevoli interpreti del sax tenore contemporaneo. Nel suo percorso artistico ha collaborato con giganti del jazz e della musica internazionale come Jack McDuff, Jimmy McGriff, Joey DeFrancesco, George Benson, Roy Haynes, Jimmy Cobb e Harry Connick Jr., con il quale è stato membro fondatore e solista della sua big band. Jerry Weldon ha calcato i palchi di Stati Uniti, Europa, Asia e Australia, arrivando fino a Broadway e alla televisione nazionale americana. Quando non è in tournée, si esibisce stabilmente allo storico Showman’s Jazz Club di Harlem ed è presenza costante anche al celebre Birdland di Midtown Manhattan.Il suo suono è inconfondibile: caldo, potente, avvolgente. Capace di ruggire come un temporale o accarezzare come una brezza estiva. Con otto album da leader e un’energia live che va vissuta dal vivo, Jerry Weldon trascina il pubblico in un viaggio sonoro intenso e condiviso.In questa tappa materana sarà accompagnato da Giuseppe Venezia al contrabbasso e da Elio Coppola alla batteria.«Riportare Jerry Weldon sul palco del Rosetta Jazz Club è qualcosa di profondamente simbolico – sottolinea Giuseppe Venezia, presidente del Rosetta Jazz Club –. Con lui è iniziata la storia del nostro club. Personalmente negli anni abbiamo avuto anche il privilegio di condividere diversi concerti insieme, sia in Italia sia negli Stati Uniti, anche a New York. Jerry è uno dei grandi protagonisti del sax tenore contemporaneo: un musicista storico della scena jazz americana, con un suono straordinario e un’energia sul palco davvero travolgente».L’evento, patrocinato dal Comune di Matera, si terrà al Rosetta Jazz Club, nel recinto Marconi presso il Commerciale Le Botteghe della Città dei Sassi. Il biglietto di ingresso è di €15. Prenotazione consigliata al 350 166 0573.


In Basilicata il Servizio Civile Universale continua a rappresentare una concreta opportunità di crescita per i giovani e di sviluppo per i territori. Anche per il prossimo bando saranno 65 i volontari assegnati alle circa 50 Pro Loco accreditate nella regione attraverso Unpli Basilicata, un numero significativo che testimonia la forte presenza e il radicamento dell’associazione sul territorio.I volontari impegnati nei progetti Unpli collaborano alle attività culturali e turistiche promosse dalle Pro Loco, contribuendo alla valorizzazione delle tradizioni locali e del patrimonio immateriale. Tra le attività previste rientrano anche la gestione di archivi e documentazione legata al territorio, l’organizzazione di eventi, la comunicazione e la gestione dei social media, oltre all’informazione turistica e al supporto ai visitatori. Non mancano inoltre iniziative educative realizzate in collaborazione con le scuole.Si tratta di attività che si inseriscono pienamente nelle finalità del Servizio Civile Universale e che puntano a rafforzare la promozione territoriale e la valorizzazione del patrimonio culturale locale. Il numero delle Pro Loco coinvolte rappresenta inoltre un elemento particolarmente rilevante rispetto ad altri enti regionali e ad altre realtà Unpli a livello nazionale.“In Basilicata il Servizio Civile ha un impatto reale: i volontari lavorano nella valorizzazione culturale, nella promozione turistica, nell’inclusione sociale, nella tutela ambientale, nella protezione civile e nel supporto alle comunità interne e periferiche”, spiega Rosa Fortunato, responsabile regionale del Servizio Civile Universale Unpli Basilicata.Un’esperienza che rappresenta non solo un servizio alla comunità ma anche un importante percorso di crescita per i giovani coinvolti.“Dico sempre ai ragazzi: non pensate al Servizio Civile come a una parentesi, ma come a un trampolino. È un anno che lascia un segno, in voi e nella comunità. Chi lo vive davvero, non torna mai indietro uguale”, conclude Fortunato.

