Tramutola si prepara a celebrare la castagna, uno dei prodotti simbolo del territorio e della tradizione autunnale lucana, con la XV edizione della Sagra della Castagna. Un appuntamento che rinnova il legame della comunità con le proprie radici, valorizzando le tradizioni locali, le eccellenze gastronomiche e il patrimonio culturale del paese.Lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 18.30, presso la Sala consiliare del Comune di Tramutola, si terrà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, un momento di confronto e condivisione per illustrare il significato dell'iniziativa e il ruolo che la sagra continua a svolgere nella promozione del territorio.All'incontro interverranno Luigi Marotta, sindaco di Tramutola, e Vincenzo Lo Sasso, presidente della Pro Loco Tramutola. Saranno inoltre presenti i rappresentanti delle associazioni tramutolesi, tra cui Anteas Tramutola, Auser Tramutola, PARE, Forum Giovanile Tramutolese e Circolo Culturale Vincenzo Ferroni, a testimonianza dell'importanza della collaborazione tra istituzioni, associazionismo e cittadini nella costruzione di iniziative capaci di rafforzare l'identità della comunità.A moderare l'incontro sarà Anna Tammariello, giornalista di Cronache Lucane.La Sagra della Castagna rappresenta un'occasione per riscoprire e promuovere le tradizioni del territorio, sostenere la partecipazione della comunità e valorizzare le risorse locali attraverso un prodotto che racconta la storia, i sapori e la cultura del territorio.L'iniziativa si inserisce in un percorso di promozione delle eccellenze locali e di valorizzazione del patrimonio identitario di Tramutola, con l'obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e visitatori in un'esperienza di condivisione e riscoperta delle tradizioni.L'evento è organizzato dalla Pro Loco Tramutola e dal Comune di Tramutola, con il sostegno del POC Basilicata, della Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata, dell'APT Basilicata, del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, dell'UNPLI e del MASAF.La cittadinanza è invitata a partecipare alla conferenza stampa.
Un viaggio tra le melodie senza tempo della tradizione napoletana, in un’atmosfera intima e conviviale, per inaugurare una nuova stagione di incontri dedicati alla musica e alla cultura. Domenica 18 ottobre, alle 17.30, all’Eurostars Matera La Suite, prende il via “Un tè alla suite – Armonie & Aromi del Mediterraneo”, la rassegna concertistica promossa da Basilicata Circuito Musicale, in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia, con il concerto “Salotto storico partenopeo”, affidato al Mefitis Quartet.Ad accompagnare il pubblico in questo primo appuntamento saranno Valeria Veltro e Tiziana Lobosco alle voci, Gaetano Agoglia alla chitarra e Vita Cisullo al violino. Il programma attraverserà alcune delle pagine più rappresentative del repertorio musicale partenopeo, con composizioni di Tosti, Di Capua, Turco, Bizet e Cottrau, restituendo le suggestioni di una tradizione capace di attraversare generazioni e confini.Tra melodie popolari, richiami alla storia musicale di Napoli e atmosfere evocative, il concerto offrirà un percorso nel patrimonio artistico e culturale del Mezzogiorno, valorizzando quella capacità della musica di custodire storie, emozioni e memorie collettive.L’appuntamento inaugura un ciclo di sette concerti, in programma fino al 20 dicembre, che accompagneranno il pubblico in un itinerario musicale attraverso le diverse culture del Mediterraneo. Dalla canzone napoletana alle sonorità jazz, dalle tradizioni sefardite e arabe fino al gospel, la rassegna propone un dialogo tra generi e linguaggi differenti, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla musica attraverso una formula originale.A caratterizzare “Un tè alla suite” è infatti la scelta di un contesto raccolto, lontano dalla tradizionale dimensione della sala da concerto. L’ascolto musicale si accompagna alla convivialità dell’ora del tè, trasformando ogni appuntamento in un’occasione di incontro e condivisione tra artisti e pubblico.L’iniziativa vede il coinvolgimento istituzionale del Ministero della Cultura, della Regione Basilicata e del Comune di Matera contribuendo ad arricchire l’offerta musicale della città nell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. I biglietti hanno un costo di 10 euro, con ingresso ridotto a 5 euro per bambini e studenti, e sono disponibili online su Vivaticket.Un viaggio tra le melodie senza tempo della tradizione napoletana, in un’atmosfera intima e conviviale, per inaugurare una nuova stagione di incontri dedicati alla musica e alla cultura. Domenica 18 ottobre, alle 17.30, all’Eurostars Matera La Suite, prende il via “Un tè alla suite – Armonie & Aromi del Mediterraneo”, la rassegna concertistica promossa da Basilicata Circuito Musicale, in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia, con il concerto “Salotto storico partenopeo”, affidato al Mefitis Quartet.Ad accompagnare il pubblico in questo primo appuntamento saranno Valeria Veltro e Tiziana Lobosco alle voci, Gaetano Agoglia alla chitarra e Vita Cisullo al violino. Il programma attraverserà alcune delle pagine più rappresentative del repertorio musicale partenopeo, con composizioni di Tosti, Di Capua, Turco, Bizet e Cottrau, restituendo le suggestioni di una tradizione capace di attraversare generazioni e confini.Tra melodie popolari, richiami alla storia musicale di Napoli e atmosfere evocative, il concerto offrirà un percorso nel patrimonio artistico e culturale del Mezzogiorno, valorizzando quella capacità della musica di custodire storie, emozioni e memorie collettive.L’appuntamento inaugura un ciclo di sette concerti, in programma fino al 20 dicembre, che accompagneranno il pubblico in un itinerario musicale attraverso le diverse culture del Mediterraneo. Dalla canzone napoletana alle sonorità jazz, dalle tradizioni sefardite e arabe fino al gospel, la rassegna propone un dialogo tra generi e linguaggi differenti, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla musica attraverso una formula originale.A caratterizzare “Un tè alla suite” è infatti la scelta di un contesto raccolto, lontano dalla tradizionale dimensione della sala da concerto. L’ascolto musicale si accompagna alla convivialità dell’ora del tè, trasformando ogni appuntamento in un’occasione di incontro e condivisione tra artisti e pubblico.L’iniziativa vede il coinvolgimento istituzionale del Ministero della Cultura, della Regione Basilicata e del Comune di Matera contribuendo ad arricchire l’offerta musicale della città nell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. I biglietti hanno un costo di 10 euro, con ingresso ridotto a 5 euro per bambini e studenti, e sono disponibili online su Vivaticket.