L’A.N.DE.S. – Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza – promuove una ricerca scientifica su scala nazionale per fotografare, con rigore metodologico, il lavoro degli steward e il rapporto con i tifosi negli stadi italiani. L’iniziativa, promossa da A.N.D.E.S. e realizzata dall’Università degli Studi della Tuscia, in particolare dal professor Nicola Ferrigni, nasce con l'obiettivo di costruire il primo database nazionale rappresentativo sulle dinamiche relazionali e sulla percezione della sicurezza all’interno degli impianti sportivi professionistici. A quasi vent’anni dall’introduzione della normativa sullo stewarding, Andes ritiene necessario analizzare in modo sistematico un ruolo che oggi è elemento strutturale dell’organizzazione degli eventi sportivi e parte integrante della stadium experience. La ricerca, che ricalca quella già effetuata sugli steward nel periodo pre-Covid, intende generare un patrimonio informativo avanzato a disposizione delle istituzioni calcistiche, delle Leghe e delle società sportive. L’analisi si concentra sul binomio steward–tifoseria, valutando la qualità delle relazioni, la percezione del clima di sicurezza e l’impatto della figura dello steward sull’esperienza complessiva allo stadio. L’obiettivo è coinvolgere almeno un migliaio di steward e un migliaio di tifosi su tutto il territorio nazionale, includendo sia realtà di provincia sia grandi club del calcio italiano. Il progetto si articola su due questionari distinti, anonimi e auto-compilabili. Il questionario rivolto agli steward, aperto fino al 16 marzo, analizza la percezione del ruolo professionale, le competenze richieste, il livello di formazione, la valorizzazione, le modalità di interazione con tifosi e Forze dell’Ordine. L’indagine approfondisce inoltre temi attuali come sostenibilità, distanza tra luogo di residenza e impiego, parità di genere e contributo ai processi di prevenzione e mediazione relazionale. La compilazione richiede circa 7-8 minuti.Il questionario destinato ai tifosi, che partirà in una seconda fase, rileva la percezione della figura dello steward, il suo impatto sulla qualità del servizio, sul senso di appartenenza e sulla percezione della sicurezza all’interno dell’impianto sportivo. Anche in questo caso la compilazione richiede pochi minuti.I dati raccolti saranno completamente anonimi e verranno analizzati esclusivamente da un team di ricercatori universitari coordinato dall’Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento DIKE. I risultati saranno resi pubblici e messi a disposizione delle istituzioni sportive per supportare scelte strategiche e progettualità future. ANDES ha già ottenuto la collaborazione delle Leghe, delle società professionistiche, dei Delegati alla Gestione dell’Evento (DGE), degli SLO e delle associazioni dei tifosi per garantire la massima diffusione dell’iniziativa.In questa fase e fino al 16 marzo è aperta la partecipazione degli steward, che possono compilare il questionario cliccando sul seguente indirizzo: https://forms.gle/8cmUJxRVz4Wq1jpU6.

Un pianoforte che canta l’anima romantica d’Europa e un’orchestra che ne amplifica il respiro sinfonico: a Matera va in scena un viaggio musicale tra l’intimismo poetico di Fryderyk Chopin e la tensione visionaria di Richard Wagner.Mercoledì 4 marzo, alle ore 21.00, l’Auditorium Gervasio ospita “Chopin concert”, nuovo appuntamento che rientra nella Stagione Eventi Musicali 2025/2026, promossa dall’Associazione Musicale Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia. Sul palco il pianista Giuseppe Greco, con l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta dal Maestro Maurizio Lomartire.Il programma intreccia tre pagine di forte identità espressiva: il “Piano Concerto n. 2” di Chopin, il “Preludio e morte di Isotta” di Wagner e “Un pasticcio all’italiana” dello stesso Lomartire.Il concerto chopiniano mette al centro il pianoforte con la sua scrittura elegante e virtuosistica, sospesa tra lirismo e slancio romantico. Il celebre “Preludio e morte di Isotta”, tratto da Tristano e Isotta, rappresenta uno snodo decisivo nella storia della musica per la sua tensione armonica e la forza drammatica. In posizione centrale, “Un pasticcio all’italiana” si configura come un omaggio alla tradizione sinfonica, con richiami allo stile mendelssohniano riletti in chiave personale.«Programma di grande interesse – spiega il Maestro Lomartire – che accosta due capolavori del repertorio sinfonico, uno dedicato al virtuosismo pianistico, l’altro considerato uno spartiacque nella composizione musicale. Tra queste due pietre miliari, un mio omaggio allo stile di Mendelssohn, elaborato sui temi della sinfonia italiana».Giuseppe Greco, Premio Venezia al Teatro La Fenice e primo premio assoluto al Concorso “Arcangelo Speranza” di Taranto, svolge intensa attività solistica e cameristica. Da segnalare la collaborazione con Bruno Canino.Maurizio Lomartire, direttore d’orchestra e compositore, ha affiancato alla formazione musicologica un’intensa attività internazionale che lo ha portato a dirigere, tra le altre, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, la “Klassica” di San Pietroburgo e l’Orchestra dello Stato del Messico. Ha collaborato con artisti quali Pierre Amoyal e Dario Marianelli (Premio Oscar 2007), ed ha curato anche prime esecuzioni assolute.Un concerto che attraversa il cuore del Romanticismo europeo, mettendo in dialogo virtuosismo, ricerca timbrica e tensione drammatica in un’unica, intensa serata.