Si terrà a Potenza la quarta tappa di “Traiettorie urbane e territoriali”, le giornate di approfondimento che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri dedica alla rigenerazione urbana. L’iniziativa parte dalle attività promosse dal Gruppo di Lavoro sulla Rigenerazione urbana (costituito da Presidenti e Consiglieri degli Ordini territoriali, esperti della tematica e da componenti del CeNSU), coordinato dalla Consigliera Nazionale delegata Irene Sassetti. L’appuntamento è per giovedì 15 ottobre, dalle ore 10, presso l’aula Leonardo del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata. “La città contemporanea si trova al centro di una tensione che attraversa ogni scala della pianificazione e ogni livello della convivenza civile – evidenzia Irene Sassetti -. Da un lato vi è il patrimonio costruito, sedimentato nei secoli che porta con sé la memoria delle trasformazioni economiche, sociali e culturali; dall’altro la domanda sempre più urgente, di adeguare quegli stessi tessuti alle sfide del presente e del futuro prossimo. Il cambiamento climatico, la trasformazione digitale, l’invecchiamento demografico, le nuove forme di povertà urbana e la crescente polarizzazione sociale esigono risposte che non possono più limitarsi alla sola dimensione edilizia o infrastrutturale. In questo scenario, la rigenerazione urbana diventa necessaria a governare le trasformazioni. A differenza dei concetti di recupero, riqualificazione o ristrutturazione urbanistica, che tendono a concentrarsi su aspetti settoriali, la rigenerazione ambisce a una visione integrata in grado di unire la qualità dello spazio costruito, il benessere dei cittadini la sostenibilità ambientale, la coesione sociale e vitalità economica. In questi processi le competenze degli Ingegneri sono quanto mai necessarie”. Il format prevede tre tavole rotonde: una prima politica istituzionale per un confronto con le istituzioni, università, professionisti ed aziende. Le altre due sono incentrate su focus tecnici di approfondimento. A Potenza è stato scelto di approfondire i temi della rigenerazione nelle aree interne e i progetti di rigenerazione urbana a base culturale.Il convegno - organizzato dal CNI assieme all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza (presieduto da Michele Lapenna), all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera (presieduto da Teresa Bengiovanni), con la collaborazione della Fondazione CNI - apre la conferenza annuale Urb Ing 2026 (occasione di condivisione e confronto sulle attività di ricerca in ambito urbanistico sviluppate dalle scuole e dai dipartimenti di ingegneria di numerose università italiane) il cui coordinatore è Beniamino Murgante. L’evento del CNI è patrocinato dal CeNSU e dall’Università degli studi della Basilicata."Questo Consiglio Nazionale ha sempre considerato la rigenerazione urbana un mezzo per realizzare il consolidamento del tessuto sociale delle nostre città, attraverso la promozione dell'integrazione, della coesione e del rafforzamento delle comunità locali – sostiene Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI. Per realizzare tutto questo, però, è necessario disporre di strumenti normativi adeguati. Il CNI sollecita il legislatore a promuovere, attraverso le nuove norme, una pianificazione urbana non solo focalizzata sulla trasformazione fisica degli spazi, ma su un processo integrato che metta al centro dell’azione pianificatoria la qualità della vita, la limitazione del consumo di suolo, il recupero del costruito, la valorizzazione di tutti gli spazi urbani intorno ai quali si può creare un senso comunitario di appartenenza, la realizzazione di interventi attraverso cui gli spazi siano resilienti ai cambiamenti climatici”.I saluti istituzionali, moderati da Federica Diddoro (CNI), vedranno la partecipazione, tra gli altri, del Vicepresidente del CNI Elio Masciovecchio e del Vicepresidente della Regione Basilicata Pasquale Pepe. I lavori saranno introdotti da Giuseppe D’Onofrio (Componente GdL Rigenerazione Urbana del CNI e Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Potenza). Irene Sassetti (Consigliera Tesoriere del CNI con delega all’urbanistica) illustrerà le proposte del Consiglio Nazionale in tema di rigenerazione urbana.Il panel politico-istituzionale sarà moderato da Biagio Bisignani (Componente del GdL Rigenerazione Urbana del CNI e Direttore all’urbanistica del comune di Catania) e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Beniamino Murgante (Coordinatore di UrbIng), Paolo La Greca (Presidente CeNSU), Giuseppe Sicolo (Assessore all’Urbanistica Comune di Matera e Presidente Dip. Scuola di formazione Fondazione CNI), Canio Santarsiero (Direttore Generale dell’Ambiente, energia e tutela del territorio Regione Basilicata) e Rosalia Smaldone (Dirigente Ufficio parchi, biodiversità, pianificazione e paesaggio).Il primo panel tecnico sarà dedicato alla rigenerazione delle aree interne e sarà moderato da Stefano Di Napoli (Componente del GdL Rigenerazione Urbana del CNI e Vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Pesaro). Vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Roberto Pella (Vicepresidente Vicario ANCI con delega Aree Interne), Marco Bussone (Presidente UNCEM), Massimo Giuntoli (Consigliere CNEL e proponente del disegno di legge sulla rigenerazione urbana nelle aree interne) e Francesco Monaco (Fondazione IFEL-ANCI).Il secondo panel tecnico affronterà il rapporto tra cultura e rigenerazione urbana, con particolare riferimento all’identità dei territori. Moderato da Alessandro Bucci (Componente del GdL Rigenerazione Urbana del CNI) sarà animato, tra gli altri, da Ledo Prato (Segretario Generale di Mecenate 90), Michela Tiboni (Professore Ordinario in Tecnica e Pianificazione Urbanistica all’Università degli Studi di Brescia e Assessora del Comune di Brescia), Carmelo Colelli (Direttore del Museo Archeologico Nazionale della Siritide) e Antonella Cascella (Già Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di BAT). Le tavole rotonde saranno arricchite dai contributi dei docenti universitari che interverranno nel corso della giornata.