La Stagione Concertistica 2025–2026 è realizzata dall’Associazione Musicale “Luis Bacalov” in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia, con il sussidio istituzionale del Comune di Matera, del Ministero della Cultura e della Regione Basilicata, e con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Puglia e Basilicata ETS. Fondamentale anche il contributo delle attività economiche e commerciali del territorio: De Angelis Bus, Grieco Abbigliamento, Heidelberg Materials, Bottega Optica, Il Falco Grillaio, IP Fratelli Gaudiano, Farmacia D’Aria.

Dalla poesia al fantasy, dalla musica d'autore alla performance con J-Ax, ASI Cultura a Casa Sanremo è sintesi tra linguaggi, territori e generazioni diverseASI Cultura porta a Casa Sanremo un catalogo ricco e multidimensionale, confermando una presenza ormai strutturata all'interno dell'hub culturale che accompagna il Festival. Un presidio che non si limita alla partecipazione, ma certifica un lavoro annuale di rete e di sostegno alle associazioni, volto alla diffusione della cultura come strumento di crescita sociale. "Tutto il mondo che si riconosce in ASI è qui", dichiara il presidente nazionale Claudio Barbaro. "Uno spaccato di iniziative, all'interno di una sede prestigiosa che ha ottenuto notevole riscontro", ha poi aggiunto il sottosegretario. Una presenza che racconta un metodo. "È il quinto anno di ASI Cultura a Casa Sanremo – sottolinea Michele Cioffi, responsabile nazionale area Cultura – Abbiamo portato tante associazioni che durante l'anno lavorano con noi ogni giorno e che qui hanno trovato una sintesi perfetta. Anche a Sanremo ASI Cultura porta il messaggio del fare rete, fare territorio, fare inclusione, e lo portiamo qui con onore e passione".Nel salotto letterario di Casa Sanremo Writers si sono alternati autori e progetti editoriali diversi per linguaggio e visione. Tra questi, la presentazione di Samurai e Ryū – L'uomo e il drago di Elisabetta Pamela Petrolati (Rp Libri), un percorso poetico ispirato all'antico Giappone e ai valori del bushidō. Poesie, haiku e tanka hanno costruito un dialogo tra mito e introspezione, trasformando il palcoscenico in uno spazio di ascolto e riflessione, dove la cultura ha trovato posto anche nel contesto più mediatico del Paese. Tina Montinaro, autrice di Non ci avete fatto niente, ha diffuso la sua testimonianza legata alla memoria della strage di Capaci, in cui perse la vita il marito Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone. Oggi impegnata in un lavoro costante di educazione alla legalità nelle scuole e nei territori, Montinaro ha portato una voce che unisce dolore personale e responsabilità civile. Ampio spazio anche alla narrazione artistica e popolare. Affollata la presentazione del volume di Enio Drovandi Ti vogliamo bene Francesco Nuti, adattamento a fumetto – realizzato da Osvaldo Salerni – del film omonimo, che ripercorre in immagini la vita e il fascino "malinconico e irripetibile" del celebre regista. Un omaggio che ha intrecciato cinema, memoria e racconto visivo.Dalle Marche è arrivata Claudia Casadei con il romanzo fantasy sci-fi Maik, iridi di fuoco, nato tra le suggestioni delle Grotte di Frasassi e presentato anche nello spazio dell'hub dedicato al territorio marchigiano. Un progetto che intreccia radici locali e immaginario internazionale, rivolgendosi a un pubblico ampio. "Da 0 a 90 anni", ha sottolineato l'autrice. La multidimensionalità della proposta culturale si è espressa anche attraverso la musica e la performance. Il progetto Wild Angels, chiamato da Sony Music Entertainment, è salito sul