Un viaggio dalla California alla Basilicata per ritrovare la casa di famiglia e il registro di nascita del bisnonno emigrato negli Stati Uniti oltre un secolo fa. Nel giorno del Columbus Day, la ricorrenza americana che richiama anche la storia dei rapporti tra Italia e Stati Uniti, Grottole racconta una storia di emigrazione e riscoperta delle proprie origini, annunciando la volontà dell’Amministrazione comunale di sostenere e valorizzare il turismo delle radici.Nei giorni scorsi il Comune ha accolto Nicole Acain, cittadina statunitense proveniente da Chico, in California, accompagnata dalle figlie Eloisa e Lucianna. Il suo bisnonno, Pietro D’Alessandro, era nato a Grottole nel 1877 ed era emigrato negli Stati Uniti agli inizi del Novecento. Dopo oltre cento anni, Nicole è stata la prima della famiglia a tornare nel paese d’origine dell’antenato, per conoscere i luoghi della propria storia familiare.Durante la visita, Nicole e le figlie hanno potuto ritrovare la casa nella quale viveva la famiglia D’Alessandro e consultare, presso l’ufficio anagrafe comunale, il registro di nascita di Pietro. Un momento che ha permesso di ricostruire un legame conservato attraverso le generazioni e di dare un luogo concreto ai racconti e alle memorie familiari.A riceverle nella sede municipale è stato il sindaco Filippo Carretta, che ha consegnato loro una pergamena commemorativa della prima visita a Grottole, ringraziandole per aver scelto di riscoprire il paese d’origine della famiglia. «La visita di Nicole e delle sue figlie ci ricorda quanto siano ancora profondi i legami tra Grottole e i discendenti dei nostri concittadini emigrati all’estero – dichiara il sindaco Filippo Carretta –. Dopo oltre un secolo, una famiglia è tornata per conoscere i luoghi da cui era partito il proprio antenato. Come Amministrazione vogliamo accogliere e accompagnare queste persone nella riscoperta delle loro origini, offrendo il nostro supporto nella ricerca delle testimonianze familiari e nella conoscenza del territorio. Crediamo nel turismo delle radici perché può generare nuove relazioni, scambi culturali e opportunità per la comunità, mantenendo vivo il rapporto con i grottolesi e i loro discendenti che vivono nel mondo».L’Amministrazione comunale intende infatti promuovere un percorso di accoglienza rivolto ai figli, nipoti e pronipoti dei grottolesi emigrati, a partire dalle seconde generazioni, che desiderano visitare il paese dei propri antenati. L’obiettivo è facilitare il contatto con il territorio, accompagnare per quanto possibile la ricerca delle origini familiari e trasformare il viaggio in un’occasione di conoscenza e incontro.Chi intende programmare una visita potrà contattare preventivamente il Comune scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L’Amministrazione cercherà di offrire supporto nell’organizzazione dell’esperienza e consegnerà una pergamena a ricordo del ritorno nel paese d’origine della famiglia.La storia di Nicole Acain rappresenta così un esempio del percorso che Grottole vuole sviluppare nel tempo, rafforzando il rapporto con le comunità di origine grottolese presenti all’estero e riconoscendo nella memoria dell’emigrazione una risorsa culturale e sociale per il futuro del paese.
Quindici appuntamenti, da ottobre ad aprile, con alcuni dei protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale e un programma che spazia dalla musica sinfonica all’opera, dalla canzone d’autore al gospel, fino alla danza. È stata presentata questa mattina, nella Sala Mandela del Comune di Matera, la stagione concertistica “Eventi Musicali 2026–2027”, promossa dall’Associazione Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia.Da Serena Autieri a Karima, da Giovanni Caccamo a Mario Incudine, fino ai Calibro 35 e ad Alberto Fortis: il cartellone riunisce interpreti di generi differenti, affiancati da solisti e direttori d’orchestra di prestigio, con l’obiettivo di coniugare il grande repertorio classico con le espressioni della musica contemporanea. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno all’Auditorium Gervasio di Matera.Alla conferenza stampa sono intervenuti il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, l’assessora comunale alla Cultura, Simona Orsi e il direttore dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, Piero Romano. All’incontro ha partecipato anche Francesco Montagna di Bottega Ottica, in rappresentanza degli sponsor della stagione.Il viaggio musicale prenderà il via lunedì 26 ottobre, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio di Matera, con “Serena Autieri canta Raffaella”, un tributo sinfonico a Raffaella Carrà che ripercorrerà l’eredità artistica di una delle figure più amate dello spettacolo italiano. La voce e l’interpretazione di Serena Autieri incontreranno le sonorità dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, diretta da Roberto Molinelli, in un omaggio che unisce musica e memoria collettiva. Mercoledì 4 novembre, alle ore 21, sempre all’Auditorium Gervasio, sarà invece Karima, ancora con la direzione di Molinelli, a portare sul palco la propria sensibilità interpretativa, in un dialogo tra vocalità contemporanea e scrittura orchestrale.La stagione riserverà ampio spazio al repertorio sinfonico e ai grandi interpreti della scena concertistica. Sabato 21 novembre, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, con “Yellow River”, la pianista Sophia Liu e l’Orchestra diretta da Gianluca Marcianò proporranno un programma con musiche di Xian Xinghai e Liszt, mettendo a confronto tradizioni e linguaggi musicali differenti. Giovedì 26 novembre, alle ore 21, nella stessa sede, con “Alamar Symphonic Concert”, sarà la violoncellista Ana Carla Maza, sotto la direzione di Jose Miguel Rodilla, a esplorare le possibilità