palco per l'esibizione di J-Ax, dopo un flash mob mattutino che ha animato corso Garibaldi. "Ci interessa far divertire", ha spiegato la founder Isabella Ghinolfi, portando a Sanremo un'energia che unisce danza e coinvolgimento collettivo.Inoltre, spazio alla musica d'autore con EdicolAcustica di Alberto Guazzi e Marco D'Alò, nata in un'edicola a Grosseto e oggi itinerante nelle piazze italiane con una struttura portatile che restituisce alla musica una dimensione di prossimità e incontro diretto con il pubblico. Nel corso della serata finale è stato infine conferito un premio speciale al responsabile Michele Cioffi per l'impegno nella diffusione e promozione della cultura. Dalla poesia al fantasy, dalla memoria civile al fumetto, dalla musica d'autore alla performance pop, la presenza di ASI Cultura a Casa Sanremo si conferma come uno spazio di sintesi tra linguaggi, territori e generazioni diverse. Un impegno che proseguirà nel corso dell'anno, rafforzando la rete di associazioni e progettualità che trovano nell'hub sanremese un momento di visibilità e confronto, ma che vivono quotidianamente nelle comunità.

Si è insediato lunedì 23 febbraio il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Matera, a seguito delle recenti elezioni per il rinnovo degli organi istituzionali. Alla guida dell’Ordine è stato eletto Presidente Emilio Petrigliano, che sarà affiancato dai Consiglieri: Nicola Stigliano, Francesca Montemurro, nominata Tesoriere, Domenico Vizziello, nominato vice Presidente, Angelo Raffaele Rubino, nominato Segretario, Maria Giannace, Carmelita D’Antona, Rocchelia Scarcella e Teresa Carretta. Il nuovo Consiglio si insedia con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Ordine quale presidio di competenza, etica e responsabilità professionale, promuovendo iniziative a supporto degli iscritti e favorendo il dialogo con le istituzioni, il tessuto imprenditoriale e la comunità locale, in piena sintonia con gli obiettivi posti dal Consiglio Nazionale di categoria. Nel corso della seduta di insediamento, il Presidente ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta e ha sottolineato l’importanza di un lavoro collegiale, improntato alla trasparenza, alla valorizzazione delle competenze e alla formazione continua, elementi centrali per affrontare le sfide che attendono la professione. Il Consiglio neoinsediato si impegna a operare con spirito di collaborazione e responsabilità, nel rispetto dei principi deontologici e nell’interesse del territorio e della categoria, in piena sintonia con gli obiettivi posti dal Consiglio Nazionale.

Il 27 febbraio al Teatro Guerrieri concerto di beneficenza "La nota giusta" per l'Associazione impegnata nel supporto e nell’accompagnamento di persone autistiche in età adultaSi comunica che venerdì 27 febbraio p.v. alle 20.30 al Teatro Guerrieri in piazza Vittorio Veneto 23 a Matera si svolgerà il concerto di beneficenza La nota giusta a sostegno di Aura Blu, Associazione materana da tempo impegnata nel supporto e nell’accompagnamento di persone autistiche in età adulta.
È prevista l’esibizione della Cello Duni Ensemble (Vincenzo Perrone, direttore; Antonio Ippolito, bandonéon; Tomomi Ogasa, soprano) con la partecipazione di numerosi musicisti ospiti da Bielorussia, Polonia, Iran, Giappone, che hanno arrangiato, scritto ed eseguiranno gratuitamente musiche per ensemble di violoncelli, bandoneon, clarinetto, contrabbasso e voce.
Il biglietto, dal costo di 12 euro, può essere acquistato in prevendita al botteghino del teatro, contattando Aura Blu al 3289026446 o tramite il sito www.webtic.it.