espressive del proprio strumento nell’incontro con la dimensione orchestrale.Il mese di dicembre sarà caratterizzato da due appuntamenti che attraversano mondi musicali distanti, ma accomunati dalla capacità di parlare a generazioni diverse. Mercoledì 2 dicembre, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, “L’alba dentro l’imbrunire” renderà omaggio a Franco Battiato, autore che ha saputo intrecciare ricerca musicale, poesia e riflessione spirituale. A interpretarne il repertorio sarà Giovanni Caccamo, accompagnato dall’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Valter Sivilotti. Mercoledì 16 dicembre, alle ore 21, sempre all’Auditorium Gervasio, con “American Christmas Gospel”, le voci di The Women of God, coro e band, porteranno invece a Matera l’energia e la tradizione della musica gospel, sotto la direzione di Piero Romano.Con il nuovo anno il cartellone si aprirà alle sonorità della tradizione popolare e alle contaminazioni con il linguaggio sinfonico. Mercoledì 13 gennaio, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, “Pizzica che musica!” vedrà protagonista Mario Incudine, voce e chitarra, insieme all’Orchestra diretta da Valter Sivilotti, in un incontro tra radici mediterranee e arrangiamenti orchestrali. Martedì 19 gennaio, alle ore 21, nella stessa sede, sarà la volta dei Calibro 35 con “Scacco al Maestro”, progetto dedicato a Ennio Morricone che porterà sul palco le suggestioni della musica per il cinema, con la direzione di Angelo Nigro.Il dialogo con il grande repertorio classico proseguirà martedì 26 gennaio, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, con “Paganini vs Beethoven”, affidato al violinista Hawijch Elders e alla direzione di Gianluca Marcianò. Un appuntamento che accosta due protagonisti della storia della musica europea, tra virtuosismo strumentale e profondità della scrittura sinfonica. Venerdì 5 febbraio, alle ore 21, sempre all’Auditorium Gervasio, con “Chopin Concert”, sarà invece il pianoforte di Giuseppe Greco, accompagnato dall’Orchestra diretta da Michele Nitti, a riportare al centro della scena il linguaggio romantico e la sua ricchezza espressiva.La contaminazione tra musica e arti performative troverà spazio giovedì 11 febbraio, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, con “Danzando l’opera”, spettacolo del Balletto di Roma su musiche di Georg Friedrich Händel e Umberto Giordano, con coreografia e regia di Chiara Ameglio. Un incontro tra movimento, teatro e tradizione musicale che amplia i confini della proposta concertistica. Giovedì 25 febbraio, alle ore 21, sempre all’Auditorium Gervasio, “Caleidophoné” vedrà invece protagonista Daniela Spalletta alla voce, con l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Angelo Nigro, in un progetto costruito intorno al dialogo tra voce e orchestra.Martedì 23 marzo, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, il cartellone riserverà al pubblico un appuntamento a sorpresa, che sarà annunciato nelle prossime settimane. Venerdì 9 aprile, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, “Tchaikovsky Piano Concerto” riporterà al centro la grande tradizione sinfonica con la pianista Mariangela Vacatello e Piero Romano sul podio, in un programma che comprende musiche di Tchaikovsky e Brahms.La conclusione, venerdì 16 aprile, alle ore 21, all’Auditorium Gervasio, sarà affidata ad Alberto Fortis, protagonista di un concerto con l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Piero Romano. Un finale dedicato alla canzone d’autore italiana, che chiuderà un percorso nel quale la musica sinfonica avrà dialogato con linguaggi, epoche e tradizioni differenti, dalla cultura popolare alle grandi pagine del repertorio classico, fino alle espressioni della contemporaneità.Dichiarazioni«Abbiamo costruito una stagione che mette insieme grandi interpreti, generi musicali differenti e produzioni di qualità, con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza sempre nuova – dichiara il direttore dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, Piero Romano –. Quindici appuntamenti che spaziano dalla musica sinfonica alla canzone d’autore, dall’opera al gospel, senza rinunciare alla sperimentazione e all’incontro tra linguaggi diversi. La presenza di artisti di primo piano, accanto a solisti e direttori d’orchestra di prestigio, conferma la volontà di continuare a investire in una proposta artistica capace di coinvolgere pubblici differenti. Vogliamo che l’Orchestra ICO della Magna Grecia sia sempre più un punto di riferimento per la vita culturale di Matera, valorizzando il rapporto con la città e avvicinando alla musica anche le nuove generazioni».«La musica ha la capacità di raccontare una città e di farla conoscere in modo diverso – sostiene il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti -. La stagione concertistica dell’Orchestra della Magna Grecia è un’occasione per vivere Matera anche attraverso la magia della musica. In un anno in cui siamo Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, vogliamo che la città sia sempre più un luogo in cui le culture si incontrano e si riconoscono».«La nuova stagione dell’Orchestra della Magna Grecia arricchisce la proposta culturale di Matera – aggiunge l’assessora alla Cultura, Simona Orsi - e offre a cittadini e visitatori nuove occasioni per vivere la musica. In questo anno così importante per la città, la cultura e la musica rappresentano strumenti concreti di dialogo e condivisione, capaci di coinvolgere pubblici diversi».La stagione concertistica si avvale del sostegno istituzionale del Comune di Matera, della Regione Basilicata e del Ministero della Cultura. Tra le realtà che affiancano l'iniziativa figurano anche l'UNESCO, Matera Welcome e l'Istituzione Concertistica Orchestrale Magna Grecia.