Una straordinaria giornata di festa, partecipazione e identità ha coinvolto l’intera comunità: ieri, 22 febbraio, Piazza Aldo Moro ha ospitato la Seconda Edizione del Carnevale Senisese 2026, confermandosi un appuntamento sempre più sentito e capace di unire tradizione, creatività e spirito di appartenenza.
Protagonista assoluta è stata la sfilata dei carri allegorici, frutto dell’impegno condiviso di associazioni, volontari e realtà locali. Ad aprire il corteo è stato il carro dedicato al simbolo per eccellenza di Senise, il Peperone Crusco. Nato da oltre un mese di laboratorio creativo presso l’azienda Nautilus, con la collaborazione dei ragazzi di Calì Events e il contributo di Davide Zaffiro, il carro ha celebrato l’oro rosso del territorio trasformandolo nel “re” della giornata. Una scenografia imponente, colori vivaci e figuranti in tema hanno reso omaggio alla tradizione agricola locale in chiave originale e spettacolare.
A seguire, l’Associazione Sacro Cuore ha presentato “Grappoli di Felicità”, un carro ricco di colori, musica e sorrisi, simbolo della gioia dello stare insieme. I richiami alla convivialità e alla condivisione hanno rappresentato il valore più autentico del Carnevale: fare comunità attraverso la festa.
Grande energia anche con “I Beatles Lucani – Live Rock AM Band”, proposto dall’Associazione Senise Unita. Un carro dinamico e coinvolgente che ha portato musica dal vivo, ritmo e spettacolo lungo tutto il percorso, facendo cantare e ballare il pubblico e unendo generazioni diverse nel segno del rock e del divertimento.
Particolarmente significativo il carro ispirato a “Inside Out”, dedicato alle emozioni dei migranti accolti nei centri SAI della Basilicata, gestiti dalla Cooperativa Medihospes. Attraverso una rappresentazione simbolica delle emozioni – tra paure, speranze e sogni – il carro ha lanciato un messaggio forte di accoglienza, inclusione e umanità, ricordando il valore della solidarietà.
Non poteva mancare la fantasia con il carro “Shrek”, firmato Calì Events e Nautilus. Tra un orco verde, un’asina parlante, una principessa e un perfido antagonista, la fiaba ha preso vita in piazza tra ironia e scenografie curate nei dettagli. Un racconto che ha divertito grandi e piccoli, ribadendo che l’amore e l’amicizia vincono su ogni pregiudizio.
A chiudere la sfilata, l’Associazione MG Dance Academy con i bambini dei corsi di predanza ha portato in piazza uno spettacolo di tamburi e majorette. Un’esibizione piena di ritmo, entusiasmo ed energia, che ha mostrato l’impegno e la passione delle nuove generazioni, simbolo di un Carnevale che guarda al futuro.
La giornata è stata arricchita da animazione, mascotte e baby dance dedicate ai più piccoli, ma anche da un’importante proposta gastronomica. Per l’occasione sono state offerte gratuitamente le tradizionali chiculicchie, rivisitate con l’aggiunta del Peperone Crusco nell’impasto, un omaggio creativo al prodotto simbolo del territorio. Insieme alle degustazioni di vino rosso locale, zucchero filato e marshmallow al cioccolato, offerto dal Rotaract Club Senise – Sinnia, il Carnevale ha unito festa e sapori tipici.
Nel pomeriggio il corteo ha attraversato le principali vie cittadine, riportando la festa in piazza per il gran finale serale. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Eleonora Castronuovo, che ha sottolineato il valore del lavoro condiviso tra associazioni, volontari e amministrazione comunale, la serata si è conclusa con il coinvolgente concerto degli Amarimai, che hanno animato il pubblico con musica ed energia.
Il Carnevale Senisese, con il simbolo del peperone IGP, si conferma un progetto collettivo, patrocinato dal Comune di Senise a valere sui fondi del Programma Speciale Senisese – misura di sostegno all'identità culturale – capace di valorizzare le eccellenze locali e rafforzare il senso di comunità, trasformando una tradizione in un patrimonio condiviso e partecipato.

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