Un contributo importante arriva inoltre dal mondo imprenditoriale, con il sostegno di Grieco Abbigliamento, De Angelis Bus, Farmacia Dott. D'Aria, Fratelli Gaudiano, Heidelberg Materials, Bottega Ottica e Falco Grillaio.Informazioni e bigliettiI biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket. Per informazioni e abbonamenti è possibile rivolgersi all’Associazione Luis Bacalov, in via De Viti De Marco 13 a Matera, telefonando al numero 0835 1973420, oppure consultare i siti www.associazionebacalov.it e www.orchestramagnagrecia.it.
Imprese, università e comunità a confronto sulle prospettive del mix energetico nei territori, nell’industria e nella ricerca, e sul ruolo della Basilicata nella transizione energetica.Potenza, 6 ottobre 2026 – Le prospettive del nucleare nel sistema energetico nazionale, le fragilità dei territori e le identità delle comunità, le opportunità e i costi per le imprese e le competenze necessarie per accompagnare l’innovazione sono state al centro del convegno “Energie e territori: il nucleare nel nuovo mix energetico italiano”, promosso da FareAmbiente – Movimento Ecologista Europeo in collaborazione con Nuclitalia e Confindustria e ospitato nella Sala Convegni di Confindustria Basilicata. Anche alla luce della recente legge delega, l’incontro ha offerto un’occasione per affrontare le prospettive del cambiamento climatico e del nucleare di nuova generazione con serietà e senza pregiudizi. La formula delle tavole rotonde ha messo in dialogo accademici, imprese e rappresentanti dei territori, favorendo una valutazione serena delle opportunità e delle criticità su basi scientifiche. Un confronto volto a contribuire a una visione condivisa e sostenibile del futuro energetico italiano, fondata sulla fiducia nella scienza e nella capacità delle persone di mettere la conoscenza al servizio del bene comune. Il dibattito ha affrontato il rapporto tra scelte energetiche e territori, con attenzione alla tutela ambientale, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla sostenibilità economica. Il possibile contributo delle tecnologie nucleari è stato esaminato nel quadro degli investimenti nell’efficienza, nelle rinnovabili, nelle reti e negli accumuli. I lavori si sono aperti con i saluti del presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, per il quale “Il nucleare di nuova generazione può assumere un ruolo molto importante nel mix energetico italiano. Oggi, a livello europeo, l’energia nucleare genera oltre il 23% della produzione lorda di energia elettrica, con 100 reattori in esercizio in 18 Paesi europei. La sola Francia ne detiene il 69% del totale. L’Italia è tra gli unici paesi europei a non avere tale tecnologia con un costo energetico sproporzionato rispetto ad altri Paesi come Francia e Spagna. Un grave gap di competitività che va recuperato. Non possiamo perdere un'altra volta questo treno. Per la Basilicata possono aprirsi rilevanti opportunità. Come sistema industriale riteniamo fondamentale affrontare il tema con pragmatismo, rigore scientifico e piena trasparenza, valorizzando competenze, ricerca e capacità produttive dei territori. Il percorso avviato a livello nazionale con il recente Ddl “Nucleare Sostenibile” va accompagnato con decisione, creando le condizioni affinché imprese, università e centri di ricerca possano contribuire allo sviluppo della filiera”. Non è mancata la vicinanza del consigliere regionale Mario Polese che, nel suo messaggio di saluto, ha richiamato la necessità di affrontare il dibattito sul nucleare e sul mix energetico con rigore scientifico, pragmatismo e ascolto dei territori, sottolineando il ruolo della Basilicata nel coniugare sostenibilità, sicurezza dei cittadini e competitività delle imprese. È seguito il saluto di Enzo Ritorti, responsabile regionale di FareAmbiente – Movimento Ecologista Europeo. La prima tavola rotonda, “Il futuro del nucleare per il patrimonio industriale italiano”, moderata da Cristina Florenzano, componente dell’Esecutivo nazionale di FareAmbiente, ha approfondito la maturità delle tecnologie e i tempi necessari per un loro eventuale impiego in Italia; i costi, la sicurezza, la gestione dei rifiuti radioattivi e la dismissione degli impianti; il confronto con efficienza, rinnovabili, reti e accumuli; le opportunità per le imprese e i giovani ricercatori lucani. Nel confronto è stata posta anche la questione di come valutare gli effetti delle scelte energetiche sulla salute, sull’ambiente e sulle attività già presenti nei territori. Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia, ha affrontato il tema della maturità delle tecnologie nucleari e delle condizioni necessarie per un loro eventuale impiego, compresi gli aspetti relativi alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti. Marco Ravazzolo, direttore Politiche per l’ambiente, l’energia e la mobilità di Confindustria nazionale, è intervenuto sulle esigenze del sistema industriale e sui criteri per confrontare il contributo delle diverse soluzioni energetiche, considerando costi complessivi e tempi di realizzazione. Donato Viggiano, consigliere del Direttivo del Cluster Energia Basilicata ETS, ha affrontato il tema delle competenze disponibili in Basilicata e delle possibili collaborazioni tra università e imprese, anche per offrire opportunità ai giovani ricercatori. Rocco Pace, componente del Direttivo del Comitato Piccola Industria di Confindustria Basilicata, è intervenuto sulle condizioni che possono consentire alle piccole imprese lucane di accedere alle nuove filiere, dalla formazione alle qualificazioni e agli investimenti necessari. Agostino Arcasensa, Coordinatore Amministrativo della Arcasensa Agostino sas, ha portato il punto di vista delle imprese del territorio riguardo le certezze necessarie per l'avvio degli investimenti in questa nuova filiera energetica. In particolare ha sottolineato la necessità di una pianificazione energetica di lungo periodo che consenta l'avvio di progetti di sviluppo duraturi, su cui le aziende potranno basare le loro strategie di sviluppo tecnico e formativo. La seconda tavola rotonda, dal titolo "Accademia e competenze nucleari: formazione, R&S, talent pipeline", moderata da Donato Pace, direttore de La Nuova Basilicata, ha affrontato il tema delle competenze necessarie per lo sviluppo del settore. Antonio D'Angola, professore di Fisica dei Reattori Nucleari, ha approfondito gli aspetti della ricerca e i tempi per la ricostruzione della rete di competenze e professionalità in campo nucleare. Nel suo intervento ha riportato lo stato dell'arte nazionale su ricerca e formazione così come emerso dal lavoro della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile istituita dal MASE, evidenziando come anche in Basilicata siano attivi percorsi post-lauream, con i Master universitari in Decarbonizzazione (DETECT) e in Radioprotezione (MARA), che contribuiscono alla formazione di specialisti nel campo del nucleare e più in generale dell'energia. Michele Greco, coordinatore del Master DETECT dell’Università della Basilicata, ha sottolineato la presenza di un’offerta formativa di settore già attiva nell’ateneo e la necessità di affrontare queste tematiche con un linguaggio che non resti appannaggio dei soli tecnici, ma permetta anche ai cittadini di comprendere e partecipare al confronto con consapevolezza. Francesco Della Corte, vicepresidente di FareAmbiente, nel suo intervento ha ribadito la visione del movimento: una visione che integra tutela ambientale, economia, ricerca, salute e cultura, riconoscendo nel progresso uno strumento per proteggere il bene comune. Le conclusioni sono state affidate al professor Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente, il quale ha sottolineato la necessità di aprire un dialogo sereno sul nucleare in tutti i territori, alla luce delle sfide della decarbonizzazione, del cambiamento climatico, della mitigazione dei rischi e della sostenibilità. L’apertura del dibattito alle comunità deve essere multidisciplinare e coinvolgere anche altre categorie professionali, affinché le scelte possano diventare consapevoli e partecipate. L’impegno di Fare Ambiente sarà quello di essere presente sul tema come fautore del dialogo e della tradizione culturale in tema di ambientalismo.
Il futuro occupazionale di oltre 80 lavoratori, tra personale fisso e stagionale, del Grand Hotel Pianeta Maratea è a forte rischio. A lanciare l'allarme è la segreteria territoriale Fesica Confsal, insieme alla Rappresentanza Sindacale Aziendale, in seguito al provvedimento emesso il mese scorso dal Tribunale di Lagonegro. Il giudice ha disposto lo scioglimento anticipato del contratto di affitto d'azienda tra l'attuale gestore, la cooperativa "Much More" e la proprietà "Sagiba Turismo", nell'ambito della procedura di concordato preventivo attivata da quest'ultima.Entrando nel merito del concordato, il sindacato esprime profonda preoccupazione per la proposta avanzata dall'assuntore, ritenuta gravemente critica sia sul piano sociale sia su quello economico-finanziario. Il piano prospettato rinvia infatti il saldo effettivo dei debiti e il ristoro dei crediti addirittura al quinto anno, privando la procedura e il territorio della liquidità immediata che l'attuale gestione Much More ha sempre garantito e continuerebbe ad assicurare. A ciò si aggiunge l'intenzione di veicolare la gestione dell'hotel su una nuova società veicolo, SPV, priva di uno storico operativo, abbinata a una drastica falcidia dei crediti vantati dagli enti locali, a partire dal Comune di Maratea. Per la Fesica Confsal, rinunciare ai canoni certi di una conduzione efficiente e redditizia per rincorrere scommesse a lungo termine significa indebolire le casse della procedura e scaricare l'intero rischio d'impresa sulle spalle delle maestranze e della comunità. "È inaccettabile che le crisi finanziarie della proprietà e le dinamiche concorsuali finiscano per gravare sull'anello più debole della catena: i lavoratori e le loro famiglie", dichiara la Segreteria territoriale della Fesica Confsal. "Parliamo di oltre 80 professionisti che da anni garantiscono l'eccellenza e il prestigio di uno dei simboli dell'accoglienza lucana. Il turismo del nostro territorio e la tenuta occupazionale non possono essere sacrificati sull'altare di manovre finanziarie prive di solide garanzie".Di fronte a questo scenario, la Fesica Confsal annuncia l'immediata attivazione presso tutte le sedi istituzionali e preposte per salvaguardare i posti di lavoro e la continuità del reddito. Il sindacato rivolge infine un appello diretto ai dipendenti del complesso turistico: "Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori a mantenere la massima compattezza. Il Grand Hotel Pianeta Maratea non può chiudere a spese di chi ci lavora: difenderemo l'occupazione e il territorio con ogni strumento a nostra disposizione".
Potenza, 6 ottobre 2026 – Il futuro dell’energia e il ruolo del nucleare nel nuovo mix energetico italiano saranno al centro dell’incontro “Energie e territori: il nucleare nel nuovo mix energetico italiano”, in programma martedì 6 ottobre, dalle ore 15 alle 17, presso la Sala Convegni di Confindustria Basilicata, in via Di Giura – Centro Direzionale, a Potenza.
L’iniziativa, promossa da FareAmbiente Movimento Ecologista Europeo e Nuclitalia, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale, dell’università e della ricerca per affrontare le prospettive del nucleare e il suo possibile contributo al sistema energetico nazionale.
I lavori si apriranno alle ore 15 con i saluti di Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata; Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata; Pasquale Pepe, vicepresidente e assessore alle Infrastrutture, reti idriche, trasporti e protezione civile della Regione Basilicata; Maddalena Fazzari, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata; Mario Polese, consigliere regionale della Basilicata; ed Enzo Ritorti, responsabile regionale FareAmbiente Movimento Ecologista Europeo.
Alle 15:30 si terrà la tavola rotonda “Il futuro del nucleare per il patrimonio industriale italiano”, con la partecipazione di Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia; Marco Ravazzolo, direttore Politiche per l’ambiente, l’energia e la mobilità di Confindustria nazionale; Donato Viggiano, consigliere direttivo Cluster Energia Basilicata ETS; Rocco Pace, componente del direttivo del Comitato Piccola Industria di Confindustria Basilicata; e Agostino Arcasensa, coordinatore amministrativo di Arcasensa Agostino Sas. Modererà Cristina Florenzano.
La seconda tavola rotonda, prevista alle 16:30, sarà dedicata al tema “Accademia e competenze nucleari: formazione, R&S, talent pipeline”. Interverranno Antonio D’Angola, PhD in Energetica e professore di II fascia di Fisica dei Reattori Nucleari presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università della Basilicata; Michele Greco, coordinatore del Master “DETECT Decarbonizzazione e Transizione Ecologica per Circolarità e Territori” dell’Università della Basilicata; e Francesco Della Corte, vicepresidente di FareAmbiente. La moderazione sarà affidata a Donato Pace, giornalista e direttore de La Nuova Basilicata.
A concludere l’incontro, alle ore 17, sarà Vincenzo Pepe, professore ordinario dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e presidente nazionale di FareAmbiente Movimento Ecologista Europeo.
L’appuntamento intende favorire un confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico sui temi dell’energia, della transizione, delle competenze specialistiche e delle prospettive industriali legate al settore nucleare, con particolare attenzione al ruolo dei territori e della Basilicata.
Sette appuntamenti, da ottobre a dicembre, per attraversare il Mediterraneo attraverso la musica, mettendo in dialogo repertori, tradizioni e linguaggi differenti. È il filo conduttore di “Un tè alla suite – Armonie & Aromi del Mediterraneo”, la nuova stagione concertistica promossa da Basilicata Circuito Musicale, in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia.La rassegna prenderà il via il 18 ottobre e accompagnerà il pubblico fino al 20 dicembre, con tutti gli appuntamenti in programma alle 17.30 all’Eurostars Matera La Suite. Un orario e una formula che richiamano già nel titolo l’idea di un incontro raccolto e conviviale: un tè in compagnia diventa occasione per ascoltare musica e, attraverso di essa, percorrere idealmente le diverse sponde del Mediterraneo.«Con “Un tè alla suite” - dichiara Piero Romano, direttore artistico Orchestra ICO Magna Grecia - vogliamo proporre un modo diverso di vivere la musica, più raccolto e vicino al pubblico. Il Mediterraneo è il filo che attraversa l’intera rassegna: un luogo di incontri, contaminazioni e memorie che ritroviamo nei repertori e nelle storie degli artisti. L’idea è quella di trasformare ogni concerto in un momento di condivisione, nel quale l’ascolto possa diventare anche occasione di dialogo e di scoperta».Ad aprire la stagione, il 18 ottobre, sarà “Salotto storico partenopeo” con il Mefitis Quartet, formato da Valeria Veltro e Tiziana Lobosco alle voci e Gaetano Agoglia e Francesco Latorraca alle chitarre. In programma musiche di Tosti, Di Capua, Turco, Bizet e Cottrau, in un viaggio nella tradizione musicale napoletana.Il 25 ottobre sarà invece la volta di “Suoni dal Sud”, con Marco Zurzolo al sax, Martino De Cesare alla chitarra e Paki Palmieri alla batteria. Il repertorio attraverserà le musiche di Zurzolo, De Cesare, Pino Daniele e Rabih Abou-Khalil, tra sonorità mediterranee e contaminazioni contemporanee.L’8 novembre spazio ad Angelo Mellone con “Verrei da te a piedi scalzi. L’Italia e il Sud, le radici, la provincia, la memoria e l’amore”. Mellone, voce e pianoforte, sarà affiancato da Salvatore Russo, alla direzione musicale e alle chitarre, e Pierluigi Balducci al basso elettrico, per un racconto in musica e parole legato ai temi dell’identità, delle radici e della memoria.Il viaggio proseguirà il 22 novembre con “Voyage: suoni, memorie e culture del Mediterraneo”: Badrya Razem alla voce e Domenico Lopez alla chitarra proporranno canti della tradizione sefardita, catalana e araba, costruendo un ponte musicale fra popoli e culture.Il 29 novembre la rassegna renderà omaggio a uno dei protagonisti della canzone italiana con “100 anni di Bruno Martino – L’omaggio al grande crooner italiano”, affidato alla voce di Francesca Leone e alla chitarra di Paolo Magno.Atmosfere differenti caratterizzeranno l’appuntamento del 13 dicembre, “Voices of Hope: Spiritual & Gospel tradition”, con Danilo Cacciatore, maestro del coro, e L.A. Chorus, protagonisti di un programma dedicato alla tradizione gospel.A chiudere “Un tè alla suite”, il 20 dicembre, sarà il Mario Rosini Trio con “Le mie strade in musica e parole”. Con Mario Rosini al pianoforte e alla voce, Mimmo Campanale alla batteria e Paolo Romano al basso elettrico, l’ultimo appuntamento unirà musica e racconto personale, concludendo il percorso della rassegna alle porte del Natale.“Un tè alla suite” propone così un cartellone nel quale il Mediterraneo non è solo un riferimento geografico, ma uno spazio culturale comune: Napoli e il Sud, le tradizioni sefardite e arabe, il jazz, la canzone italiana e il gospel diventano tappe di un itinerario costruito intorno all’ascolto e all’incontro.I biglietti hanno un costo di 10 euro, con ridotto a 5 euro per bambini e studenti, e sono disponibili anche online attraverso Vivaticket. Per informazioni è possibile rivolgersi a Basilicata Circuito Musicale, in via De Viti De Marco 13 a Matera.La stagione concertistica è promossa da Basilicata Circuito Musicale, in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia, e si inserisce nel quadro delle attività sostenute dal Ministero della Cultura, dalla Regione Basilicata e dal Comune di Matera, con il coinvolgimento di Matera Welcome e nel segno del riconoscimento Unesco della città.
«L’approvazione definitiva del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile è un passo avanti, ma il provvedimento resta troppo timido rispetto alla sfida che l’Italia ha davanti. Il Parlamento ha riconosciuto che il nucleare può tornare a far parte della politica energetica nazionale; ora si apre la fase decisiva: quella dell’attuazione», dichiara Giuseppe Gravela, componente della Segreteria nazionale del Partito Liberaldemocratico con delega su Energia e Ambiente.«Come Partito Liberaldemocratico abbiamo presentato diversi emendamenti per rendere il provvedimento più diretto e operativo. Le nostre proposte non sono state accolte, salvo una, che affida ai decreti legislativi il compito di definire con chiarezza competenze e responsabilità dei diversi enti di ricerca italiani coinvolti. È proprio nella fase attuativa che si misurerà la capacità del Ddl di produrre risultati. Una legge delega indica la strada; spetta ora ai decreti legislativi trasformare quegli indirizzi in un sistema concreto. Per questo è necessario che i decreti costruiscano fin da subito il quadro regolatorio, istituzionale e industriale previsto dal Milestone Approach dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. L’IAEA individua 19 ambiti infrastrutturali, dalla sicurezza al quadro regolatorio, dalle competenze al finanziamento, dalla rete agli approvvigionamenti, fino alla gestione del combustibile e dei rifiuti. Se vogliamo che il nucleare possa concorrere realmente con le altre tecnologie, dobbiamo costruire fin da subito le condizioni regolatorie, istituzionali e industriali necessarie», aggiunge Gravela.«L’Italia, peraltro, non parte da zero. Nel Paese esistono ancora competenze scientifiche, ingegneristiche, industriali e formative legate al nucleare che devono essere messe a sistema e pienamente integrate nel nuovo quadro regolatorio e istituzionale, con responsabilità, procedure e standard chiari. A questo deve corrispondere un adeguato impegno finanziario. Il Ddl prevede 20 milioni di euro l’anno per il 2027, 2028 e 2029 per gli investimenti previsti dalla delega. A nostro giudizio, sono risorse largamente insufficienti rispetto alla dimensione del lavoro da avviare. Non si tratta di finanziare oggi la costruzione di una centrale, ma di realizzare l’infrastruttura regolatoria, scientifica, industriale e formativa che consentirà agli operatori di investire domani in un quadro credibile. Sulla definizione di “nucleare sostenibile” viene quasi da sorridere: in politica abbiamo spesso l’abitudine di risolvere i problemi aggiungendo un aggettivo. Ma la sostenibilità non è un’etichetta che la politica può attribuire o togliere a una tecnologia. Il nucleare civile opera da decenni secondo standard di sicurezza estremamente rigorosi e sotto un sistema di regolazione e controllo specifico. La questione oggi è capire a quali condizioni economiche, industriali e temporali possa contribuire al sistema elettrico italiano insieme alle rinnovabili. Il sistema elettrico del futuro dovrà poter integrare nucleare, fonti energetiche rinnovabili, accumuli, flessibilità e sistemi di stabilizzazione della rete. Non dobbiamo però stabilire oggi quale combinazione di tecnologie dovrà prevalere nel 2040 o nel 2050. Dobbiamo piuttosto costruire un quadro regolatorio e di mercato nel quale le diverse tecnologie possano competere in condizioni trasparenti, sulla base dei costi, delle prestazioni e del valore che sono in grado di offrire al sistema elettrico. Saranno il mercato e le esigenze concrete del sistema, non una scelta politica predeterminata, a orientare nel tempo il mix energetico più efficiente. L’obiettivo deve essere mettere in competizione le diverse soluzioni affinché possano contribuire, ciascuna secondo le proprie caratteristiche, a garantire energia affidabile, competitiva e decarbonizzata. La crescita della domanda elettrica, trainata dall’industria, dall’intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione e dall’elettrificazione dei consumi, rende questa sfida ancora più urgente. L’Italia ha bisogno di più energia, affidabilità e competitività e deve arrivare preparata alle scelte che riguarderanno il proprio sistema energetico nei prossimi decenni», continua Gravela.«Anche la Basilicata deve essere parte di questa trasformazione nazionale, superando l'idea riduttiva che il ruolo energetico di un territorio si misuri confrontando semplicemente quanto produce con quanto consuma. Il sistema elettrico italiano è gestito su scala nazionale e per zone di mercato: produzione e fabbisogno non devono coincidere entro i confini regionali. La vera sfida, quindi, è fare in modo che la Basilicata partecipi alla nuova politica energetica attraverso ricerca, formazione, competenze, reti e filiere industriali. È su questi terreni che il territorio può contribuire alla costruzione della nuova politica energetica nazionale e intercettarne le opportunità. Il Ddl ha aperto una porta. Ora bisogna attraversarla con una fase attuativa rapida, rigorosa e adeguatamente finanziata. Non dobbiamo scegliere oggi quale tecnologia avrà vinto nel 2050: dobbiamo costruire oggi le condizioni perché l’Italia possa scegliere allora sulla base dei risultati, dei costi e delle esigenze reali del sistema elettrico, con pragmatismo, competenza e una forte politica industriale», conclude Gravela.